5/5 Fisco e risparmio / Pir
“Esenzione fiscale”: a queste parole magiche si deve lo straordinario successo di raccolta dei piani individuali di risparmio. Un successo superiore alle più rosee aspettative degli emittenti e del Governo, con oltre 5 miliardi raccolti nei primi cinque mesi dal lancio, oltre 10 previsti a fine anno, con un target ambizioso ma non irrealistico vicino ai 70 miliardi in cinque anni. I Pir sono di fatto dei “contenitori fiscali” all'interno dei quali è possibile inserire molte tipologie di strumenti finanziari e somme di denaro (anche se in grande prevalenza si tratta di fondi comuni “adattati” al regime fiscale”) con l'obbligo di rispettare una serie di vincoli di investimento, in primis una quota significativa in titoli di società di piccole o medie dimensioni, quotate sui mercati finanziari. Una dinamica che ha fatto impennare i volumi degli scambi all'Aim e allo Star, i listini della Borsa italiana dedicati alle società dalle dimensioni ridotte, così come le loro quotazioni. L'agevolazione fiscale consiste nel mancato pagamento della tassazione sul capital gain di questi strumenti, a patto che l'investitore mantenga per 5 anni il suo investimento. Ciò non toglie che, vista la natura di questi strumenti (come detto, per gran parte risparmio gestito), i sottoscrittori non debbano versare il 2 per mille sulle consistenze conferite. Un'avvertenza: ciascuna persona fisica può essere titolare di un solo piano di investimento, fiscalmente agevolato.
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