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Bagnoli, scontro a distanza tra De Magistris e il Governo

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Bagnoli, scontro a distanza tra De Magistris e il Governo

Un “aut aut” a Matteo Renzi sulla sua visita a Napoli annunciata il 6 aprile per partecipare alla cabina di regia su Bagnoli. È quello arrivato ieri dal sindaco del capoluogo campano, Luigi de Magistris in un videomessaggio dove si dice pronto «ad accogliere» il premier se la visita sarà occasione per «riannodare un dialogo istituzionale nel rispetto della Costituzione», ma se invece intende «mettere le mani sulla città» de Magistris avvisa Renzi che sarà «respinto con fermezza e risolutezza». Parole bollate subito come «incredibili e assurde» dal vicesegretario Pd Lorenzo Guerini.

De Magistris replica punto su punto al messaggio di Renzi lanciato con le enews sabato scorso in cui affermava che il Governo sarebbe andato avanti «con o senza il Comune» sul risanamento dell’area di Bagnoli («vergogna nazionale») e che il comportamento dell’amministrazione con il ricorso contro la nomina del commissario «ha fatto perdere tempo». Ricorso difeso con fermezza da de Magistris: compito del Governo «era ed è fare la bonifica che noi aspettiamo ancora e che il commissariamento, deciso improvvidamente e in violazione della Costituzione, ha rallentato perché non ha messo in campo le procedure di urgenza necessarie per intervenire dopo anni di ritardo». A Renzi l’ex pm ricorda che «governa grazie a una manovra di palazzo» mentre a Napoli il sindaco è stato «eletto dal popolo». Un affondo in cui de Magistris non manca di puntualizzare che «i principali responsabili dello scempio» in cui versa Bagnoli sono persone «che appartengono al Partito democratico». Da Antonio Bassolino, a Valeria Valente, assessore di una giunta «che non ha avuto il sussulto di civiltà di costituirsi parte civile» nel processo sulla bonifica fasulla di Bagnoli.

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