Emergenza immigrati al centro dell’agenda del premier Matteo Renzi, che questa mattina ha presieduto un incontro tra Regioni, governo e Anci Chigi sull'accoglienza sul territorio dei rifugiati e nel pomeriggio parteciperà al vertice Ue dei capi di Stato e di governo sugli stessi temi. Il confronto conle Autonomie appare in salita, a giudicare dalle parole del governatore leghista del Veneto, Luca Zaia, che arrivando a Palazzo Chigi ha invitato i prefetti a «ribellarsi» alle richieste dell’esecutivo «e a non rispondere più al telefono al governo».
Renzi: su immigrati finestra di opportunità in Europa
Nonostante le proteste dei governatori, soprattutto del Nord Italia, contrari ad ogni ulteriore afflusso di migranti nei centri di accoglienza sul territorio, Renzi ha chiesto la collaborazione delle Autonomie e dei sindaci facendo presente anche il nuovo atteggiamento che sta maturando nei paesi Ue sul tema. «Per la prima volta l'Europa riconosce il problema immigrazione, si apre una finestra di opportunità», ha spiegato il premier aprendo il vertice durato circa un’ora e mezzo.
Accoglienza per i richiedenti asilo, rimpatrio per i migranti economici
«Per noi gli immigrati in mezzo al mare si salvano. Siamo orgogliosi e grati per quello che ha fatto l'Italia», ha aggiunto Renzi, ricordando che «la Sicilia non è solo la frontiera d'Italia, ma dell'Europa».Quanto alla linea che il governo intende seguire al vertice europeo del pomeriggio, il premier ha confermato la proposta di accogliere i richiedenti asilo, sollecitando invece il rimpatrio dei migranti economici. Per Renzi, «rinfacciarsi il passato, vedi Dublino II, non porta a niente» ma sul tema dei migranti c'è anche un altro modo di procedere, quello «di provare insieme a risolvere un problema». In ogni caso in tema di accoglienza «ci vogliono soluzioni che rispondano a requisiti etici e a criteri di ragionevolezza», per cui «i richiedenti asilo si accolgono, i migranti economici vengano rimpatriati». «Siamo un Paese serio - ha sottolineato Renzi, che tornerà ad incontrare sindaci e governatori tra un paio di settimane, - solido, la cui risposta sul tema dell'immigrazione deve essere condivisa e congiunta».
Rossi: accoglienza diffusa garantisce gestione del problema
Nel suo intervento, il presidente dem della Toscana Enrico Rossi, ha difeso la politica dell’accoglienza diffusa sul territoriuo praticata nella sua regione: in questo modo «non abbiamo avuto particolari problemi, non dico che non sia un problema ma li abbiamo gestiti». «Siamo in grado di sparpagliarli in diversi Comuni», ha aggiunto. Serve la «stessa collaborazione che avemmo quando era ministro dell'interno Maroni. Si pone il problema del rispetto dell'articolo 10 della Costituzione, colpisce che un paese povero, uscito distrutto dalla guerra, ebbe il coraggio di mettere l'articolo 10 nella Costituzione». L'Italia, ha concluso, ha «l'obbligo di dare accoglienza a chi si trova in paesi dove diritti umani vengono lesi».
Serracchiani: incontro positivo, ma Ue faccia la sua parte
A riunione terminata, la presidente della regione Friuli-Vanezia-Giulia, Debora Serracchiani, ha definito il confronto delle Regioni con il premier «molto importante e positivo. Il Paese deve presentarsi unito in Europa, non c'è spazio per la demogagia e ne siamo tutti consapevoli». I problemi sul tavolo restano molti, ha riconosciuto: «Occorre facilitare le procedure di riconoscimento, ampliare i trattati bilaterali. Siamo convinti che l'Europa debba fare la propria parte e che questo serva anche in vista di eventuali azioni internazionali che mi pare siano necessarie».
La delusione di Toti (FI) e Maroni (Lega)
Di parere opposto il giudizio dei governatori legati al centrodestra d’opposizione, e in particolare Roberto Maroni (Lega), presidente della Lombardia, e Giovanni Toti (FI), da pochi giorni alla guida della Liguria. La riunione, ha spiegato Toti, è stata «tutt’altro che soddisfacente», dal momento che non avrebbe aggiunto nulla al «vero tema, dal nostro punto di vista: l'esecutività dei rimpatri e la questione dei flussi», due aspetti sui quali «c'è molto da fare». Quanto al cosiddetto piano B annunciato da Renzi in caso di risposte insoddisfacienti da parte dell’Europa, «non ci sono dettagli». L'incontro con Renzi, rincara la dose Maroni, «è stato assolutamente deludente e inutile: nessuna risposta concreta ai problemi. Continua il caos immigrazione. Il premier ha chiesto unità ma sono solo chiacchiere, io chiedo risposte concrete a piani concreti».
Salvini: Renzi smetta di versare contributo italiano a Bruxelles
Il no espresso da Zaia Maroni alla richiesta di collaborazione del premier è stato confermato poi dal leader politico della Lega Nord, il segretario federale Matteo Salvini, che da Bruxelles ha suggerito al premier di risolvere l’emergenza immigrati parlando del problema con Putin: «Chiediamogli una mano, invece di fargli la guerra, per contrastare questa invasione senza precedenti. Se io fossi al posto di Renzi comunque sarei a Bruxelles a dire che smettiamo di pagare l'Unione Europea. Ogni anno l'Italia dà 16 miliardi all'Unione europea. Minacciamoli di dargliene 15 e di tenerci un miliardo. Così sì che la Ue si sveglierebbe».
Sbarcati a Catania altri 497 immigrati
Intanto, continua l’afflusso dei migranti sulle coste della Sicilia. Poco prima delle nove di questa mattina è giunto in porto a Catania il pattugliatore d'altura svedese «Poseidon» con a bordo 497 immigrati tratti in salvo in tre distinte operazioni di soccorso nel Mediterraneo. A bordo anche il cadavere di una immigrata e un'altra donna ferita.
Redistribuzione migranti tema centrale del vertice Ue
Il Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo che si riunirà questo pomeriggio a Bruxelles avrà all’ordine del giorno innanzitutto un confronto sul meccanismo di redistribuzione dei rifugiati. Al centro dell'incontro anche il tema della crisi greca e i rapporti con la Gran Bretagna.
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