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Dossier Nello Musumeci, l’ex Msi recordman di preferenze

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Dossier | N. 51 articoliElezioni regionali siciliane 2017

Nello Musumeci, l’ex Msi recordman di preferenze

Nello Musumeci al voto (Ansa - Orietta Scardino)
Nello Musumeci al voto (Ansa - Orietta Scardino)

«Mi candido lo stesso. Anzi: sono già candidato, perché c’è la novità che il tempo è scaduto». In questa dichiarazione c’è tutta la “sicilianità” di Nello Musumeci che, tre mesi fa, dinanzi alle incertezze di Forza Italia e ai temporeggiamenti dei leader su quale dovesse essere il candidato di centrodestra alle elezioni siciliane, non aveva più dubbi e si auto-candidava.
«Ontologicamente di destra»
Musumeci ama definirsi «ontologicamente di destra»: entra in politica a 15 anni nelle file della “Giovane Italia”, organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano. A vent’anni viene eletto consigliere comunale nella sua città, Militello in Val di Catania e a trentadue diventa segretario provinciale del Msi di Catania.
La “primavera di Catania” e lo strappo con Fini
Nel '94, con la sola lista Msi-Destra nazionale diventa presidente della Provincia di Catania. Ed è riconfermato nel ’98, al primo turno, con oltre 310. 000 preferenze, sostenuto da una coalizione di centrodestra. Diventa, assieme al sindaco del centrosinistra Enzo Bianco, uno dei protagonisti della cosiddetta “Primavera di Catania”. Nel 1995 Musumeci passa ad Alleanza Nazionale e diventa coordinatore regionale per la Sicilia. E in quel partito rimane fino al 2005, quando - in polemica con Fini - fonda Alleanza Siciliana, movimento autonomista di destra a carattere regionale. Da presidente della provincia Musumeci raccoglie così tanti consensi che Datamedia, in un sondaggio condotto a fine 2002 lo incorona il presidente di provincia più amato d’Italia.
Mister preferenze
È un successo anche l’elezione al parlamento europeo: prima vittoria nel giugno 1994 per la lista di Alleanza Nazionale, poi riconfermato per altre due legislature (1999 e 2004). Alle elezioni europee del 2004 ottiene 116.732 preferenze ed è eletto dopo le dimissioni di Fini, risultando il deputato di Alleanza Nazionale più votato dopo Fini, Alemanno e Gasparri.
Musumeci ha al suo attivo anche un’esperienza di governo nazionale: nel 2011, infatti, entra nel governo Berlusconi come sottosegretario al Lavoro in rappresentanza del movimento La Destra (di Storace) al quale era nel frattempo passato . Tormentata la candidatura alla presidenza della Regione di cinque anni fa: il 22 agosto 2012 Musumeci annuncia, su proposta del leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè, la sua candidatura a presidente della Regione Siciliana sostenuto anche dalla Lista Musumeci, I Popolari di Italia Domani, Fareitalia e Alleanza di Centro. Due giorni dopo Musumeci riceverà anche il supporto de Il Popolo della Libertà, diventando il candidato ufficiale del centrodestra. Otto giorni dopo Miccichè esce dalla coalizione e si candida a Presidente della Regione Siciliana. Alla fine, delle divisioni del centrodestra beneficerà il centrosinistra. E Rosario Crocetta salirà sullo scranno di governatore. Musumeci risulterà tuttavia eletto deputato all’Assemblea Regionale Siciliana in quanto candidato presidente non eletto che ha ottenuto più voti.
#Diventerà bellissima
Nel 2014 Musumeci è tra i fondatori del movimento civico siciliano “#Diventerà bellissima” e lo scorso febbraio il suo movimento lo propone candidato alle primarie del centrodestra per la Presidenza della Regione Siciliana, decise da tutte le forze politiche dello schieramento. Primarie che saranno poi annullate.
In aprile allora scioglie le riserve e si candida alla presidenza della Regione. In luglio ottiene poi l’appoggio di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e anche della formazione meridionalista Noi con Salvini. Non ancora - ufficialmente - da Forza Italia. Al cui leader Musumeci riserva parole un po’ risentite: «Andare oggi da Berlusconi ad auto-perorare la mia causa sarebbe una grave incoerenza. Io ho proposto le primarie del centrodestra e mi sono battuto per celebrarle come bagno di democrazia. Adesso non posso andare ad Arcore a cercarmi la raccomandazione per farmi candidare dall’alto». Alla fine si è visto come è andata: Berlusconi ha “benedetto” il nome di Musumeci il quale gli ha regalato la vittoria.

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