Rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, scaricati in maniera indifferenziata nei porti italiani come se fossero rifiuti urbani: è l'accusa nei confronti della Ong Medici Senza Frontiere e di due agenti marittimi che ha fatto scattare il sequestro preventivo della nave Aquarius (da mesi utilizzata per varie operazioni di salvataggio di migranti nel Mediterraneo contestate dal ministro dell’Interno Salvini e attualmente ormeggiata nel porto di Marsiglia) e di 460mila euro. L'indagine di Guardia di Finanza e Polizia, coordinata dalla Procura di Catania, avrebbe accertato uno smaltimento illecito in 44 occasioni per un totale di 24mila kg di rifiuti.
Msf: attacco inquietante e strumenrale
L’Ong ha subito condannato «con forza» il sequestro preventibo della nave deciso dai magistrati italiani, misura che Msf,
in una nota, definisce «sproporzionata e strumentale, tesa a criminalizzare per l'ennesima volta l'azione medico-umanitaria
in mare». «Dopo due anni di indagini giudiziarie, ostacoli burocratici, infamanti e mai confermate accuse di collusione con
i trafficanti di uomini - attacca Karline Kleijer, responsabile delle emergenze per Msf - ora veniamo accusati di far parte
di un'organizzazione criminale finalizzata al traffico di rifiuti. È l'estremo, inquietante tentativo di fermare a qualunque
costo la nostra attività di ricerca e soccorso in mare».
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Faro sui Centri operativi Msf di Amsterdam e Bruxelles
L'accusa nei confronti di Msf, considerata dagli inquirenti “produttrice” dei rifiuti al centro del traffico illecito, riguarda
sia la nave Aquarius, per il periodo da gennaio 2017 a maggio 2018, sia la Vos Prudence, altra nave utilizzata dalla Ong tra
marzo 2017 e luglio 2017. Per questo nel registro degli indagati - con l'accusa di attività organizzate per il traffico illecito
di rifiuti - sono finiti, oltre ad alcuni membri dell'organizzazione umanitaria, anche il Centro operativo di Amsterdam che
gestiva l'Aquarius e il Centro operativo di Bruxelles, che invece ha gestito e finanziato le missioni di soccorso della Vos
Prudence. I due Centri hanno personalità giuridica e autonomia organizzativa e rispondono in base al decreto legislativo 231/2001
sulla responsabilità amministrativa degli enti.
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Rifiuti a rischio infettivo smaltiti insieme a Rsu
Sono complessivamente 24 gli indagati nell'indagine della procura catanese sull'illecito smaltimento dei rifiuti accumulati
durante le attività di salvataggio in mare da parte di Msf. Secondo l'accusa i soggetti coinvolti, a vario titolo, avrebbero
«sistematicamente condiviso, pianificato ed eseguito un progetto di illegale smaltimento di un ingente quantitativo di rifiuti
pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, derivanti dalle attività di soccorso dei migranti a bordo della Vos Prudence
e dell'Aquarius e conferiti in modo indifferenziato, unitamente ai rifiuti solidi urbani, in occasione di scali tecnici e
sbarco dei migranti» in 11 porti: Trapani, Pozzallo, Augusta, Catania e Messina in Sicilia, Vibo Valentia, Reggio Calabria
e Corigliano Calabro in Calabria, Napoli e Salerno in Campania, Brindisi in Puglia. Tra i rifiuti scaricati la procura cita
«gli indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari», gli scarti alimentari e i rifiuti sanitari infettivi utilizzati
a bordo per l'assistenza medica.
Sotto inchiesta 8 membri di Medici senza frontiere
L'inchiesta avrebbe inoltre accertato che i membri di Msf e i due agenti marittimi Francesco Gianino e Giovanni Ivan Romeo
concordavano «sistematicamente» lo smaltimento illegale dei rifiuti - 37 volte per l'Aquarius e 7 per la Vos Prudence - «eludendo
i rigidi trattamenti imposti dalla loro natura infettiva». Tra gli indagati, oltre a Gianino, Romeo e i centri operativi di
Amsterdam e di Bruxelles di Msf, ci sono il comandante e il primo ufficiale dell'Aquarius, il russo Evgenii Talanin e l'ucraio
Oleksandr Yurchenko. A questi si aggiungono 8 membri di Msf: il vice capo missione Italia di Msf Belgio Michele Trainiti,
il vice coordinatore nazionale nazionale e addetta all'approvvigionamento della missione Italia di Msf Belgio Cristina Lomi,
il liaison Officer di Mas Belgio Marco Ottaviano, i coordinatori del progetto Sar Aquarius di Msf Olanda, Aloys Vimard e Marcella
Kraaij, il coordinatore logistico di Aquarius Joachim Tisch, il delegato alla logistica a bordo della nave Martinus Taminiau
e il coordinatore del progetto a bordo della nave, l'inglese Nicholas Romaniuk.
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