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Borsa, rimbalzo in Europa. Ok Pirelli e Finmeccanica

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5 marzo 2008

Dopo cinque sedute in rosso, chiusura in deciso rialzo per le Borse europee spinte dai guadagni di Wall Street in scia al dato dell'indice Ism sul settore dei servizi dell'economia statunitense, salito a febbraio oltre le previsioni e in attesa che dal Beige Book della Federal Reserve uscisse in serata un quadro aggiornato dell'economia a stelle e strisce. Niente di nuovo all'orizzonte, tuttavia: la crescita economica Usa - è emerso dal rapporto - è rallentata ulteriormente da inizio anno, con il contemporaneo aumento delle pressioni sui prezzi legate al rincaro delle materie prime. I dati saranno la base dei lavori nel prossimo Fomc del 18 marzo: appuntamento che, secondo gli analisti, dovrebbe riservare un nuovo taglio dei tassi Usa.

Tornando alla Borsa, il Cac40 a Parigi ha guadagnato l'1,72%, il Dax a Francoforte il 2,1%, il Ftse100 a Londra l'1,49%. Intanto per la prima volta in assoluto l'euro ha superato a New York la soglia psicologica degli 1,53 dollari, mentre il petrolio ha segnato l'ennesimo record del Wti oltre quota 104 dollari al barile dopo che l'Opec ha deciso di mantenere invariata la produzione.

Piazza Affari ha terminato le contrattazioni con un rialzo perfino più deciso delle cugine continentali: il Mibtel ha guadagnato il 2,3%, l'S&P Mib il 2,4%, l'All Stars l'1,44%. Tutti positivi i settori con rialzi più vistosi per auto, petroliferi, banche, tecnologici, beni industriali. Alitalia a zig zag ha chiuso in rialzo del 3% a 58 centesimi dopo essere stata sospesa in mattinata per eccesso di ribasso. Pesano gli orientamenti politici: mentre per il leader del Pdl Silvio Berlusconi la compagnia deve restare italiana per Walter Veltroni spetta al mercato decidere.

L'Espresso alla guida del listino principale (+6,3%), con Tenaris (+5,7%). Molto bene anche gli altri petroliferi con Eni (+3,9%) ed Erg (+9,3%). L'utility A2A ha perso ancora terreno (-0,27% a 2,6475) nonostante sia stato sciolto il nodo del consiglio di gestione con Giuliano Zuccoli alla presidenza e l'ingresso di Mittel e di Mario Cocchi, braccio destro del finanziere Romain Zaleski. Sul completo Damiani è balzata del 9,2%, Cell Terapeutics del 6,58% dopo il maxi tonfo della vigilia. Esordio negativo per la matricola Molmed: le azioni della società che opera nel campo delle biotecnologie nata da uno spin-off dell'Istituto San Raffaele ha chiuso la prima giornata di contrattazioni sul segmento Mta di Borsa registrando una flessione del 2,5% a 2,095 euro. Ugualmente soddisfatto il presidente e a.d. Claudio Bordignon:«Deve essere motivo di orgoglio per noi e per tutte le aziende italiane del nostro settore» avere portato in Borsa «pur tra tutte le difficoltà attuali dei mercati finanziari, una società interamente italiana che opera in un settore ad alta tecnologia».

Tra le blue chip Finmeccanica ha guadagnato il 5,7%, Pirelli il 4,8% (la Bicocca si avvia a riacquistare il 38,9% di Pirelli Tyre, ceduto a suo tempo alla banche), Fiat il 3,8% dopo il pesantissimo -6% della vigilia, Rcs il 3,6%, Telecom Italia il 3,3% (a 1,646 euro dopo avere aggiornato i minimi storici a 1,56 euro, livello del febbraio 1998) alla vigilia del Cda sui conti 2007 e sul nuovo piano industriale (venerdì 7 sarà il momento dell'Investor Day).

Al di là dei numeri del recente passato, dal gruppo guidato da Franco Bernabè il mercato si attende soprattutto chiarezza sul futuro, pur riconoscendo che il 2008 sarà inevitabilmente un anno di transizione: «il fattore principale dell'andamento negativo dell'azione - scrivono oggi gli analisti di Jp Morgan dopo il 20% circa ceduto dall'azione nell'ultimo mese - continua a essere la mancanza di chiarezza dal punto di vista delle strategie», con un management - aggiungono - che si trova ad affrontare il «difficile compito di creare valore in un'organizzazione altamente indebitata, già efficiente, soggetta a interferenze politiche e dagli azionisti con ambizioni conflittuali».

Wall Street in rialzo, sia pure frazionale (alle 18.35 ora italiana il Dow Jones limava il rialzo allo 0,43% a 12.265,9, il Nasdaq cresceva dello 0,79% a 2.278,09 e lo S&P 500 dello 0,65% a a 1.335,43) in una seduta contraddistinta dalla diffusione di parecchi dati macroeconomici e dalla concreta possibilità di un salvataggio di uno dei colossi che operano come bond insurer, vale a dire Ambac Financial. Secondo quanto riferito dall'emittente Cnbc, infatti oggi Citigroup e Barclays dovrebbero mandare in porto il piano finalizzato a dotare Ambac della capitalizzazione necessaria per mantenere il rating particolarmente elevato, atto a prestare garanzie in particolare su ben 556 miliardi di dollari di obbligazioni emesse dalle municipalità.

Il titolo Ambac sta salendo così del 9,5% a 11,74 dollari, dopo aver peraltro lasciato sul terreno lo scorso anno l' 88% di capitalizzazione. Sulla scia di un possibile rasserenamento della situazione su questo versante, sono in rialzo più in generale i bancari, con Well Fargo che guadagna 1,02 dollari, a 29,85; Citigroup avanza di 41 cents, a 22,51 dollari e Lehman Brothers di 1,25 dollari (a 49,6). La seduta è inoltre positiva per i petroliferi: Chevron è in progresso di 88 cents, a 87,61 dollari. (a cura di alberto Annicchiarico)

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