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Piano da un miliardo per collegare i porti alla rete ferroviaria

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Piano da un miliardo per collegare i porti alla rete ferroviaria

L’Interporto Quadrante Europa di Verona
L’Interporto Quadrante Europa di Verona

Può sembrare un paradosso ma i porti italiani, e non sono pochi quelli importanti, risultano mal collegati alla rete ferroviaria. E in molti casi non lo sono affatto. Un ritardo logistico grave, che ostacola ogni giorno il trasporto delle merci. Si rimedia adesso con un programma di investimenti da un miliardo di euro lanciato da Rete ferroviaria italiana (Rfi) definito “progetto ultimo miglio”.

A fari spenti, senza clamore, si è messa in moto negli ultimi 12-18 mesi una maxi trasformazione che dovrebbe sfociare in un beneficio strutturale per il sistema logistico italiano. È la rivoluzione del penultimo/ultimo miglio. I risultati si potranno toccare con mano nell’arco dei prossimi 5 anni ma le fondamenta sono state gettate. Stiamo parlando dei progetti avviati da Rete ferroviaria italiana (Rfi, gruppo FS Italiane), con il sostegno del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), per potenziare i collegamenti della rete ferroviaria nazionale con porti, interporti, terminali e piattaforme logistiche. Un investimento in infrastrutture per circa un miliardo di euro, in piena linea con il programma strategico del Mit “Connettere l'Italia”, che va sommato ai quattro miliardi previsti per gli interventi dedicati al trasporto merci. L’obiettivo è lo sviluppo dei servizi intermodali e il trasferimento di quote crescenti di merce dalla strada alla ferrovia, cioè dai Tir ai treni.

Portacontainer in arrivo nel porto di Livorno

Porti

Il sistema portuale è strategico per intercettare i flussi di merce che si muovono sullo scenario mondiale e mantenere l’Italia al centro dei traffici. Ma senza i collegamenti con la ferrovia, i porti rischiano di trasformarsi in colli di bottiglia accessibili solo dalla rete stradale. Il risultato sono porti assediati dai Tir. Uno svantaggio che il sistema logistico italiano non può sopportare. Ecco perché è di straordinaria importanza l’accordo che Rfi ha siglato lo scorso 6 aprile con la competente Autorità portuale per collegare il porto di Napoli alla rete ferroviaria. L’intesa prevede la creazione di una nuova stazione e terminal ferroviario con modulo 750 metri nell’area orientale del porto.

Napoli è uno dei porti Core della rete europea dei Core Corridor Ten-T. Al pari dei porti di Venezia e Chioggia. Le merci che transitano per il porto di Venezia intercettano due dei principali Corridoi europei: quello Mediterraneo, che collega la Penisola iberica al confine dell’Est europeo passando per la dorsale italiana Torino-Trieste e il Corridoio Baltico-Adriatico, che connette importanti porti italiani, come quello di Venezia, all’Austria e ai mercati del Nord Europa. L’8 febbraio 2018, Rfi e Autorità portuale hanno firmato un accordo per migliorare le connessioni dei due scali alla rete ferroviaria nazionale e dare ulteriore impulso al traffico merci. Verrà ampliata la capacità del nodo di Venezia Marghera Scalo: incremento del numero di binari, elettrificazione, centralizzazione e adeguamento modulo a 750 metri. Seguirà una seconda fase con la realizzazione di opere nella stazione di Mestre, finalizzate allo snellimento delle attuali operazioni di manovra.

Il 15 novembre 2016 è stato siglato l’accordo tra Rfi, Regione Friuli Venezia Giulia e Autorità portuale per migliorare i collegamenti ferroviari da e per il porto di Trieste, considerato uno dei principali hub del sistema logistico italiano e internazionale. Rfi ha programmato numerosi interventi finalizzati al potenziamento e sviluppo delle infrastrutture ferroviarie visto il costante incremento delle merci movimentate nel porto. L’investimento economico complessivo è pari a 70 milioni di euro, di cui 50 finanziati da Rfi e la restante parte dall'Autorità portuale.

Dall’Adriatico al Tirreno. Il 16 dicembre 2016 è stato compiuto un ulteriore passo per fare del porto di Livorno uno dei più importanti scali ferroviari merci della Penisola. Quel giorno venne inaugurato il nuovo terminal di Livorno Darsena, in pratica una stazione ferroviaria lungo le banchine, che consente di caricare direttamente sui treni i container sbarcati dalle navi. A quell’accordo ne ha fatto seguito un secondo, recentissimo: lo scorso 23 aprile Regione Toscana e Rfi hanno firmato un’intesa per potenziare ulterioramente i collegamenti ferroviari nel porto di Livorno. Verrà realizzato uno scavalco ferroviario per collegare direttamente il porto labronico e l’Interporto Amerigo Vespucci e sarà progettata una nuova linea che dall’interporto si colleghi direttamente alla Pisa-Firenze e quindi al Corridoio Scandinavo-Mediterraneo. I lavori partiranno entro fine 2018.

Treni merci parcheggiati in uno scalo di smistamento ferroviario

Interporti

Gli interporti costituiscono a loro volta degli snodi logistici strategici,perché consentono lo scambio intermodale tra la strada e il ferro. Il 14 dicembre 2018 si sono accesi i fari sull’interporto di Trento (Interbrennero). L’accordo Rfi-Provincia autonoma di Trento mira a potenziare con due nuovi binari il terminal di Trento Roncafort e sviluppare l’autostrada viaggiante (RoLa/Rollende Landstrasse). I due nuovi binari saranno elettrificati e di una lunghezza complessiva di 750 metri, con la possibilità di disalimentare la trazione elettrica durante le operazioni di carico e scarico dei camion a bordo dei treni merci. Sono previsti dispositivi per la manovra dei locomotori e della carrozza passeggeri dedicata al trasporto degli autisti, grazie a un binario di circolazione. Lo scalo rappresenta una assoluta novità nel panorama degli scali italiani.

Il 19 luglio 2017 è stato firmato il protocollo d’intesa con l'interposto di Bologna per il potenziamento dell'impianto ferroviario e il nuovo ruolo dell’hub di Bologna. Sempre nel 2017 altri due accordi hanno interessato gli interporti di Verona (Quadrante Europa, 14 marzo) e Padova (5 luglio): a Verona sono in programma sia la realizzazione di un nuovo fascio di binari arrivi e partenze con modulo di 750 metri, per trasporto combinato terrestre, direttamente connesso con la Direttrice Brennero e con la linea per Bologna, sia un nuovo terminal di carico e scarico con gru a portale e area di stoccaggio. A Padova è in programma l’adeguamento di almeno un binario di arrivo/partenza al modulo 750 metri e la verifica delle soluzioni per un collegamento diretto dell’interporto con la linea storica Padova-Mestre.

Un treno merci in viaggio

Il Nord Ovest

Un accordo quadro per lo sviluppo del trasporto merci su ferro in Piemonte, Lombardia e Liguria, il cuore industriale del Paese, è stato firmato da Rfi e Regioni lo scorso 19 ottobre. Numerosi gli interventi programmati per incrementare il traffico merci su ferro nelle regioni del Nord Ovest, che prevedono il potenziamento della rete ferroviaria, l’adeguamento agli standard internazionali per il trasporto delle merci e una migliore connettività ai porti e alle infrastrutture di interscambio strada/mare-ferrovia.

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