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Dossier Europa e Stati Uniti tra timori e rassicurazioni

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Dossier | N. 118 articoliReferendum costituzionale

Europa e Stati Uniti tra timori e rassicurazioni

Rassicurazioni dall’establishment Ue e dai governi di Francia e Germania, cautela dagli Stati Uniti, esultanza dal fronte populista europeo. Queste le prime reazioni alla vittoria del “no” al referendum costituzionale italiano e alle immediate dimissioni del premier Matteo Renzi.

«L’Italia è un Paese solido con istituzioni solide e ho fiducia che farà fronte alla situazione», ha dichiarato di prima mattina all’emittente televisiva France 2 il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici. Gli ha fatto eco il ministro delle Finanze francese Michel Sapin che, arrivando all’Eurogruppo, ha aggiunto che «non c’ alcun rischio sistemico», visto che il referendum è «una questione di politica estera italiana» e «non riguardava l’Europa».

Anche il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble (nei giorni scorsi esplicito sostenitore del “sì”), ha sottolineato che gli investitori non dovrebbero preoccuparsi per il referendum italiano, che è una questione interna, senza ricadute sull’Eurozona. Ha aggiunto tuttavia che l’Italia ha una necessità «urgente» di avere un governo in grado di agire e che deve continuare il percorso di riforme economiche e politiche intraprese da Renzi.
Più preoccupazione tradiscono invece le parole del ministro degli Esteri di Berlino, Frank-Walter Steinmeier: «Non si tratta certo di un contributo positivo, in uno dei momenti più difficili per l’Europa - ha detto -. Guardiamo con preoccupazione agli esiti del referendum».

Dalla Casa Bianca era arrivata nella notte la prima reazione ufficiale alla consultazione italiana: un comunicato in cui si sottolinea che «il voto era solo un capitolo e non la fine» dell’ampio confronto nazionale sulle riforme necessarie a potenziare governabilità, crescita e investimenti in Italia. «Questo confronto continuerà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi».

Il fronte populista e e euroscettico ha trovato invece immediata eco nelle parole di Marine Le Pen, leader del Front National francese e candidata alle prossime presidenziali: «Gli italiani hanno ripudiato l’Europa e Renzi», ha dichiarato. Mentre Nigel Farage, ex leader dell’Ukip britannico e portabandiera del referendum su Brexit, si è fatto sentire appena sono stati diffusi gli exit poll: «Questo voto - ha detto - mi pare più sull’euro che sulle modifiche costituzionali»

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