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Terrorismo, Minniti: minaccia a prevedibilità zero

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la festa per il165° della polizia

Terrorismo, Minniti: minaccia a prevedibilità zero

«Gli ultimi sono stati sette giorni terribili: San Pietroburgo, Stoccolma, Egitto. Una forza cieca e irrazionale si muove contro i principi fondamentali dell'umanità». Il ministro dell'Interno Marco Minniti sceglie la cerimonia per i 165 anni della Polizia di Stato, celebrati questa mattina al Pincio, nel centro di Roma, per fare un primo bilancio della nuova ondata terroristica che sta colpendo l'Europa e il Medio oriente. Ad ogni attentato, sottolinea rivolto agli agenti schierati davanti alle massime autorità italiane (il presidente dela Repubblica Sergio Mattarella insieme ai presidenti di Senato e Camera, Pietro Grasso e Laura Boldrini, e al presidente della Corte costituzionale, Paolo Grossi) «c' è un passo avanti verso la riduzione dell'organizzazione», scelta che rende la nuova minaccia terroristica «a prevedibilità zero».

«Tranquilla fermezza» per controlli su manifestanti anti G7
E l'attentato di Stoccolma, citato dal ministro nel suo intervento, è il perfetto esempio della sfida che oggi si trovano ad affrontare le forse di sicurezze a e i servizi segreti: «Quando si arriva a rubare un camion e pochi minuti dopo ci si scaglia contro un centro commerciale, si capisce che la nuova minaccia è a prevedibilità zero. Non abbiamo mai affrontato una minaccia con queste caratteristiche: le forze di polizia devono prevedere l'imprevedibile, è una sfida al limite». Da questo punto di vista, l'agenda dei prossimi appuntamenti internazionali - come già in occasione della celebrazione del 60° dei Trattati di Roma a marzo – pone l‘Italia in cima alla lista dei luoghi sensibili ad alto rischio di attentato. A maggio, in Sicilia, a Taormina, è infatti in programma il G7 dei Paesi piu' industrializzati. Ma Minniti fa mostra di ottimismo. La forza di una grande democrazia, ricorda, «è quella di consentire ai cittadini in ogni momento la possibilità di esprimere i propri convincimenti, come è avvenuto per i cortei contro l'Europa, ma il limite è la violenza che non è espressione di un convincimento, ma sopraffazione della libertà». Per questo, annuncia, «abbiamo controllato e controlleremo le manifestazioni con tranquilla fermezza».

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