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Rifiuti Roma, Fortini: Campidoglio rischia condizionamento esterno

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audizione apalazzo s. macuto

Rifiuti Roma, Fortini: Campidoglio rischia condizionamento esterno

Sul fronte dei rifiuti e del loro smaltimento l'amministrazione comunale di Roma corre il serio pericolo di subire «un condizionamento indesiderato dall'esterno». A dirlo, alla vigilia del suo addio all’azienda municipalizzata di Roma per i servizi ambientali, da cui si dimetterà il 4 agosto, è Daniele Fortini, presidente e amministratore delegato di Ama, nel corso dell'audizione di questa sera davanti alla commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Fortini - che alla commissione ha portato un master plan relativo al settore - ha anche detto che nella Capitale non esiste un ciclo integrato dei rifiuti urbani, e questo finisce con il costituire un «punto di vulnerabilita' molto forte» circa la possibilià di messa in sicurezza sanitaria ed igienica di Roma. Una città dove - stando a cifre Ama - sono prodotti ogni giorno circa 5mila tonnellate di rifiuti, di cui 2mila di tipo differenziato e avviati a recupero.

Oggi capacità Tmb per 3mila tonnellate/giorno, ma «solo sulla carta»
Oggi i quattro impianti di trattamento meccanico-biologico (Tmb) esistenti a Roma costituiscono paradossalmente i piu' grandi impedimenti alla possibilità di generare prodotti dalle raccolte differenziate. Fortini ha spiegato che gli impianti attuali hanno una capacità per 3.000 tonnellate al giorno, ma «solo sulla carta», sebbene questa cifra sia proprio quella corrispondente al fabbisogno della città. Gli impianti di Colari assorbono 1.200 tonnellate al giorno; 300 tonnellate al giorno sono riservate per i comuni di Ciampino, Fiumicino e Stato del Vaticano. «Il nostro fabbisogno - ha sottolineato l'amministratore di Ama - genera un aumento dei prezzi, e lo paghiamo noi che abbiamo bisogno degli impianti degli altri e che ce li mettono a disposizione non per carita'...». Roma ha bisogno di collocare 250mila tonnellate all'anno di rifiuti fuori dal proprio territorio. E la situazione vede inoltre gli impianti Tmb in funzione a Roma avere tecnologie ormai «vetuste». Quanto alla necessità di dotare la città di impianti moderni per il recupero di materia dalla raccolta differenziata, impianti efficienti, a freddo e non maleodoranti come i Tmb, costerebbe «30-35 milioni di euro» ma inviare le stesse quantità a un inceneritore costerebbe «tre volte di piu'». Ma per Fortini è la «stessa presenza di impianti di trattamento meccanico biologico» che «condiziona l'identità del ciclo integrato dei rifiuti di Roma», perchè i Tmb «generano rifiuti da rifiuti». E quindi insieme a loro deve essere possibile disporre di inceneritori e discariche per il ciclo integrato.

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