
L'aula del Senato ha approvato con 165 sì, 49 no e 18 astenuti, il ddl in materia di delitti contro l'ambiente. A favore la maggioranza insieme a Sel e Movimento 5 Stelle, mentre la Lega si è astenuta e Forza Italia ha votato contro. Molte le modifiche approvate da palazzo Madama, che riporteranno il ddl in materia di inquinamento ambiental e delitti colposi contro l'ambiente, all'attenzione della Camera per la terza lettura. In evidenza gli emendamenti FI-Gal, approvati ieri nonostante il parere contrario del governo, sulle tecniche autorizzate per l'ispezione dei fondali marini finalizzate alla ricerca di idrocarburi. Al debutto quindi un nuovo reato relativo al divieto di utilizzare l'air-gun o altre tecniche esplosive per l'attività di ricerca di idrocarburi e di ispezione.
Emendamenti approvati con voto bipartisan
Tra gli altri emendamenti approvati ieri, anche con voto bipartisan, la proposta di modifica dei relatori Pasquale Sollo (Pd) e Gabriele Albertini (Ap) che esclude la confisca a persone estranee al reato ambientale: «La confisca delle cose che costituiscono il prodotto o il profitto del reato o che servirono a commettere il reato sarà sempre ordinata salvo che appartengano a persona estranea al reato». Proposta dai relatori e approvata anche la modifica relativa alle sanzioni applicabili per i reati di inquinamento e disastro ambientale commessi per colpa. In caso di responsabilità amministrativa, si applicherà all'ente (fornito di personalità giuridica e alle società e associazioni anche prive di personalità giuridica), una sanzione pecuniaria da duecento a cinquecento quote. Una quota - secondo la normativa attuale - varia da un minimo di 258 euro ad un massimo di 1549 euro, dunque il massimo della sanzione che potrà essere applicata sarà di 774mila 500 euro.
Tra le novità aggravante ambientale e reato di omessa bonifica
Via libera, sempre con voto trasversale, anche a un emendamento del Pd, prima firma Felice Casson, che introduce nel ddl l'aggravante ambientale con un aumento delle pene. «Quando un fatto già previsto come reato è commesso allo scopo di eseguire uno o più tra i delitti previsti dal decreto legislativo n. 152 del 2006 o da altra legge posta a tutela dell'ambiente la pena - si legge nell'emendamento - nel primo caso è aumentata da un terzo alla metà, e nel secondo caso è aumentata di un terzo». In ogni caso il reato è procedibile d'ufficio. Sempre ieri, su proposta della grillina Paola Nugnes, l'Aula ha poi approvato un emendamento che introduce nel Codice penale la nuova fattispecie di reato dell'omessa bonifica. L'emendamento prevede che «chiunque, essendovi obbligato per legge, per ordine del giudice ovvero di un autorità pubblica, non provvede alla bonifica, al ripristino o al recupero dello stato dei luoghi è punito, con la pena della reclusione da uno a quattro anni e con la multa da 20.000 a 80.000 euro». Altri due emendamenti analoghi M5S-Pd approvati dall'assemblea dispongono invece che i Pm, quando procedono a indagini per i delitti contro l'ambiente, ne diano «notizia al procuratore nazionale antimafia». Nel pacchetto degli emendamenti grillini approvati anche una modifica al ddl nella parte che disciplina il ravvedimento operoso. Chi si adopera a ripristinare lo stato dei luoghi inquinati non avrà diritto alla non punibilità ma ad una più blanda riduzione da un terzo alla metà della pena prevista per il reato commesso.
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