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Amico pronto a investire 35 milioni per un polo dei maxi yacht a Genova

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Amico pronto a investire 35 milioni per un polo dei maxi yacht a Genova

Amico & Co, uno dei tre principali cantieri al mondo nel settore delle riparazioni di grandi yacht (oltre i 30 metri di lunghezza), punta su un nuovo progetto di sviluppo, con un investimento a Genova di circa 35 milioni, per battere la concorrenza sempre più forte dei poli di refit e repair di La Ciotat, in Francia, ed Mb92, in Spagna. Ma per realizzare il piano ha bisogno di risposte veloci dalle amministrazioni locali, su permessi e concessioni necessari al completamento delle opere previste.

Il progetto è stato illustrato, nella sede di Confindustria Genova, dal presidente dell’azienda, Alberto Amico e dall’ad, Bruno Guglielmini. «La nostra realtà, nata 25 anni fa – ha spiegato Amico – è un cantiere ai vertici del mercato del settore, con una capacità produttiva di 110 commesse l’anno che, durante la stagione dei lavori, richiedono l’impiego di oltre 500 addetti e un network di 36 aziende partner che ne completano e integrano l'organizzazione produttiva».

La posizione dell’impresa, però, ha aggiunto «oggi è messa a rischio dalla rapida evoluzione di La Ciotat a Marsiglia, che vanta spazi per 340mila metri quadrati e di Mb92 a Barcellona, con 76mila metri quadrati, che, grazie al forte appoggio delle amministrazioni locali, hanno creato distretti dedicati alle riparazioni, in grado di offrire alla flotta dei maxi yacht non solo infrastrutture cantieristiche all’avanguardia, ma anche facilities di ormeggio attrattive nonché servizi accessori, creando così le condizioni per favorirne il radicamento in quei territori».

L’obiettivo del cantiere genovese, chiarisce Amico, è di creare nel capoluogo ligure un polo analogo a quelli in Francia e Spagna. Per questo il progetto presentato prevede diversi interventi. Il primo nelle aree di Levante delle riparazioni navali di Genova. Qui è già in fase avanzata la procedura avviata dall’Autorità portuale per la definitiva assegnazione (dopo che sarà risolto un contenzioso con un altro soggetto) a quattro società del comparto, tra le quali Amico & Co, di circa 10mila metri quadrati che serviranno per il riassetto delle rispettive attività.

«Ad esito del procedimento - ha detto Amico - l’investimento previsto su questi spazi sarà, a regime, di circa 31,1 milioni, dei quali 2,5 saranno impegnati da altri cantieri, mentre 28,6 milioni saranno investiti da Amico & Co».

Il progetto prevede poi l’infrastrutturazione della porzione Sud della darsena nautica nelle aree di fronte alla ex Fiera di Genova (a tutt’oggi utilizzate per il Salone nautico), per la creazione di ormeggi destinati a grandi yacht fino a 100 metri di lunghezza, con un investimento di circa 3,9 milioni che comprende l’elettrificazione delle banchine fino a 4 megawatt di potenza.

Amico intende, infine, utilizzare il piano terra del padiglione B della Fiera (anche questo utilizzato per il Salone nautico), con banchina e specchio acqueo prospicienti. La destinazione prevista è riservata a piccole attività collaterali di carattere non industriale, collegate sia alla cantieristica che allo stazionamento degli yacht.

«L’assetto logistico – ha sottolineato Amico - sarà configurato in modo da lasciare spazio agli eventi espositivi durante il loro svolgimento, consentendo al tempo stesso di mettere a reddito strutture non altrimenti utilizzate al di fuori di tali eventi».

L’intero progetto, secondo l’imprenditore, potrà essere realizzato nell’arco di due anni (avvio inizio 2017 e completamento alla metà del 2018) e porterà un incremento occupazionale diretto di 80 unità a fine 2018. Inoltre il piano è, secondo Amico, « compatibile e complementare con il progetto Blue Print di Renzo Piano per la rivitalizzazione del quartiere fieristico, con il Salone nautico, con la nuova torre piloti del porto (che sarà costruita nella zona, ndr)».

Un primo giudizio favorevole lo ha dato subito il sindaco di Genova, Mario Doria che, a fronte dell’assenza alla presentazione dei rappresentanti di Regione Liguria e Autorità portuale, ha detto: «Sbagliato non esserci. C’è bisogno di coraggio e un amministratore pubblico deve incentivare chi rischia e chi investe. Non possiamo permetterci, come città, la logica dei veti contrapposti».

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