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Dossier Il permafrost artico si sta sciogliendo con 70 anni di anticipo

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Dossier | N. 47 articoli Climate change

Il permafrost artico si sta sciogliendo con 70 anni di anticipo

Il permafrost artico si sta sciogliendo a una velocità maggiore del previsto: secondo gli scienziati di una spedizione canadese il ghiaccio perenne si scioglierà con 70 anni di anticipo. Il team dell’University of Alaska Fairbanks ha dichiarato di essere esterrefatto dal ritmo con il quale una serie di estati calde ha destabilizzato lo strato superiore dei blocchi di ghiaccio sotterranei che si sono solidificati nel corso dei millenni. «Ciò che abbiamo visto è stupefacente - ha dichiarato Vladimir E. Romanovsky, professore di geofisica - Indica che il clima ora è più caldo rispetto ad almeno gli ultimi 5mila anni».

Con i governi riuniti questa settimana a Bonn per cercare di aumentare le ambizioni nei negoziati sul clima delle Nazioni Unite, i risultati degli scienziati, pubblicati il 10 giugno sul Geophysical Research Letters, hanno offerto un ulteriore segnale di una crescente emergenza climatica.

Il documento è basato sui dati che Romanovsky e i suoi colleghi stavano analizzando dalla loro ultima spedizione nell’area nel 2016. Il team ha utilizzato un aereo a elica modificato per visitare siti eccezionalmente remoti, inclusa una base radar abbandonata nell’era della guerra fredda a più di 300 chilometri dall’insediamento umano più vicino.

Romanovsky ei suoi colleghi hanno detto di essersi trovati davanti a un paesaggio irriconoscibile rispetto al terreno artico incontaminato che avevano incontrato durante le prime visite circa dieci anni prima. La vista si era dissolta in un mare ondulato di cumuli - depressioni e stagni conosciuti come thermokarst. La vegetazione, una volta sparsa, aveva cominciato a prosperare.

Romanovsky ha detto che la scena gli aveva ricordato le conseguenze di un bombardamento. “È un segnale indicativo - ha detto Louise Farquharson, ricercatrice post-dottorato e co-autrice dello studio - È molto probabile che questo fenomeno stia colpendo una regione molto più ampia ed è quello che vedremo in seguito”.

Gli scienziati sono preoccupati per la stabilità del permafrost a causa del rischio che il rapido scongelamento possa rilasciare grandi quantità di gas che intrappolano il calore, scatenando una reazione che a sua volta alimenterà anche aumenti di temperatura più rapidi.

Anche se gli attuali impegni di riduzione delle emissioni nell’ambito dell’accordo di Parigi del 2015 sono stati messi in atto, il mondo è ancora lontano dall’evitare il rischio che questa controreazione innescherà il runaway warming - meccanismo di feedback di rinforzo e accelerazione del processo di riscaldamento - , secondo i modelli utilizzati dal Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici sostenuto dall’Onu.

Con gli scienziati che avvertono che temperature nettamente più elevate potrebbero devastare il sud del mondo e minacciare la vitalità del sistema industriale nell’emisfero settentrionale, i sostenitori della campagna hanno affermato che il nuovo documento ha rafforzato l’imperativo di ridurre le emissioni. “Scongelare il permafrost è uno dei punti critici per la crisi climatica e sta accadendo sotto i nostri occhi”, ha dichiarato Jennifer Morgan, direttore esecutivo di Greenpeace International. “Questo scongelamento prematuro è un altro chiaro segnale che dobbiamo decarbonizzare le nostre economie e immediatamente”.

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