
Il conto economico della Banca d'Italia si chiude con un utile netto di 2,8 miliardi, in linea con quello dell'esercizio precedente, quando era stato pari a 3 miliardi. Allineato sui risultati del 2014 anche il risultato lordo prima dell'accantonamento al fondo rischi generali e delle imposte, rimasto pressoché invariato (circa 6 miliardi). Sono le cifre del bilancio 2015 di Via Nazionale lette dal Governatore Ignazio Visco nell'assemblea ordinaria dei partecipanti, anticipata al 28 aprile, per adempiere all'esigenza, emersa nell'ambito dell'Eurosistema, di ridurre e uniformare i tempi di approvazione e pubblicazione dei bilanci delle banche centrali dell'Eurozona. Allo Stato verrà assegnato, ha detto Visco, un ammontare dividendi di 2,157 miliardi (1,909 nel 2014), in aggiunta a imposte di competenza per 1,012 miliardi (1,159 nel 2014) che portano il totale dell'assegno staccato alle casse pubbliche da Bankitalia a circa 3,16 miliardi.
Rispetto al 2008 il totale di bilancio della Banca è più che raddoppiato, si legge nella relazione letta da Visco all'assemblea dei partecipanti attestandosi, alla fine del 2015, a 588 miliardi. Nell'ultimo anno il totale dell'attivo è cresciuto di 57 miliardi, dopo un biennio di contenuta flessione. L'espansione è destinata a proseguire anche nel prossimo futuro, afferma il Governatore. Il portafoglio dei titoli detenuti per finalità di politica monetaria ha registrato, nel 2015, un incremento di 87 miliardi (da 35 a 122 miliardi). I titoli di Stato italiani assorbiti dalla Banca sul mercato secondario nell'ambito del programma ampliato di acquisto di attività hanno raggiunto l'importo di circa 70 miliardi, si sono invece ridotte di 36 miliardi le operazioni di rifinanziamento delle banche.
Dal 2008 - sottolinea Palazzo Koch - l'aggregato dei costi si è ridotto di oltre il 12 per cento. Questo risultato è il frutto di una serie di azioni - gli interventi di riforma degli assetti organizzativi, la semplificazione e la razionalizzazione di norme e processi, il potenziamento e l'innovazione delle dotazioni tecnologiche - intraprese in un contesto di impegni comunque crescenti per la Banca, soprattutto nel campo della politica monetaria, a seguito della crisi finanziaria, e in quello della vigilanza, per effetto dell'avvio del Meccanismo di vigilanza unico, del Meccanismo di risoluzione unico e dello sviluppo dei servizi al cittadino attraverso l'Arbitro bancario e finanziario.
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