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Dossier Dalla rivoluzione delle ferrovie alla seconda guerra mondiale

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Dossier | N. 25 articoliI grandi temi dell’economia spiegati con parole semplici dal Sole 24 Ore

Dalla rivoluzione delle ferrovie alla seconda guerra mondiale

Se c’è una costante esplicativa nella storia delle economie sta nell’importanza del capitale umano. Due premi Nobel dell’economia, Theodore Schultz e Arthur Lewis, hanno cercato nel settore primario – l’agricoltura – le ragioni che hanno fatto scoccare la scintilla della crescita, e hanno trovato nell’istruzione e nella formazione la ragione principale della creazione di quel surplus che permette di aumentare la produttività. Una “scoperta” che ha cambiato l’orientamento degli aiuti ai Paesi poveri. I trasporti sono la variabile forse più sottovalutata dello sviluppo dell’economia.

Sono un fattore “orizzontale”, che riguarda tutto e tutti, Paesi poveri e Paesi ricchi, dato che tutto e tutti devono essere trasportati dal punto A al punto B per far funzionare l’immensa macchina dell’economia. Le diligenze non possono trasportare tonnellate di merci, ma le ferrovie sì. E l’epopea delle strade ferrate ha accompagnato lo sviluppo dell’economia dall’Ottocento in poi. In questi “racconti” di economia e storia un raccordo cruciale sta nel secolo scorso, quando fra depressioni e guerre, idee nuove e orribili sofferenze vennero a plasmare gli assetti economici e sociali. Due protagonisti di quel secolo – John Maynard Keynes nell’economia e Winston Churchill nella politica – lasciarono un’impronta indelebile. Churchill talvolta si spazientiva di Keynes e degli economisti, che non erano mai d’accordo (disse: «Se chiedo un parere a due economisti, avrò due opinioni diverse; a meno che uno dei due non sia Lord Keynes, nel qual caso ne avrò tre»).

Ma la grande intuizione di Keynes – se l’economia va male lo Stato deve avere i conti “in disordine”, spendere e sostituire domanda pubblica a domanda privata – divenne una dottrina dominante nel dopoguerra, e la Grande recessione del 2008-09 è stata combattuta con politiche keynesiane. Churchill ebbe il premio Nobel della letteratura per la sua storia della Seconda guerra mondiale. Le guerre, l’ultima in particolare, che impatto hanno sull’economia? A parte morte e distruzioni, ci sono anche effetti positivi...

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