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Dossier I grandi uomini che hanno ampliato i confini dell'economia

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Dossier | N. 25 articoliI grandi temi dell’economia spiegati con parole semplici dal Sole 24 Ore

I grandi uomini che hanno ampliato i confini dell'economia

Questa infornata di premi Nobel dell'economia lancia un importante segnale sui confini della scienza economica. Con la premiazione di Herbert Simon (nel 1978) l'Accademia delle Scienze svedese ha detto che “non di solo pane (o di sola economia!) vive l'uomo” e ha allargato le frontiere della scienza economica verso discipline sorelle. Nel 2003 il Nobel dell'economia sarà assegnato a Daniel Kahneman, uno studioso che non ha mai studiato economia, ma che ha indagato i meccanismi psicologici che muovono le decisioni economiche. Veniamo agli altri Nobel. A parte Simon, tutti rientrano nella definizione canonica di “economista”. Forse il più famoso è Milton Friedman (1976), il padre del “monetarismo” e l'apostolo dello “Stato minore”. Meade (1977) credeva nell'intervento pubblico per regolare l'economia, e, lontano dalla torre d'avorio, “si sporcò le mani” nell'arena dell'economia applicata, anche partecipando, assieme a Keynes, alle negoziazioni di Bretton Woods.

La maggior parte dei Nobel dell'economia erano e sono conditi di passione civile. Come si conviene ai cultori di una “scienza dell'uomo”, scesero in campo. Bertil Ohlin (1977 anche lui), quando non estendeva il teorema dei costi comparati, partecipava alla politica in Svezia, e fu anche ministro. Lawrence Klein (1980), fu il primo di una lunga serie di “previsori”, creando a tal scopo complessi modelli econometrici, e viaggiò in molti Paesi per offrire le proprie competenze in materia. James Tobin (1981) riesce ancora, a 13 anni dalla morte, a incutere paura che vedono nella “Tobin Tax” (tassa sulle transazioni finanziarie), una minaccia a quel che succede nella bassa cucina dell'alta finanza. E George Stigler (1982), che non solo mise i piedi nel piatto della regolazione, additando i pericoli di “cattura” del regolatore da parte dei regolati. Creò una “dieta Stigler”: bisognava ottimizzare il rancio, assicurando tutti gli elementi nutritivi al minimo costo. Un problema di guerra, che Stigler risolse brillantemente, anche se le papille gustative non erano convinte...

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