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Questo articolo è stato pubblicato il 03 novembre 2014 alle ore 08:58.
L'ultima modifica è del 03 novembre 2014 alle ore 17:15.

«Si cambia a partire dalla politica»
Il presidente del Consiglio si è detto convinto che «il sistema Italia ha tutte le condizioni per uscire dalla crisi». Ha rimarcato che «chi deve cambiare per primo è la politica: per questo siamo partiti dalla legge elettorale e dalla riforma costituzionale». E ha sottolineato l’urgenza: «È finito il momento del “si farà, si vedrà, si discuterà. Ora o mai più». Renzi ha negato di cercare «oggi, qui adesso, un consenso facile»: «Si è aperta in Italia un’opportunità che è pazzesca: non coglierla sarebbe un errore gravissimo non solo per noi, ma per i nostri figli». Perché - è la convinzione non nuova del presidente del Consiglio - l’Italia «può diventare la locomotiva d’Europa».

Non c’è un uomo solo al comando ma un popolo
Replicando all’editoriale di Eugenio Scalfari di ieri, Renzi ha chiarito: «Eravamo una banda di ragazzini senza esperienza, senza futuro. In tre mesi abbiamo smesso di essere
ragazzini siamo diventati espressione dei poteri forti. Siamo diventati uomini solo al comando. Non c’è un uomo solo al comando: c’è un popolo che chiede di cambiare per sempre». E la risposta del governo, ha detto il premier, è quella di «togliere gli alibi, togliere gli alibi, togliere gli alibi», anche «partendo da una scommessa sul sistema fiscale». Per i Comuni, la prospettiva dell’esecutivo è «un’unica tassa locale che sia affidata al sindaco e che non veda più lo Stato mettere bocca».

Siderurgia da rilanciare, a Terni accordo possibile
«Non possiamo pensare di fare a meno della siderurgia e dell’acciaio in un paese che è all’avanguardia e vuole continuare a esserlo», ha detto Renzi a pochi giorni dagli scontri a Roma sull’Ast di Terni, ricordando che «siamo la seconda manifattura in Europa». A suo avviso occorrono una risposta «di sistema» e «carte nuove» davanti a tante crisi, da Taranto a Piombino, tutte diverse una dall’altra. «Credo che a Terni si possa arrivare a una soluzione recuperando la capacità di dialogo», ha aggiunto.

Premier ottimista sul futuro delle banche
Renzi è intervenuto anche sulle banche, alla luce dei risultati degli stress test europei. «Dopo gli stress test le priorità devono essere le regole da dare alle banche e come aiutare le banche per dare credito a realtà che sono così piccole e basterebbe pochissimo a salvarle», ha osservato il premier. Che ha invitato a leggere gli esiti dei test: «Ci dicono che la gran parte del sistema bancario italiano è in grado di affrontare il futuro e quelle realtà che hanno incontrato difficoltà stanno lavorando alacremente. Quindi sono ottimista sul fatto che possa essere accompagnato in una fase nuova».

Renzi: finanzieremo il credito d’imposta
Rispondendo a un rilievo sulla manovra del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, Renzi ha aperto sul credito d’imposta per la ricerca: «Inseriremo dei denari, anche se lì il problema è come li spendiamo». Il premier ha promesso finanziamenti anche per Expo, dicendosi «grato a Raffaele Cantone e a tutta la struttura dell’Expo per aver rimesso in moto un treno che sembrava deragliato».

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