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Dossier | N. 22 articoliWorkshop The European House 2017

Imprenditori ottimisti sul 2017: fatturato in crescita e investimenti in ripresa

Investimenti che in previsione andranno meglio della media del triennio passato; proiezioni in salita per il fatturato: per il 33,8% sarà superiore al 10% nel 2017 rispetto al 2016, percentuale cui si aggiunge un 39,6% che ipotizza una crescita, pur inferiore al 10 per cento. Se si considera il 23% di chi prevede un giro d’affari stabile, sono ridotte al minimo per percentuali di chi pensa di avere un fatturato più basso dell’anno scorso (2,2 entro il 10% e 1,4 superiore al 10 per cento). Dalla platea di imprenditori, manager e banchieri del Workshop Ambrosetti, riuniti a Cernobbio per l’appuntamento tradizionale di settembre, emergono prospettive positive per l’economia.

Proprio mentre l’Istat conferma i dati di una crescita del pil dell’1,5 per cento. Il televoto dei partecipanti arriva durante la seconda tavola ritonda della giornata d’apertura, dedicata al quadro economico, presieduta da Jakob Frenkel, presidente di JP Morgan Chase international, con tra i partecipanti Angel Gurria, segretario generale dell’Ocse. Alla domanda di come sta andando la propria impresa rispetto ai concorrenti il 17,7% ha risposto molto meglio; il 48,9% meglio e il 27,7% in linea. Solo il 4,3% della platea ha risposto che andrà peggio.

Uno scenario che porta con sé anche un aumento dell’occupazione superiore al 10% per l’11% della platea, fino al 10% per il 35,8% delle risposte, con il 32,9% che non prevede variazioni. Arriva al 19%, però, la percentuale di chi prevede una riduzione di organico, anche se contenuta entro il 10 per cento. Un segnale che c’è ancora da fare per recuperare i posti di lavoro perduti.

Le aziende comunque hanno ripreso a investire: il 14,4% nei prossimi tre anni aumenterà gli investimenti oltre il 20%; il 19,2 tra il 10 e il 20%; il 37,6 fino al 10% mentre il 21,6% investirà una quota in linea con il passato.

Dal trend delle valute di quest’ultimo periodo la convinzione per il 36,7% della platea è che l’euro sarà ancora più forte rispetto al dollaro Usa da oggi al settembre 2018; per il 29,7% l’attuale rapporto di cambio sarà invariato e per il 21,9% più debole.

La stragrande maggioranza approva la strategia della Bce: per il 69,7% degli della platea il giudizio è positivo o molto positivo. A preoccupare, analizzando lo scenario internazionale, è l’instabilità in Medio Oriente, gli attacchi terroristici e l’Isis, secondo le risposte del 17,1%; poi in posizione analoga l’avanzare dei nazionalismi e del protezionismo, vedi Brexit, e le implicazioni del fenomeno Trump, con il 15,5%. Poi la questione migranti e i controlli alle frontiere, con il 13,9 per cento.

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