Mentre si consuma lo scontro tra Raffaele Fitto e Silvio Berlusconi, i fittiani in Campania si sganciano di fatto dal candidato di Forza Italia, il presidente uscente Stefano Caldoro. E mettono in campo una lista “Campania civica”, a sostegno al candidato governatore del Pd Vincenzo De Luca, che sarà presentata lunedì a Napoli. Anche se il senatore, vicepresidente di Gal, il fittiano Vincenzo D'Anna (eletto in Campania con il Pdl), ci tiene a precisare che le due questioni sono separate. «Quanto sta accadendo tra Fitto e Berlusconi non ha affatto influenzato la scelta di presentare una lista che sosterrà De Luca in Campania - ha detto D'Anna - Io, ante litteram, ho contestato le nomine verticistiche del “cerchio magico”, l'ingerenza patronale della Pascale e della Rossi, che hanno determinato, sulla base dei propri umori e amicizie, la selezione della classe dirigente». E ha annunciato: «Presenteremo il simbolo e il programma insieme agli amici di Scelta Civica, il cui simbolo sarà ricompreso in quello di Campania civica».
Rottura in Puglia
Sta di fatto che la tensione Berlusconi-Fitto ha mandato nel caos il centrodestra anche in Puglia. Il candidato del centrodestra Francesco Schittulli ha deciso di rompere con il coordinatore regionale di Fi Luigi Vitali e di schierarsi con Fitto. Schittulli è destinato a correre con Ncd e i fittiani, ma non con la restante parte di Fi, che al momento non avrebbe un candidato (è stato smentito il contatto con Adriana Poli Bortone).
Vitali: se coalizione rompe non è colpa di Fi
«Per noi c'è ancora l'ipotesi di andare tutti insieme con Schittulli, ma se questa ipotesi non dovesse realizzarsi due cose devono essere molto chiare: la prima è che non avverrà per colpa nostra; la seconda è che noi non rimarremo fuori dalla mischia». Così all'Ansa il segretario di FI in Puglia, Luigi Vitali, parlando della frattura all'interno di Fi. A dividere Forza Italia è il nodo delle liste: i «Ricostruttori» di Raffaele Fitto chiedono che siano tra le fila di Fi tutti i consiglieri regionali uscenti, mentre Vitali ribadisce che le liste si fanno con «criteri e metodi acclarati dal nostro partito». Una posizione che ha indotto il candidato Schittulli a sostenere le ragioni di Fitto e a minacciare di correre per la carica di governatore senza Forza Italia.
Fitto: escludere chi ha consenso è suicida
Intanto Fitto è tornato alla carica, accusando in una nota i vertici di Forza Italia di portare, con le «epurazioni» e la mancata «libera competizione», al «suicidio» il partito.
«Per ciò che riguarda le regionali - ha scritto - ribadisco che occorre giocare per vincere e non per perdere. E una delle precondizioni per farlo e' che non ci siano estromissioni ed esclusioni....Altro che una ridicola conta di quante candidature garantire agli uni o agli altri in questa o quella Regione». E ancora: «In tutte le Regioni coinvolte da questa tornata, le leggi elettorali regionali prevedono il meccanismo delle preferenze per la scelta degli eletti. E allora si lasci campo libero a una aperta competizione basata sul consenso. Si consenta agli elettori di scegliere all'interno di liste forti e competitive. Ma eliminare preventivamente qualcuno (`colpevole´, magari, di avere troppo consenso!) è una mossa politicamente suicida».
Il “redde rationem” dopo le regionali
Tensioni si registrano anche a livello nazionale, con in ballo possibili scissioni nei gruppi parlamentari, e nelle altre regioni per la compilazione delle liste. In Parlamento poiché viene dato per scontato che la rottura fittiana provocherà immediatamente la costituzione di gruppi autonomi alla Camera e al Senato dei «Ricostruttori». Un redde rationem che come risultato finale rischia di far crollare il partito di Berlusconi sotto il 10 per cento. I conti si faranno all'indomani del verdetto delle urne del 31 maggio. Ma già l'addio di Bondi e Repetti indica quale possa essere lo scenario: una fuga dai gruppi parlamentari presumibilmente in ordine sparso. Anche Denis Verdini sta aspettando. Nel Pd sostengono che il senatore insofferente per la rottura del Patto del Nazareno ha già pronto a Palazzo Madama un pacchetto di dieci nomi per la nascita di un nuovo gruppo.
© Riproduzione riservata





