ILSOLE24ORE.COM > Notizie Cultura e Tempo libero ARCHIVIO

Dai Beatles ai Franz Ferdinand: i viaggi di Alice nel Paese delle Meraviglie rock

di Francesco Prisco

commenti - |  Condividi su: Facebook Twitter|vota su OKNOtizie|Stampa l'articoloInvia l'articolo|DiminuisciIngrandisci
3 marzo 2010
La copertina dell'album Almost Alice

Che Tim Burton alla fine abbia messo la firma su una trasposizione cinematografica di «Alice nel Paese delle Meraviglie» destinata a lasciare il segno suona fin troppo logico: innumerevoli i punti di contatto tra la poetica del regista di «Edward mani di forbice» e quella di Lewis Carroll, il matematico prestato alla letteratura che quasi 150 anni fa ci regalò il mito della ragazzina inquieta che, attraverso uno specchio, trova un mondo nel quale i più elementari principi della logica vengono sovvertiti.

A pensarci bene, è altrettanto logico che l'«Alice in Wonderland» di Burton abbia una colonna sonora rock: da un lato perché il crepuscolare cineasta di Burbank è un grande fan del genere, dall'altro perché quella di Carroll è probabilmente l'opera letteraria che ha influenzato di più la musica popolare anglosassone, rock in particolare. E così ascolti i Franz Ferdinand in grande spolvero con «The Lobster Quadrille» o il fondatore dei Cure Robert Smith alle prese con «Very good advice», i Tokyo Hotel e Kerli negli impervi territori di «Strange» ma anche la ben più pop Avril Lavigne interprete di «Alice (Underground)» (tutti pezzi forti di «Almost Alice», soundtrack ufficiale del film) e ripensi a grandi e piccoli nomi dello star system musicale che, dagli anni Sessanta a oggi, si sono cimentati con questo intrigante classico della letteratura britannica.

Un viaggio che a essere precisi comincia nel 1963, quando l'americano Neil Sedaka, indimenticabile interprete di «Oh, Carol!», incide «Alice in Wonderland», un brano nel quale flirta esplicitamente con il personaggio di Lewis Carroll (a quei tempi, ascoltando le canzonette, non si era portati a pensare male). Di fatto si inaugura un decennio che di omaggi all'epopea del Paese delle Meraviglie ne contiene molti. Obbligatorio ripensare ai Beatles che - come solo i grandi sanno fare - riescono a mettere il naso in tutto ciò che di importante, culturalmente parlando, succede intorno a loro. Già John Lennon era un grande fan di Carroll che, insieme con Edward Lear, influenzerà in maniera decisiva i suoi excursus nonsense in territorio letterario. Tuttavia, tracce di Alice risultano rinvenibili anche nei testi di «Cry baby cry», «Come together», «Glass Onion» e «I'm the walrus», quest'ultima vicina alle suggestioni di «The Walrus and the Carpenter». Nei Sixties si rifanno al verbo di Carroll anche menestrelli del calibro di Donovan (eloquente la sua «The Trip» del ‘66), superband come i Cream pronte a cogliere la palla al balzo con divertissement come «Swlabr», nonché icone della nascente psichedelia quali i Jefferson Airplane e Syd Barrett, il «cappellaio matto» innamorato dei libri di Carroll e Kenneth Grame che nel '67 diede origine al mito dei Pink Floyd.

Se negli anni Settanta e Ottanta i riferimenti musicali ad Alice si fanno meno palpabili (degni di nota, a ogni modo, gli omaggi di Siouxsie and the Banshees e degli Alice in Chains), con il nuovo millennio si assiste a un rinnovato interesse delle diverse scene internazionali per il tema: nel 2001 gli Aerosmith partono dal Paese delle Meraviglie per concepire «Sunshine», una delle loro ultime hit planetarie, e un anno più tardi il genio di Tom Waits dedica addirittura un concept album all'opera di Carroll e a ciò che le sta dietro. Ripetuti i riferimenti all'immaginario di Alice nella discografia dei Korn, gruppo di punta dell'universo Nu Metal, mentre in tempi molto recenti l'ex Take That Robbie Williams si è trasformato in Bianconiglio per il video della sua «You know me».

Ma cosa c'è dietro questa «corrispondenza d'amorosi sensi» che lega il rock all'opera di Carroll? Sicuramente l'inedito punto di vista «giovanile» dei capolavori del matematico inglese prestato alla letteratura e il suo impareggiabile talento visionario hanno giocato un ruolo fondamentale. La rivoluzione psichedelica esplosa negli anni Sessanta, con l'infinito numero di possibili «Paesi delle Meraviglie» suscitati dalle droghe sintetiche, ha fatto il resto. E il mondo non ci ha messo molto a comprendere quanto fosse rock il vecchio Lewis Carroll.

Le rockstar che hanno visto… attraverso lo specchio

3 marzo 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA
RISULTATI
0
0 VOTI
Stampa l'articoloInvia l'articolo | DiminuisciIngrandisci Condividi su: Facebook FacebookTwitter Twitter|Vota su OkNotizie OKNOtizie|Altri YahooLinkedInWikio


L'informazione del Sole 24 Ore sul tuo cellulare
Abbonati a
Inserisci qui il tuo numero
   
L'informazione del Sole 24 Ore nella tua e-mail
Inscriviti alla NEWSLETTER   
Effettua il login o avvia la registrazione.
 
   
 
 
 

-UltimiSezione-

-
-
7 maggio 2010
 
Aguilera ambasciatrice contro la fame
La consegna dei David di Donatello
Man Ray a Fotografia Europea
Elegante e brutale. Jean-Michel Basquiat alla Fondation Beyeler di Basilea
"World Press Photo 2010". Fotografie di autori vari
 
 
dal 21 al 24 Maggio 2020
1 Gli anni più belli 4822786   
2 Bad Boys for Life 882212   
3 Il richiamo della foresta 680273   
4 Parasite 5142949   
5 Sonic. Il film 2194723   
6 Odio l'estate 7339961   
7 Cattive acque 263009   
8 La mia banda suona il pop 240521   
9 Dolittle 4522635   
10 Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn) 348839   
tutti i film nelle sale » tutti i dettagli »

Trovo Cinema

Scegli la provincia
Scegli la città
Scegli il film
Tutti i film
Scegli il cinema
Tutti i cinema
 
 
Oggi + Inviati + Visti + Votati
 

-Annunci-