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Il Giappone snobba i negoziati Onu per il bando alle armi nucleari

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America e Asia24

Il Giappone snobba i negoziati Onu per il bando alle armi nucleari

Reuters
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TOKYO – Sembra incredibile ma è vero: il Giappone, unico Paese vittima delle bombe atomiche, snobba i negoziati iniziati all'Onu - con il supporto di 113 Paesi - per arrivare a un trattato che metta al bando le armi nucleari. Il governo del premier Shinzo Abe ha deciso di non parteciparvi, con una iniziativa che dà un colpo alle prospettive già infime di un esito soddisfacente delle trattative internazionali. La mossa sembra minare la credibilità del desiderio più volte conclamato da Tokyo di un mondo senza armamenti atomici e ha suscitato forti critiche da parte di molti hibakusha (i sopravvissuti alle atomiche di Hiroshima e di Nagasaki).

Il primo round dei negoziati, presso il Palazzo di Vetro, durerà fino a venerdì, mentre il prossimo si terrà dal 15 giugno al 7 luglio.

Il ministro degli esteri Fumio Kishida ha spiegato la posizione negativa del Giappone sulle trattative, sostenendo soprattutto che un bando è irrealistico e potrebbe generare conseguenze non intenzionali negative. Le trattative avviate a New York, a suo parere “non solo non aiutano, realisticamente, a creare un mondo senza armi nuclari ma potrebbero approfondire ulteriormente le divisioni tra Stati nucleari e non, risultando quindi controproducenti”. Kishida ha sottolineato che nessuno dei cinque principali Stati nucleari – Usa, Russia, Cina, Francia e Regno Unito – partecipano alle trattative, il che rende difficile pensare che possano essere condotte in una maniera “pratica ed efficace”. E ha citato il peggioramento della situazione della sicurezza del Sol levante, a fronte dei progressi nel programma missilistico e nucleare della Corea del Nord.

Nel disimpegno giapponese dai negoziati, secondo vari analisti, gioca anche la priorità che il Paese assegna all'alleanza con gli Stati Uniti e all'ombrello nucleare che gli States forniscono, tra minacce nordcoreane e crescente assertivita' cinese. Tokyo temeva, altrimenti, di irritare Donald Trump, che a febbraio ha riaffermato l'impegno di Washington a difendere gli alleati con tutti i mezzi a disposizione, quindi eventualmente anche con le atomiche. Una dichiarazione lodata dal premier Shinzo Abe.

“Il Giappone continuerà a fare sforzi per realizzare un mondo senza armi nucleari dando il suo fermo contributo alle discussioni che procedano dalla cooperazione tra Stati nucleari e non nucleari”, ha concluso Kishida. Certo, da oggi, il Giappone apparirà meno convincente in questa lotta. Anche i suoi sforzi per convincere il maggior numero possibile di leader stranieri a visitare Hiroshima e Nagasaki sembreranno non del tutto sinceri.

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