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Padova, viaggio al centro della biodiversità

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Padova, viaggio al centro della biodiversità

  • – di Francesca Pace
Una serra del Giardino della Biodiversità a Padova
Una serra del Giardino della Biodiversità a Padova

Un viaggio nei Cinque Continenti attraverso le specie vegetali tipiche delle diverse regioni climatiche del Pianeta: dall'area tropicale a quelle subtropicale e desertica. E' il nuovo Giardino della Biodiversità che ha aperto le sue porte il 16 settembre a Padova. Un naturale ampliamento dell'Orto botanico, da secoli, punto di riferimento della ricerca scientifica in ambito botanico. Ma anche un nuovo spazio di intrattenimento per la città, ricca di attività pensate studenti, famiglie con bambini e turisti.

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Il Giardino della Biodiversità è il più moderno e innovativo luogo di divulgazione in ambito botanico a livello internazionale. Una struttura high tech ed ecosostenibile in grado di garantire l'autosufficienza idrica e la produzione di energia necessaria al suo funzionamento. Inoltre, pannelli descrittivi,video, exhibit interattivi e app da scaricare guidano il visitatore lungo i due percorsi all'interno delle serre.
L'itinerario Le piante e l'ambiente riproduce e presenta l'enorme varietà del mondo vegetale presente sul Pianeta. La serra più grande è dedicata alla foresta tropicale, dalla lussureggiante vegetazione della foresta pluviale che, grazie alle temperature e all'umidità, è caratterizzata da una ricchissima biodiversità. Dalla pianta della vaniglia, all'orchidea di origine americana dal delizioso profumo, a un altissimo esemplare di banano accanto alla palma da cocco e al mango provenienti dall'Asia a piante di interesse farmacologico dell'Africa come la pervinca del Madagascar, dalle proprietà antitumorali. Si passa poi alla serra dedicata alla vegetazione delle regioni subtropicali, caratterizzate dall'alternanza della stagione secca con quella delle piogge. Nella savana si possono ammirare il grande baobab, le acacie e il tamarindo mentre in una coloratissima vasca si trovano le piante acquatiche come le mangrovie, i fiori di loto e le enormi foglie galleggianti della Victoria.

Da qui si passa alle latitudini dal clima temperato con felci giganti provenienti dalla Nuova Zelanda, la macadamia dell'Australia e la rarissima Franklinia, una specie americana dedicata a Benjamin Franklin, ormai estinta in natura e riprodotta solo in coltivazione. Alla vegetazione mediterranea sono dedicate due serre il cui percorso è scandito da piante di agrumi, chinotto, carrubi, palme da dattero, hennè. Il Giardino si conclude con l'ambiente desertico, il più ostile alla vita e caratterizzato da piante in grado di trattenere i liquidi dalle foglie carnose come i fichi d'India, le piante sasso o le stapelie dai bellissimi fiori a stella.

Le piante e l'uomo è, invece, un viaggio nel tempo, da quando 11mila anni fa, l'uomo ha cominciato a usarle e coltivarle per la propria sussistenza. Come cibo. ma anche per curarsi, per costruire case e imbarcazioni o per produrre carta, colori, profumi. Un elemento fondamentale, dunque, da preservare e difendere perché da loro dipende la stessa vita dell'Uomo. Per questo la ricerca scientifica, guardando al futuro, sta sperimentando diversi utilizzi delle piante che le porteranno nello spazio, le imiteranno attraverso la robotica e le useranno per produrre bioplastiche riciclabili.

Accanto ai percorsi, il Giardino della biodiversità prevede anche spazi per mostre temporanee, seminari e incontri, laboratori didattici e un'area bar come nuovo luogo di incontro aperto a tutti, visitatori e non. Proseguendo e rinnovando la vocazione secolare dell'Orto botanico già esistente. Che, oltre ad essere il più antico del mondo - aperto nel 1545 -è anche inserito tra i Patrimoni dell'Unesco dal 1997 perché "all'origine di tutti gli orti botanici del mondo" e "ha largamente contribuito al progresso di numerose discipline scientifiche moderne, in particolare la botanica, la medicina, la chimica, l'ecologia e la farmacia".

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