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I tesori nascosti di Cuba

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I tesori nascosti di Cuba

Jardines del Rey, nella costa nord della provincia Ciego de Ávila
Jardines del Rey, nella costa nord della provincia Ciego de Ávila

A pochi chilometri da L'Avana, nella piccola rada di Cojímar, la lucida statua in bronzo di Hemingway è addirittura più grande di quella dell'eroe nazionale, José Martí. Omaggio postumo allo scrittore dai marinai del luogo, forse i primi a intuire che la memoria e l'iconografia della sua passione per la pesca avrebbe fatto di Cuba una delle mete predilette dei fishermen di tutto il mondo.
Così è stato. E il Sarasota Yacht Club, fondato nel 1926 e membro del Florida Council of Yacht Clubs, ha mantenuto per tutti questi anni uno stretto legame con l'isola caraibica, gemellandosi con l'Hemingway International Yacht Club dell'Avana. Proprio nella sua club house al Marina di Hemingway, a L'Avana, lo scorso novembre 2009, si sono riuniti gli yachtsman di oltre 12 nazioni per la Sarasota Invitational Regatta e a maggio 2010 per l'Ernest Hemingway International Billfish Tournament, il più prestigioso degli appuntamenti di big game (pesca d'altura) che festeggerà proprio in quell'0ccasione la sua sessantesima edizione. In ogni angolo dell'isola caraibica ci sono un resort o un hotel attrezzato per praticare la pesca in mare aperto e nelle lagune.

I giardini del re
O per immergersi nelle trasparenze dei suoi fondali. L'arcipelago dei Jardines del Rey, per esempio, nella costa nord della provincia Ciego de Ávila, che è parte del più ampio arcipelago Sabana-Camagüey, con i suoi 2500 cayitos, isolotti corallini e sabbiosi, è il paradiso per il trolling, la pesca praticata con le fisherman-boats, le barche attrezzate con le poltrone e le tuna tower, le torrette per avvistare banchi di pesce. Fu il governatore Diego Velázquez nel 1514 a chiamarle Jardines del Rey in onore del re Ferdinando il Cattolico di Spagna. Poco più a est, anche Cayo Coco, con la sua imponente duna della Playa Prohibida, e Cayo Guillermo, due dei gioielli del collare delle isole sul versante atlantico di fronte alle Bahamas, richiamano gli specialisti del trolling.

Nella scia del lampuga
Insieme con l'imbarcadero sulla Playa del Pilar, che ricorda il nome del panfilo di Hemingway il Marina di Puertosol a Cayo Guillermo (tel. 0053-33301637) è la base di partenza per le battute di pesca a tonni pinnagialla, barracuda e lampuga che raggiungono anche i 20 kg di peso. Il noleggio di un fisherman di 12 metri con due uomini di equipaggio costa circa 250 dollari per quattro ore: è un tempo sufficiente per tornare con un buon bottino e festeggiare al Cuba Libre, un piccolo bar sulla spiaggia di El Paso, attrezzato con un barbecue di generose dimensioni. La poco frequentata Cayo Paredón Grande, a dispetto del nome, è invece la più piccola isola dell'arcipelago, dominata dall'ottocentesco faro intitolato a Velázquez. Le sue spiagge di sabbia dorata e la barriera corallina sono un richiamo anche per i pescatori.

La pesca a mosca
Se il big game sembra godere di maggiore fama anche grazie ai racconti ambientati dallo scrittore americano nei mari dell'isola, sono tuttavia la pesca a mosca o fly fishing e lo spinning (con esche artificiale e ami che simulano insetti o altre prede) a muovere un gran numero di appassionati, come spiega Giovanni Amaniero, responsabile del tour operator Pesca a Cuba by Senza Frontiere, facendo scoprire il volto più nascosto dell'isola. Cayo Largo, 40 minuti di volo da L'Avana, a oriente dell'arcipelago de Los Canarreos, è l'ambiente ideale per la pesca a mosca, praticata sull'estesa piattaforma marina che non supera i 15 metri di profondità. Il Fishing Center di Casa Batida ha l'esclusiva in questo parco marino che viene percorso solo da quattro barche, le quali devono obbligatoriamente munirsi di una licenza di pesca al costo di 80 dollari.

