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Questo articolo è stato pubblicato il 26 ottobre 2014 alle ore 14:15.
L'ultima modifica è del 27 ottobre 2014 alle ore 11:31.

Stabilità: la sinistra è sinistra se taglia le tasse e fa spending review
Il premier ha usato parole nette anche in difesa della legge di Stabilità che in settimana inizia il cammino parlamentare in commisisone Bilancio alla Camera. «Se dico diamo 80 euro sono il Giorgio Mastrota ”de´ noantri”, se parlo complicato divento un intellettuale organico. Dite come volete: noi facciamo un'operazione di giustizia sociale», ha spiegato Renzi, che rivendica soprattutto l’abbassamento della rpessione ficale che accompagna la manovra: «Abbiamo tagliato 18 miliardi di euro di tasse, non è manovra è una retromarcia, è una riduzione senza uguali nella storia della Repubblica. Non è un'operazione elettorale ma di giustizia sociale. Questa è la sinistra». E poi, «sono 10 anni che famiglie fanno spending review e che la politica continua ad abbuffarsi, tocca a noi risparmiare», ha agginto riferendosi ai tagli alla spesa pubblica, perchè «La sinistra in Italia è sinistra se combatte l'evasione e cerca di ridurre le tasse, riducendo gli sprechi».

In difesa di Napolitano: contro di lui tante menzogne
Nel suo intervento, Renzi ha poi difeso a spada tratta il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, contro il quale sono state dette molte «menzogne». A due giorni dall'audizione del capo dello Stato nell'ambito del processo sulla presunta trattativa Stato-mafia, Renzi ha sottolineato la necessità di «difendere l'istituzione presidente della Repubblica», ma ha anche segnalato l’esistenza di «una questione personale: io credo che quando si sentono tante menzogne come quelle che ha sentito dirsi dietro, l'Italia delle persone perbene deve fargli sentire tutto l'affetto».

La replica di Camusso: Renzi non ha argomenti per contrastarci
La replica della Cgil alle parole di Renzi arriva nel pomeriggio, per bocca della segretaria nazionale Susanna Camusso: «Mi pare evidente che il presidente del Consiglio non abbia argomenti per contrastare le cose che abbiamo sostenuto ieri in termini di cambiamenti della delega del lavoro». Per Camusso, che ha commentato il discorso conclusivo della Leopolda a margine di un incontro al Salone del Gusto di Torino, «parla di cose di cui parla solo lui». Mi sembra, ha aggiunto, « che nessuno abbia discusso del posto fisso, che il tema del contratto a tempo indeterminato è un tema che hanno assolutamente presente loro, anche se non danno le soluzioni. Mi pare evidente - ha concluso - se uno pensa che il contratto deve essere a tempo indeterminato, deve avere le rispettive tutele».

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