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Questo articolo è stato pubblicato il 15 luglio 2014 alle ore 16:01.
L'ultima modifica è del 15 luglio 2014 alle ore 16:05.

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L'Agenzia Onu per gli aiuti ai rifugiati palestinesi ha condannato la distruzione indiscriminata di edifici nella Striscia di Gaza durante questa settimana di offensiva aerea israeliana. "Il livello di perdite umane e di distruzione a Gaza e davvero immenso", ha dichiarato un portavoce dell'Unrwa, Sami Mshasha, durante un punto stampa presso la sede delle Nazioni Unite di Ginevra. "I nostri ultimi dati ci indicano 174 persone uccise e oltre 1.100 feriti. Queste cifre cresceranno, aumentano di ora in ora", ha aggiunto Nshasha.

"Una gran parte delle vittime sono donne e bambini", ha denunciato. Inoltre 560 case sono state completamente distrutte e migliaia di edifici, di cui alcuni pubblici, sono stati danneggiati. L'Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi rende anche noto che ben 47 centri dell'Agenzia sono stati colpiti dai bombardamenti. Circa 17.000 persone hanno trovato rifugio nelle 20 scuole dell'Unrwa. Per questa ragione l'Agenzia ha lanciato un appello a rispettare gli edifici dell'Onu, precisando che le coordinate delle infrastrutture erano state trasmesse alle autorità israeliane.

Senza un cessate il fuoco "rischiamo un'incursione militare via terra a Gaza, ipotesi molto preoccupante perché sappiamo che questo vuol dire un maggior numero di morti e distruzioni ancora maggiori", ha avvertito Mshasha.

Intanto, secondo il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr), centinaia di migliaia di persone nella Striscia di Gaza non hanno possibilità di approvvigionamento di acqua. "Nell'arco di pochi giorni l'intera popolazione della Striscia potrebbe essere senza acqua", ha detto Jacques de Maio, capo della delegazione Cicr nella regione, citato dall'agenzia di stampa Dpa. Secondo il Comitato internazionale della Croce Rossa, "l'acqua inizia a essere contaminata" e c'è "un serio rischio di diffusione di malattie".

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