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Rifiuti, con riciclo 10 milioni di tonnellate di "nuove" materie…

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rapporto2016

Rifiuti, con riciclo 10 milioni di tonnellate di "nuove" materie prime

Da rifiuto a risorsa: nel 2016 l'industria del riciclo cresce del 67% e oltre 15 milioni di tonnellate carta, vetro, plastica, legno e organico vengono trasformate in 10,6 milioni di tonnellate di "nuove" materie prime. È il dato che emerge dal rapporto annuale "L'Italia del riciclo" 2016, promosso e realizzato da Fise Unire (l'associazione che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) e dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, presentato stamattina a Roma.

In aumento il recupero di imballaggi
Lo studio mette in evidenza come sia cresciuto il recupero di imballaggi (più 5%, cioè 8,2 milioni di tonnellate, contro i 7,8 del 2014) e il flusso di materie prime seconde, oltre al consolidamento delle filiere del recupero di apparecchiature elettriche ed elettroniche (che supera l'obiettivo dei 4 kg ad abitante l'anno, e intercetta il 41% dell'immesso al consumo), e della frazione organica (più 5%). Secondo i numeri, sono tutte le filiere a mostrare indici in crescita, ad eccezione dell'alluminio che vede diminuire le tonnellate avviate a riciclo (meno 1%) e la percentuale di riciclo sull'immesso a consumo (meno 4%).
Conferma di eccellenza per il tasso di riciclo di carta (80%), acciaio (73,4%), vetro (71%) e alluminio (70%); registrano percentuali di crescita più elevate i quantitativi avviati a recupero di plastica (più 10%) e legno (più 5%). Buoni segnali arrivano anche dal riciclo di pneumatici fuori uso. Il tasso di reimpiego e riciclo di veicoli fuori uso raggiunge l'83% del peso medio.

Meno scarti e più riciclo per competitività
«L'uso efficiente dell'energia e dei materiali sono ormai indispensabili fattori non solo di qualità ambientale, ma di competitività economica - ha detto Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, commentando i dati del rapporto 2016 - e occorre quindi produrre sempre meno scarti e meno rifiuti e riciclare il massimo possibile».
«Le imprese italiane hanno ormai raggiunto il livello di eccellenza in Europa con il riciclo del 72% dei rifiuti speciali - ha aggiunto Ronchi - lo stesso livello di eccellenza deve essere raggiunto anche nel riciclo dei rifiuti urbani (al 43%), sulla scia positiva di quello degli imballaggi oggi al 67% dell'immesso al consumo». «Ciò richiederà politiche mirate per recuperare i ritardi in alcune Regioni del Sud - ha concluso - e maggiore attenzione alle filiere industriali del riciclo per il loro ruolo strategico».

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