Italia

Legge elettorale, in arrivo il testo base. Renzi boccia il…

  • Abbonati
dopo l’appello di mattarella

Legge elettorale, in arrivo il testo base. Renzi boccia il «Provincellum»

  • – di Redazione Online

Il testo base della legge elettorale verrà presentato dal relatore, Andrea Mazziotti, martedì o mercoledì prossimo, mentre il termine per gli emendamenti è fissato al 12 maggio. Lo ha stabilito l’ufficio di presidenza
della Commissione Affari costituzionali. Entro il 25 maggio si concluderà il voto degli emendamenti e sarà dato il mandato al relatore. Un’accelerazione sulla legge elettorale è stata chiesta il 26 aprile dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo un incontro al Quirinale con il presidente del Senato Pietro Grasso e la presidente della Camera Laura Boldrini. Un appello cui ha fatto subito seguito la decisione della conferenza dei capigruppo di Montecitorio di portare all’esame dell’Aula la legge elettorale nell’ultima settimana di maggio, a partire da giorno 29.

Renzi stoppa il Provicellum
Ma con un intervento a sorpresa, Matteo Renzi ha stoppato l’intesa sul Provincellum come testo base sulla legge elettorale («hanno in testa il Provincellum. Un sistema che non ha preferenze, che fa finta di avere i collegi, ma poi non si sa se passa il tuo candidato o no. Questo sistema giova a chi non ha
un voto. Non abbiamo paura di cercare le preferenze»). Un sistema che pure il Pd aveva sdoganato giovedì 20 maggio in Commissione Affari costituzionali, e su cui c'era l’assenso di diversi partiti. Oggi in commissione Affari Costituzionali anche la Lega aveva dato il suo assenso al Provincellum, cioè ai collegi uninominali, con riparto proporzionale dei seggi, su base nazionale. Il sì del Carroccio si era aggiunto a quello di Pd, Mdp, Fi, Des-Cd, Civici, Svp. Questo sistema supera i capilista bloccati, ma evita le preferenze, richieste invece da Ap. Sullo sfondo, il tema tutto interno al Pd se correre da solo o in coalizione. «Ben venga il rapporto con Pisapia ma una cosa è Pisapia, un’altra D'Alema», che ha escluso alleanze elettorali con gli «scissionisti» di Mdp Articolo 1.

L'armonizzazione dei sistemi chiesta da Mattarella
Il capo dello Stato ha sempre insistito sulla necessità, per poter tornare alle urne, di armonizzare i due Consultellum ossia i due sistemi lasciati in piedi dalla Consulta con due diverse sentenze (la prima nel gennaio 2014, quando fu bocciato il Porcellum; la seconda nel gennaio scorso, quando fu bocciato il ballottaggio nazionale tra le prime due liste previsto dall’Italicum). L’Italicum sopravvissuto alla Camera prevede un premio di maggioranza (54%) per la lista (non la coalizione) che superi il 40% dei voti e uno sbarramento unico del 3%. Per il Senato è rimasto in piedi un sistema a base proporzionale con preferenza, senza premio di maggioranza, ma con un sistema di soglie di sbarramento che può avere un effetto maggioritario implicito: 3% per i partiti coalizzati, 8% per i partiti che non si coalizzano.

Le posizioni dei partiti
Il Pd (la cui proposta ufficiale, il Mattarellum, è stata da Fi, M5s e centristi) ha proposto in commissione Affari costituzionali della Camera dei correttivi basati su alcuni principi base quali l'introduzione dei collegi per superare il meccanismo dei capilista bloccati e un'armonizzazione delle soglie di sbarramento verso l'alto (una media tra 3 e 8, ad esempio il 5%). La proposta depositata alla Camera dal M5S tende ad armonizzare i due Consultellum: alla Camera il sistema resta tal quale, compresi i capilista bloccati, mentre al Senato viene esteso lo stesso sistema della Camera tranne i capilista bloccati che sono sostituiti dalla doppia preferenza di genere: quindi premio alla lista che superi il 40% e sbarramento unico al 3% anche a Palazzo Madama. Dall’altro lato, Forza Italia in commissione si è sempre mostrata indisponibile al premio alla lista, premendo per quello alla coalizione. I centristi di Ap puntano su sistema elettorale che riprenda l’Italicum inserendovi le preferenze, il premio alla coalizione e portando anche in Senato la soglia di sbarramento unica al 3%.

I nodi di collegi, premio e sbarramento
Collegi, premio di lista o di coalizione, soglie di sbarramento. I tre nodi della legge elettorale sono rinviati a dopo le primarie del Pd. Che scoprirà le carte subito dopo il voto ai gazebo, stretto tra due “forni”: quello di Forza Italia, che significherebbe forse cedere sul premio alla coalizione incassando però l'aumento delle soglie di sbarramento, e quello del M5S, che vorrebbe dire limitarsi a estendere al Senato l'Italicum lasciato in piedi dalla Consulta, rinunciando al contempo ai capilista bloccati a Palazzo Madama.

© Riproduzione riservata