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Bankitalia: il «bail-in» aumenta i rischi…

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Bankitalia: il «bail-in» aumenta i rischi per la stabilità sistemica

  • –Rossella Bocciarelli

«L’Unione Bancaria finora realizzata non è né perfetta né completa. Le sue difficoltà sono quelle dell'intera Unione Europea. Chi ne vede l’irrinunciabilità e ne ha a cuore il destino deve lavorare con rinnovata determinazione a rafforzarla». Salvatore Rossi, numero due della Banca d'Italia, ha colto ieri l'occasione di un convegno tenutosi ad Altavilla Vicentina per chiarire quali sono le cose da fare rapidamente, se si tiene al futuro dell'Europa unita in campo bancario. Perché se è vero che «la Vigilanza unica - è da un anno e mezzo pienamente al suo posto, e nonostante il breve tempo e le oggettive difficoltà di coordinamento sta funzionando», invece «lo schema unico di risoluzione delle crisi bancarie è in funzione da poco ed è diverso dal progetto originario e presenta problemi di applicazione e rischi per la stabilità sistemica». In particolare, Rossi ha spiegato che c'è un aspetto carente nella nuova disciplina del bail in, per la quale le autorità italiane avevano chiesto, inutilmente, che fosse applicata solo ai titoli di nuova emissione e che fosse rimandata al 2018. Infatti «manca un backstop pubblico temporaneo per i casi in cui l’applicazione del bail in, invece che alleviare, finisca per esacerbare i rischi di instabilità sistemica». Il “paracadute” pubblico, ha affermato Rossi «sarebbe in piena coerenza con quanto previsto dal Key Attributes of Effective Resolution Regimes del Financial stability board, ovvero gli standard globali in materia di risoluzione delle crisi dei grandi intermediari finanziari». E il fatto che questo strumento manchi, ha osservato il dg di Via Nazionale«non è casuale: riflette la chiusura assoluta di numerosi paesi europei europei all’ipotesi che i contribuenti del paese A paghino, anche solo temporaneamente, per la crisi di una banca del paese B». Secondo questo modo di ragionare, ha spiegato Rossi «le banche, pur se oramai vigilate e “risolte”da istituzioni europee, devono, in fin dei conti, restare un affare nazionale». A margine del convegno, Rossi ha commentato positivamente le potenzialità dello schema Gacs appena varato dal governo, rimarcando che«le competenze nel mercato dell'acquisizione e gestione dei crediti deteriorati sono molto diffuse. E' un mercato vasto, ci sono molti importanti soggetti stranieri e anche alcuni importanti soggetti italiani». Quanto agli aumenti di capitale sulla rampa di lancio,il direttore generale della Banca d'Italia ha auspicato il successo delle prossime operazioni di collocamento della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. «Mi auguro che questo succeda, nonostante le difficili condizioni di mercato». «Il momento è sicuramente difficile per tutte le banche europee- ha concluso- e in alcune giornate lo è con particolare intensità per le banche italiane».

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