Italia

Dossier Al via in Sicilia la partita delle alleanze. Prove di grande…

  • Abbonati
  • Accedi
Dossier | N. 51 articoliElezioni regionali siciliane 2017

Al via in Sicilia la partita delle alleanze. Prove di grande coalizione: classica o populista

Il primo banco di prova per le possibili alleanze della XVIII legislatura saranno le elezioni di domenica prossima in Sicilia. Difficilmente chi si aggiudicherà la poltrona di governatore riuscirà ad avere la maggioranza dell’assemblea di Palazzo dei Normanni senza allargare la coalizione con cui si era presentato davanti agli elettori. È l’effetto della tripolarizzazine della politica.

Anche in Sicilia l’elettorato si divide in tre formazioni: centrodestra, Movimento5stelle, centrosinistra. Avendo però il centrosinistra deciso di marciare diviso con due candidati(Micari e Fava), la partita per la vittoria se la contendono i frontman degli altri 2 poli ovvero Musumeci, sostenuto da Berlusconi-Salvini-Meloni, e Cancelleri che per Grillo e Di Maio è diventato il trampolino per Palazzo Chigi. Ma a questo punto, se come sostengono i sondaggisti, chiunque dei 2 vinca difficilmente riuscirà dal giorno dopo a governare, la partita siciliana diventerà ancora una volta il laboratorio di quel che potrebbe avvenire a distanza di 4 mesi su scala nazionale, visto che è certo che con il Rosatellum non ci saranno in parlamento i numeri per garantire a ciascuno dei tre poli l’autosufficienza.

L’ipotesi che va per la maggiore, in caso di vittoria di musumeci, è quella della grande coalizione tra centrodestra e Pd, che domani potrebbe ripetersi a Roma. Un’alleanza su cui però si è già espresso con un “no” invalicabile Matteo Salvini. Il leader della Lega anzi sostiene che se proprio fosse necessaria un’alleanza, il suo primo pensiero sarebbe telefonare a Grillo. E Salvini non si riferisce alla Sicilia,dove il peso della Lega, nonostante la sua presenza in questa campagna elettorale,è destinato a rimanere leggero e dunque a incidere poco.

Il segretario del Carroccio si è già portato avanti con il lavoro, prospettando una grande coalizione populista. Certo il segnale che arriverà dalla Sicilia, da un eventuale allargamento della maggioranza al centro o addirittura a sinistra, potrebbe avere ripercussioni non da poco anche sul fronte delle alleanze a livello nazionale. Ma è un ragionamento che vale anche per il M5S dove si è già aperto il confronto sulle alleanze in sicilia e non solo. Grillo ha bacchettato quanti tra i suoi nelle scorse settimane si erano spinti a ipotizzare in caso di vittoria di Cancelleri, l’alleanza con i bersaniani di Mdp, che oggi sostengono Fava.

Per un movimento trasversale, che si contende i voti tanto a destra che a sinistra, diventare “amico” di una parte è un ossimoro pericoloso. Ma con il quale i pentastellati saranno costretti a fare i conti, sempre che siano davvero interessati a governare.

© Riproduzione riservata