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Bartali il giusto: un eroe in bicicletta per la prima prova d’esame

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maturità 2019

Bartali il giusto: un eroe in bicicletta per la prima prova d’esame

Uscita dalla porta, la Storia rientra dalla finestra. È il caso di dirlo scoprendo che tra le tracce da seguire, per la prova scritta della maturità, ce n’è una dedicata al grande campione di ciclismo, Gino Bartali, tra sport e storia, che prende spunto da un articolo di un nostro collega, Cristiano Gatti . «I ragazzi – si legge nella traccia – dovranno riflettere sui meriti non solo sportivi del Bartali uomo che con la sua bicicletta non ha esitato a infilare nel telaio documenti falsi per consegnarli agli ebrei braccati dai fascisti salvandoli dalla morte».

Un bellissimo episodio, cui ne va aggiunto un altro: Ginettaccio, con quella sua espressione da eterno brontolone, non lo aveva mai detto d’aver salvato 800 ebrei. Era fatto così. «Perché certe medaglie si appendono all'anima non alla giacca», aveva risposto quando, proprio per questo era stato dichiarato giusto tra le nazioni dall’Ente israeliano per la memoria della Shoah.
Bartali era così, un antieroe molto umano che faceva parlare i fatti. Un fumatore, che quando aveva voglia mangiava pane e salame. E che per vincere tre Giri d'Italia e due Tour de France, ha dovuto fare una gran fatica, perché, rispetto a Fausto Coppi, il suo grande avversario del dopoguerra, era meno predestinato alla gloria. Doveva sudarsela.
Per questo suo carattere riuscì perfino, vincendo il Tour del 1948, a far dimenticare che in Italia, sull’orlo della guerra civile, c’era stato un attentato a Palmiro Togliatti, leader del Partito Comunista ferito alla testa dai colpi di pistola di Antonio Pallante, un giovane siciliano da tutti sconosciuto. Era il 14 luglio e Bartali aveva un ritardo di 21 minuti da Luison Bobet.

«Cerca di vincere...» gli aveva detto al telefono il presidente del Consiglio Alcide de Gasperi per cercare, con una impresa di Ginetaccio al Tour, di allentare la tensione in Italia. Bartali risponde di sì, che si può fare: il 15 trionfa nella Cannes-Briancon, e il 16 vince la Briancon-Aix Les Bains conquistando la maglia gialla e difendendola fino a Parigi.
Gli storici, quelli più rigorosi, dicono che è solo una bella favola, che una sommossa in Italia non ci fu semplicemente perchè lo stesso Togliatti, dall’ospedale, invitò tutti a mantenere i nervi saldi. E che in Italia non c'erano le condizioni per una rivoluzione. Sarà tutto vero, ma piace pensare, tra storia e leggenda, che quel vecchio brontolone del Ginettaccio ci abbia messo lo zampino.

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