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Raggi non va in Vaticano. L’Osservatore: Capitale in stato di…

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caos in campidoglio

Raggi non va in Vaticano. L’Osservatore: Capitale in stato di abbandono

Un forfait che è diventato un caso politico. La sedia vuota di Virginia Raggi ieri in Vaticano al Festival dell’Azione cattolica giovani organizzato dalla Cei non è passata inosservata. E rischia di irrigidire i rapporti tra Campidoglio e Santa Sede che negli ultimi giorni hanno fatto segnare il punto più basso dall’insediamento della sindaca di Roma.

Quella che all’inizio era apparsa come un’apertura di credito della Santa Sede verso Raggi, poi corroborata dalla visita della prima cittadina al Papa il primo luglio, si è gradualmente tramutata in tensione e gelo. Fino al duro affondo di ieri sulle colonne dell’Osservatore romano: «Nella capitale, a riprova dello stato

di abbandono in cui per certi aspetti versa la città, pochi minuti di pioggia sono bastati per provocare la caduta di numerosi alberi, danneggiando alcune automobili e mettendo a serio rischio l’incolumità dei cittadini. Molte strade, soprattutto nei quartieri meridionali, sono state letteralmente allagate a causa della mancata pulizia, ormai cronica, delle caditoie».

Dal Campidoglio si cerca di gettare acqua sul fuoco: «Solo motivi personali» si sottolinea, facendo notare che la sindaca aveva comunicato la sua assenza in Vaticano già venerdì sera e aveva provveduto a inviare in sua vece l’assessore alla scuola Laura Baldassarre. Sempre fonti del Campidoglio escludono che sull’assenza abbiano potuto pesare le ultime prese di posizione critiche giunte dal Vaticano.

Di sicuro per il sindaco sono giorni di tensione fortissima. Qualcuno descrive Virgina Raggi al lavoro notte e giorno sui mille dossier aperti: «È molto stanca e stressata, sull’orlo di una crisi di nervi» si racconta. E certo non avrà giovato a rasserenare il clima con l’Oltretevere l’annuncio che Raggi celebrerà il 17 settembre la prima unione omosessuale. Il presidente della Cei, Monsignor Nunzio Galantino, organizzatore del Festival dell’Azione Cattolica giovani dove Raggi avrebbe dovuto rispondere alle domande dei ragazzi, diplomaticamente commenta: «Sarei deluso se non venissero i ragazzi, non la sindaca». Poi però sulla Capitale non si trattiene e si dice «preoccupato come qualsiasi cittadino che vuole vedere la città governata».

Certo è che il forfait all’appuntamento di ieri si somma a quello dato alla commissione Cultura e Sport di Palazzo Madama che doveva sentirla martedì prossimo: a parlare di Olimpiadi in Senato Raggi non andrà.

La prima cittadina si sottrae agli incontri pubblici e appare sempre più isolata. Anche all’interno del Movimento. La linea politica consegnata da Grillo (che ieri ha ammesso «non siamo perfetti») ai componenti del Direttorio per il momento non cambia: il sostegno alla Raggi resta. E tuttavia tra il Campidoglio e il vertice M5S i rapporti sono pari allo zero. Una situazione aggravata da una prima aperta presa di distanza di Luigi Di Maio dalla prima cittadina della Capitale. Il vice presidente della Camera finito sul banco degli imputati per il caso Muraro, ieri ha segnato verbalmente la sua lontananza da Raggi. A chi infatti gli chiedeva se la sindaca dovesse scusarsi, Di Maio ha replicato gelido: «Chiedetelo a lei, io mi sono scusato».

Intanto impazza il toto nomi per l’incarico di assessore al Bilancio. La sindaca starebbe vagliando 14 curriculum e avrebbe già escluso il nome di Ugo Marchetti, generale della Guarda di Finanza e già vicesindaco di Palermo, proposto, dicono alcuni boatos, da Raffaele Marra, vicecapo di Gabinetto spostato ad altro incarico dopo l’altolà del direttorio. Ma si fanno anche i nomi di Lucrezia Reichlin (economista che però si dice non interessata all’incarico), Daniela Morgante (la lady dei conti sotto la giunta Marino, nome già circolato prima di quello di Marcello Minenna, poi dimessosi), e degli economisti Antonio Carmine Lacetra, Alessandro Pantoni, Saverio Canepa, Massimo Zaccardelli, Nino Galloni. E c’è poi da coprire il vertice dell’Ama, l’azienda dei rifiuti, per sostituire Alessandro Solidoro.

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