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Crisi finanziaria: la Germania garantisce tutti i depositi bancari

Dal corrispondente Beda Romano

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5 ottobre 2008

Si cerca una soluzione in extremis per Hypo Re. La Merkel rassicura i risparmiatori: «I depositi sono sicuri»

FRANCOFORTE – Il Governo tedesco ha annunciato domenica una misura di emergenza per far fronte alla crisi finanziaria e alla crescente sfiducia che si sta abbattendo sulla Germania. L'Esecutivo – alle prese con la gravissima crisi di liquidità di Hypo Real Estate, sull'orlo del fallimento – ha deciso di garantire tutti depositi bancari nella loro interezza, ben oltre quindi il limite di 20mila euro in vigore finora.

"Diciamo ai risparmiatori che i loro risparmi sono sicuri. Il Governo ne è garante", ha detto il cancelliere Angela Merkel durante una conferenza stampa a Berlino. Un portavoce del ministero delle Finanze ha poi precisato che la garanzia è "illimitata" e scatta "a partire da oggi". Il tentativo è chiaro: rassicurare i correntisti tedeschi, evitare il panico in una Germania che non ha dimenticato la crisi degli anni 30 e le sue drammatiche conseguenze economiche e politiche.

La mossa è per molti versi simile a quella decisa nei giorni scorsi dal Governo irlandese. Poche ore prima della decisione tedesca Neelie Kroes, commissario europeo alla concorrenza, aveva criticato proprie le garanzie pubbliche urbi et orbi dei depositi bancari. "Una garanzia senza limiti non è permessa dai Trattati Europei – aveva detto alla televisione olandese NOS –. Ci aspettiamo che la decisione irlandese venga modificata perché sia in linea con le norme dell'Unione".

Non è chiaro se anche la scelta tedesca possa essere criticata dalle autorità comunitarie. Ciò detto, la presa di posizione della signora Kroes sottolinea ancora una volta le imbarazzanti tensioni che stanno dividendo l'Europa in un momento delicatissimo per il futuro del sistema finanziario. Proprio per tentare di appianare le differenze, il presidente Nicolas Sarkozy ha convocato sabato a Parigi il cancelliere Merkel il premier inglese Gordon Brown e il presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi.

La riunione non ha portato a grandi risultati, viste peraltro le divisioni interne sull'ipotesi di creare un fondo europeo di salvataggio delle banche sulla falsariga di quello messo a punto dalle autorità americane. Nessun piano sistemico quindi. Piuttosto i principali Paesi della UE hanno promesso di fare tutto il necessario per riportare tranquillità nel sistema finanziario. Proprio in queste ore, la stessa Germania sta facendo i conti con il possibile drammatico fallimento di Hypo Real Estate.

All'istituto di credito, specializzato in mutui immobiliari, era stata concessa da un gruppo di banche una linea di credito di 35 miliardi di euro, parzialmente garantita dallo Stato. Sabato sera l'istituzione finanziaria, vittima della sfiducia sul mercato interbancario, ha annunciato a sorpresa di non essere riuscita a trovare un accordo con gli altri istituti di credito. Il Governo sta ora tentando di trovare una soluzione in extremis, prima della riapertura dei mercati lunedì.

In una conferenza stampa domenica a Berlino, il ministro delle Finanze Peer Steinbrück si è detto «inorridito», che «il vertice di HRE abbia contribuito a provocare un buco insospettabile di liquidità per miliardi di euro». L'istituto di credito «dovrebbe essere stabilizzato», ha aggiunto, «altrimenti il danno sarebbe significativo non solo per la Repubblica federale di Germania, ma anche per molti dei servizi finanziari con i quali abbiamo collegamenti in Europa».

HRE è una banca con attività per circa 400 miliardi di euro. Nata nel 2003 da una costola di HypoVereinsbank, l'istituto è relativamente piccolo rispetto ad altre banche tedesche, ma è un protagonista europeo nel finanziamento degli enti pubblici e controlla un quinto del mercato tedesco dei covered bonds. La stampa tedesca ha rivelato questo fine settimana che il buco di liquidità di HRE è assai maggiore del previsto, 50 miliardi da qui alla fine del 2008.

Nel frattempo, la Banca centrale europea ha aperto la porta giovedì scorso a una prossima riduzione del costo del denaro. Ormai tutti si aspettano un allentamento monetario nel futuro a breve. Vista la drammatica situazione nel settore bancario europeo non si può escludere che la Bce possa giocare d'anticipo riducendo il costo del denaro (oggi al 4,25%) senza aspettare la prossima riunione del consiglio direttivo dedicata alla politica monetaria e prevista per il 6 novembre.

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