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Questo articolo è stato pubblicato il 25 ottobre 2014 alle ore 14:35.
L'ultima modifica è del 25 ottobre 2014 alle ore 21:02.

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Le banche greche e cipriote
Tra gli istituti di credito a rischio ci sarebbero due banche greche (Pireus Bank e Eurobank Ergasias, mentre Alpha Bank e la Banca Nazionale di Grecia avrebbero superato l'esame) e una di Cipro, di cui non si conosce il nome, ha riferito l'agenzia spagnola Efe nei giorni scorsi, citando fonti finanziarie anonime e precisando che si tratta di dati preliminari che potrebbero essere rivisti.
Atene e Nicosia, comunque, sono pronte al peggio e non sarebbero sorprese nel vedere qualche loro banca non superare gli stress test della Bce che saranno diffusi domani, ma sperano in una bocciatura senza grossi traumi.

Sette anni di recessione per la Grecia e due per Cipro (ma l'agenzia S&P's ha migliorato il rating dell'isola a +B) con la relativa esplosione della bolla dei prestiti in sofferenza peseranno ovviamente come macigni sui bilanci bancari.
Qualsiasi «deficit patrimoniale nelle quattro banche sistemiche della Grecia derivanti dagli stress test della Bce dovrebbe essere gestibile», ha affermato all'agenzia Dow Jones l'Euroxx Research, un intermediario finanziario, quantificando un possibile deficit di capitali «non superiore a 1,5 miliardi di euro». Il broker si è detto «moderatamente ottimista» che le quattro maggiori banche del paese - la Banca Nazionale di Grecia, la Piraeus Bank, Alpha Bank e Eurobank Ergasias - sapranno resistere alle prove di stress. L'intermediario ha citato le significative riserve di capitale di cui le quattro banche sono rifornite, nonché i recenti cambiamenti nella legislazione fiscale che permetteranno alle banche di convertire delle poste fiscali in crediti fiscali. «Il nostro scenario base ritiene che eventuali potenziali deficit di capitale potrebbero essere gestibili attraverso azioni interne», ha detto il broker.

Anche Sofia Voultepsi il portavoce del premier greco Samaras ha ricordato a margine del vertice Asem di Milano, che «le banche greche sono solide e ben capitalizzate ma che nell'Hellenic stability fund ci sono ancora 11 miliardi disponibili per intervenire». Insomma il Governo ha riserve per fronteggiare ogni eventualità. A preoccupare l'agenzia di rating Fitch sono però le «grandi quantità di crediti problematici che lasciano i bilanci delle quattro maggiori banche greche vulnerabili in un'economia in miglioramento ma ancora molto debole». I crediti incagliati sono elevati, «tra il punto più basso al 29,7% della Banca Nazionale di Grecia e il picco al 45,6% di Alpha, sempre a fine del 2013. Nel frattempo, la copertura delle riserve è bassa, al di sotto del 47% al 31 dicembre 2013. Inoltre il mercato immobiliare continua a peggiorare, con effetti negativi sulle valutazioni dei collaterali», ha spiegato Fitch. Ma le banche greche potrebbero reagire «ridimensionando le operazioni estere ancora in portafoglio e cedendo le attività domestiche non strategiche, tutte decisioni che sosterrebbero la ricostituzione del capitale con manovre interne». Insomma ci sono margini per reagire alla bocciatura e reperire capitali aggiuntivi senza ricorrere al mercato.

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