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Padoan: tagliati 25 miliardi di spesa, difficile andare oltre

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INTERVENTO DEL MINISTRO

Padoan: tagliati 25 miliardi di spesa, difficile andare oltre

Pier Carlo Padoan (LaPresse)
Pier Carlo Padoan (LaPresse)

«La spesa italiana è stata tagliata di 25 miliardi, abbiamo tagliato talmente tanto che è difficile tagliare oltre, ora lo sforzo è sulla qualità dei meccanismi di spesa. È stato molto di moda dire che la spending review non esiste; è una moda che non condivido semplicemente perché non è vero». Lo ha detto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan in un convegno sull'Europa.

Padona si è soffermato anche sui temi europei. L’unione bancaria, ha detto, «è l’elemento più importante sul tavolo dell’Ecofin e dell’Eurogruppo e dovrà essere trattato nei prossimi mesi». Parlando di Europa in un convegno organizzato dallo Iai, il ministro rimarca che è «necessaria la condivisione e la riduzione del rischio. Il governo italiano è fortemente interessato a promuovere» questi due aspetti «parallelamente». Nel dettaglio, serve prevedere un «back stop pubblico nel meccanismo di risoluzione» delle banche che è «basato invece su risorse private».

Non ancora in «nuova normalità» dell’economia
«Non siamo ancora in un’economia new normal, c’è un’implicita domanda di governance politica, perché anche i mercati hanno bisogno di sapere dove andare» riflette ancora Padoan, illustrando il documento di politica economica europea inviato poche settimane fa dall’Italia alla Commissione Ue. «La situazione economica richiede una risposta vigorosa, un grande ruolo della politica come indicazione di strada da seguire». E nell’attuale situazione dell’Ue  tra «gli elementi di shock geopolitico» un posto spetta alla Brexit che «metterebbe in discussione le istituzioni e gli assetti politici esistenti e il quadro complessivo».

«Anche in Cina vogliono adottare il Jobs Act»
Padoan infine ha raccondato un episodio recente riguardante il Jobs Act, la riforma del mercato del lavoro adottata dal Governo Renzi. «A Shanghai durante l’ultimo G-20 sono stato tempestato di domande sul Jobs act dal mio omologo cinese - ha detto - È una riforma che funziona e vogliono adottarlo anche loro».

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