Il vento delle rottamazioni soffia ancora forte. Nonostante sia arrivata alla terza edizione, la possibilità di pagare il debito con l’ex Equitalia senza sanzioni e interessi di mora continua ad attrarre i contribuenti anche perché, a differenza del recente passato, si potrà pagare con un piano molto più lungo: dalle 10 alle 18 rate in 5 anni, a seconda che si arrivi da una precedente rottamazione o la domanda sia presentata per la prima volta. Il dato di fatto è che tra rottamazione-ter e saldo e stralcio (la sanatoria per chi ha problemi economici “tradotti” in un Isee fino a 20mila euro) sono 460mila le domande già arrivate a metà marzo, ossia a un mese e mezzo dalla scadenza finale di presentazione fissata per il 30 aprile 2019.
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Le risorse nelle casse statali
E mentre le rottamazioni hanno garantito nel 2018 un gettito di 3,9 miliardi (in linea con le stime dei Governi), dalla riscossione
ordinaria sono arrivati 6,1 miliardi. Un importo di cui sono azionisti di maggioranza al 55% i grandi debitori.
I servizi online trainano la rottamazione
Rottamazione-ter e saldo e stralcio sono trainati dai canali online di presentazione delle istanze. Sul portale di agenzia
delle Entrate-Riscossione (Ader), c’è la possibilità di presentare l’istanza in via telematica sia per chi ha già le credenziali di accesso all’area riservata sia per chi ne fosse sprovvisto con il servizio «Fai da te». Le possibili alternative sono l’invio alle caselle Pec (posta elettronica certificata) individuate sulle istruzioni ai modelli oppure quella più classica di recarsi agli sportelli di Ader.
Il 55% della riscossione dai debitori over 100mila euro
La riscossione ordinaria ha contributo anche nel 2018 al recupero di gettito per un totale di 6,1 miliardi. A differenza della rottamzione, la quota maggiore non è relativa a crediti delle Entrate (46,9%) ma ad altri enti (53,1%), in cui spicca il peso della riscossione coattiva di crediti contributivi vantati dall’Inps (33,9%).
Le fasce di debito
Se si guarda, invece, le fasce di debito, a pagare sono prevalentemente i contribuenti con importi dovuti sopra i 100mila euro (55%). Da notare come la quota dei micro-debiti (da 0 a 1.000 euro) pesi solo per l’1,8% e solo il 12,6% se si considerano
tutti i contribuenti con posizioni fino a 10mila euro.
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