
3/5 Fisco e risparmio / Fondi comuni di investimento
E' durata poco la luna di miele del risparmio gestito con il fisco: per decenni da più parti si è invocato l'allineamento della tassazione italiana a quella europea, cancellando cioè la tassazione sui rendimenti periodici concentrando così l'imposizione fiscale al momento del disinvestimento (capital gain). Nel 2014 questa aliquota è salita dal 20 al 26%, misura aggiuntiva all'imposta di bollo dello 0,2% sulle consistenze accantonate, di cui detto poco prima. Ciononostante i fondi comuni negli ultimi anni hanno vissuto una fase particolarmente positiva in termini di raccolta, con un patrimonio complessivo che ha oltrepassato la soglia di 2mila miliardi euro di raccolta, con tassi di crescita a doppia cifra percentuale. Le ragioni di questo successo, nonostante l'aumento dell'imposizione fiscale, è da ricercarsi nel buon andamento dei mercati finanziari (in crescita pressoché costante dal 2011) e soprattutto grazie alla necessità degli investitori di individuare strumenti maggiormente diversificati da sostituire in portafoglio alla componente obbligazionaria, i cui rendimenti sono scesi anche sotto la parità, dopo l'avvio dell'acquisto di titoli di Stato da parte della Banca centrale europea.
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