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Questo articolo è stato pubblicato il 31 dicembre 2014 alle ore 20:04.
L'ultima modifica è del 31 dicembre 2014 alle ore 21:53.

Strada riforme intrapresa, ora «portarle a conclusione»
La richiesta di Napolitano agli italiani di trovare in se stessi la forza per ripartire, il «fare del proprio meglio» (caro al premier Renzi e fondamento del metodo scout) può contare, per il capo dello Stato, su un fattore positivo e incoraggiante: «La strada delle riforme è stata intrapresa», ricorda, e «l'auspicio espresso nel messaggio di fine anno 2013 si è realizzato. Ribadite anche «le ragioni dell'importanza della riforma del Parlamento e innanzitutto del superamento del bicameralismo paritari, nonché della revisione del rapporto tra Stato e Regioni», capisaldi del riformismo del premier Matteo Renzi.
Dimissioni (anticipate) ormai imminenti
La cornice è quella di sempre, ma per la notte di S. Silvestro 2015 il messaggio di fine anno del capo dello Stato agli italiani è quanto mai carico di significati. Le dimissioni (anticipate) dalla carica, più volte annunciate da Giorgio Napolitano, sono alle porte. E questa volta, a meno di due anni dalla rielezione da parte del Parlamento in seduta comune, il 20 aprile 2013, l'abbandono del Colle è definitivo. Quindi le parole di Napolitano sono in pratica il commiato definitivo dagli italiani. Il messaggio, circa 22 minuti, è leggermente più breve del passato ma particolarmente incisivo. Con l'obiettivo di scuotere un Paese in difficoltà, spaventato e sulla difensiva. E’ il nono e ultimo discorso agli italiani per Giorgio Napolitano.
Possibile giro di boa il 13 gennaio
Nel chiudere la lettura del suo intervento, Napolitano promette di restare «vicino al cimento e agli sforzi degli italiani con infinita gratitudine»: «Non lo dimenticherò, grazie ancora». Quello di questa stasera è il nono ed ultimo discorso di fine anno di Napolitano, dopo un primo mandato al Quirinale di sette anni, dal 2006 al 2012, ed un secondo di circa 620 giorni, dall'aprile 2013 a oggi, 21 mesi in tutto. Le su dimissioni ufficiali dall'incarico presidenziale sono attese a partire dal 13 gennaio, termine ufficiale del semestre di presidenza italiana della Ue in concomitanza di un discorso del premier Matteo Renzi a Strasburgo.
Nove anni di discorsi di Capodanno
Nel suo primo discorso, nove anni fa, la priorità indicata agli ascoltatori fu il recupero di un clima di fiducia nelle istituzioni e nella politica, seguito, l'anno successivo, da un incalzante appello a non considerare l'Italia in declino, e soprattutto a dare spazio ad innovazione e merito. Nel 2008 il Colle mostrò preoccupazione per i numeri dell'occupazione, ma pronosticò anche un'Italia migliorata dalla crisi. Nel 2009 Napolitano auspicò invece riforme come unica strada per battere la crisi e far funzionare lo Stato. Dodici mesi dopo nelle sue parole si affacciò un certo pessimismo per il futuro del paese, se non si fossero create nuova occupazione e condizioni di vita dignitose per tutti i cittadini. Nel 2011 e 2012 le parole chiave furono l'appoggio al governo della “strana maggioranza” guidato da Monti e lotta alla corruzione, oltre alla crisi economica perdurante. Infine, un anno fa, ancora le riforme non fatte e da fare.
Tradizione partita nel 1949 con Einaudi
Il primo “Messaggio del Presidente della Repubblica agli Italiani per il Nuovo Anno” risale all'immediato dopoguerra (1949, presidente Luigi Einaudi), e da allora costituisce un appuntamento fisso del 31 dicembre. Nella prassi, è una sorta di bilancio consuntivo ai cittadini italiani dell'anno appena trascorso - soprattutto riguardo i principali temi dell'agenda politica e le emergenze del Paese - ma è anche l'occasione per indicare le priorità e i traguardi cui dovrebbe tendere l'Italia. Il discorso viene pronunciato dal capo dello Stato davanti alle telecamere posizionate nel suo studio alla Palazzina del Quirinale. Viene diffuso in TV e in radio, a reti unificate, e sul web, in diretta dal Palazzo del Quirinale e dura tra i 15 e i 20 minuti.
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