I parchi naturali
Las Salinas de Brito, nella penisola de Zapata a sud dell'iconografica Baia dei Porci, sul versante caraibico, è una delle mete più spettacolari per la natura che la circonda e per l'abbondanza di Bonefish e Black-Bass, due specie di pesce vicini ai nostri dentici e scorfani ma dalle grandi taglie. Intorno, nelle flats, le acque basse e salmastre della laguna, si muovono colonie fiammeggianti di fenicotteri dai colori rosa e rubino. Las Salinas è un parco naturale dove la pesca è consentita con un permesso solo di quattro giorni e con la tecnica del catch and release (catture e rilascio della preda viva) per salvaguardare l'ecosistema. Alle flats si può praticare la pesca nel Río Hatiguanico, il fiume di acqua salmastra che piega per 45 chilometri all'interno della penisola tra boschi di mangrovie. È il regno del Tarpón, l'impegnativo gigante delle lagune che si pesca da febbraio a ottobre. Dall'imbarcadero di Boca tutti i giorni parte una barca per Guamá. Con l'equivalente di 7 euro e 15 minuti di navigazione si raggiunge il Villa Guamá nella laguna del Tesoro, conosciuta per il museo dei coccodrilli, un villaggio di 44 caneyes, case dai tetti di paglia su palafitte distribuite su 12 isolette collegate con passerelle. Trascorrervi almeno una notte è un tuffo nel passato.

Coralli e relitti
Le acque calme dell'isola protetta dalla barriera corallina hanno fondali incredibilmente trasparenti che rivelano scenari capaci di suscitare emozioni anche in chi ha esplorato mondi sottomarini in tutto il Pianeta. Nel cuore delle correnti del Golfo si stende la penisola di Pinar del Río, i cui fondali sono considerati uno dei più interessanti ecosistemi del subcontinente latino-americano. Il Centro Subacqueo Internazionale María La Gorda situato nell'omonimo hotel in stile coloniale, possiede una flotta di imbarcazioni che salpa ogni mattina per le esplorazioni nelle profonde grotte di El Salón de María e nell'acquario dove abitano aragoste, murene, pesci pappagallo e barracuda ma anche un raro corallo nero. Poco più a sud, l'Isla de la Juventud è solo un punto nel Mar di Caribe, ma l'incontaminata bellezza della sua natura l'ha resa sicuramente stranota tra professionisti e appassionati. Qui, nel Parco Marino di Punta Francés, El Colony, uno dei più conosciuti centri di immersione nella baia di Siguanea (dotato di camera iperbarica multipla), ha nella sua sea-map ben 56 punti di immersione su colonie di gorgonie, grotte e reef che precipitano nel buio sotto i 100 metri di profondità. E Coral Negro, Túnel del Amor, Cueva de los Sábalos e il Paraíso de Les Levisas sono solo alcune delle cavità marine segnate con una doppia stella. Ovvero, da non mancare.

Il regno dei grandi predatori
Poco più a est, sempre sul versante meridionale dell'isola, Jardines de la Reina è forse il più importante dei santuari marini di tutti i Caraibi: è il regno dei grandi predatori. In pochi posti è possibile ritrovare le specie di squali che vivono qui: Toro, Caraibici, Silkis e Scacchiere. Nel 1997 le isole sono state dichiarate parco naturale e godono di una totale protezione: sono proibite la pesca commerciale e qualunque altro sfruttamento delle risorse. Qui, Caribscuba è il più attivo centro di diving che opera nei Jardines e tra i suoi istruttori ha due italiani che ormai hanno stabilito a Cuba la loro seconda residenza. Nell'estremo capo meridionale dell'Isla del Mambo, tra la confluenza dell'Atlantico e del Mar dei Caraibi, Cabo Cruz e Santiago de Cuba sono lo scrigno di autentici tesori sommersi. Con pochi colpi di pinna, andando giù per 20 metri si resta senza fiato davanti all'incredibile vista dei relitti dell'intera flotta spagnola dell'ammiraglio Cervera, fatta colare a picco dalle navi statunitensi nel 1898. Verso est, a 15 miglia dalla spiaggia di Rio La Mula, la sagoma del Cristóbal Colón appare inclinata con la prua sul fondo ma sorprendentemente intatta, come sistemata per essere ammirata dai sub armati di maschera e pinne. A ovest di Cabo Cruz un altro relitto integro, il George York, un vascello affondato nel 1792, è adagiato su una colonia di spugne a meno di 15 metri di profondità. Esplorarlo è una vera gioia per tutti i sub, esperti e principianti.

Per saperne di più e per organizzare il vostro viaggio consultate la pagina degli indirizzi.

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