Economia

Dossier «Agenzie decisive per l’inclusione dei giovani sul mercato»

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    Dossier | N. 34 articoli I nuovi lavori

    «Agenzie decisive per l’inclusione dei giovani sul mercato»

    «L’economia dovrebbe crescere per il settimo anno consecutivo nel 2019, con previsioni di espansione in tutti gli Stati Ue. Tuttavia, questo contesto favorevole non avvantaggia tutti i cittadini allo stesso modo: la diversificazione dei rapporti di lavoro è in crescita, i percorsi di carriera non sono più lineari». Nell’analizzare l’andamento del mercato del lavoro con una prospettiva europea Bettina Schaller, presidente Wec-Europe (Confederazione mondiale dell’occupazione – Europa) rivendica il ruolo che le Agenzie private sono pronte a svolgere, per la «lunga tradizione nello sviluppo di nuovi modi di lavorare e apprendere, garantendo la protezione sociale ai loro lavoratori».

    Presidente, la digitalizzazione e i cambiamenti demografici che impatto hanno sul mercato del lavoro?
    Nella Ue, i contratti a tempo indeterminato full time rappresentano solo il 58% della forza lavoro totale. I percorsi di carriera richiedono transizioni più frequenti, tra diverse forme di impiego o tra periodi di lavoro e apprendimento. Mercati del lavoro a prova di futuro dovranno consentire diverse forme di lavoro e far fronte alle transizioni. Il settore del lavoro privato ha un ruolo da svolgere nel consentire opportunità di lavoro, adattamento, sicurezza e prosperità. In Italia, 800mila persone hanno trovato lavoro attraverso le Agenzie per il lavoro nel 2018. In un paese in cui il tasso di occupazione rimane ben al di sotto della media Ue nonostante un contesto economico complessivamente favorevole, questo è un contributo importante.

    Per i giovani che ruolo possono svolgere le Agenzie, considerando che abbiamo uno dei tassi di disoccupazione giovanile più alti d’Europa?
    Diverse forme di lavoro sono particolarmente importanti per i giovani. Per molti, il lavoro tramite agenzia è un importante percorso di transizione dall’istruzione al mondo del lavoro, come trampolino di lancio per ottenere la prima esperienza professionale e per passare successivamente ad altre forme di occupazione. Il 51% dei lavoratori delle agenzie italiane ha meno di 25 anni. Garantire che il settore del lavoro privato si muova dentro un adeguato quadro normativo è quindi essenziale.

    Come è posizionata l’Italia nel quadro europeo e che impatto stanno avendo i nuovi interventi normativi, in particolare il decreto Dignità che ha ridefinito la somministrazione?
    La Wec-Europe ha sviluppato un indice di regolamentazione intelligente che mette in correlazione positiva una regolamentazione smart del settore del lavoro privato con l’efficienza dei mercati del lavoro e la competitività. Fino al 2017 l’Italia era al secondo posto. Nel 2018, è scesa alla 13a posizione. Dal punto di vista della normativa Ue, il decreto Dignità ha introdotto restrizioni ingiustificate al lavoro tramite agenzia, come la riduzione della durata massima di successione dei contratti tra lavoratore e datore di lavoro da 36 a 24 mesi. Un’altra limitazione consiste nell’introduzione di una quota del 30% sull’utilizzo di lavoratori somministrati a tempo determinato in azienda, combinata con il numero di lavoratori assunti direttamente con contratti a tempo determinato. Tali disposizioni non solo ostacolano il ruolo del nostro settore nel sostenere la creazione di posti di lavoro e l’inclusione nel mercato del lavoro ma stanno anche violando lo spirito e la formulazione della direttiva Ue sulle Agenzie per il lavoro. Diverse forme di lavoro sono una realtà dei mercati del lavoro di oggi e non faranno che aumentare nel futuro.

    Che messaggio si sente di inviare ai politici italiani?
    Un mercato del lavoro ben funzionante è un fattore chiave per un paese competitivo. Occorre soddisfare le crescenti esigenze di flessibilità e sicurezza, richiedendo urgentemente riforme strutturali per costruire nuove reti di sicurezza. La creazione degli enti bilaterali Forma.Temp ed Ebitemp, che assicurano diritti trasferibili e portabili per i lavoratori somministrati sia per la formazione che per le prestazioni sociali e l’assistenza sanitaria, è un importante esempio delle reti di sicurezza che il settore del lavoro privato fornisce in Italia. I decisori politici dovrebbero trarre vantaggio dalle migliori pratiche sviluppate dal nostro settore, molte delle quali a seguito di un dialogo dinamico tra le parti. Wec Europe è convinta che, attraverso la cooperazione, si possa rendere l’Europa - e l’Italia - il posto migliore dove lavorare.

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