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Stranieri, in carcere presenze stabili. Crescita lenta per i reati…

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Stranieri, in carcere presenze stabili. Crescita lenta per i reati più frequenti

L'immigrazione, ha detto il leader di Forza Italia accendendo il primo vero falò polemico di questa campagna elettorale, è «una questione urgentissima». Il problema, secondo Silvio Berlusconi, sono i 630mila migranti presenti in Italia, «di cui solo il 5%, e cioè 30mila, ha diritto di restare in quanto rifugiati e cioè fuggiti da guerra e morte. Gli altri 600mila sono una bomba sociale pronta a esplodere, perché vivono di espedienti e di reati». Ma quanto è realistica questa visione che associa automaticamente i migranti alla vita criminale? Per capire l'evoluzione della delinquenza straniera in Italia e sfatare alcuni luoghi comuni possiamo partire dai dati, elaborati periodicamente dal Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria, sul numero di detenuti stranieri per tipologia di reato.

Reati contro il patrimonio
Prendendo in considerazione i reati più frequenti, in termini di popolazione carceraria, a incidere di più sono quelli “contro il patrimonio”, macro categoria che comprende furti, rapine, estorsioni, ma anche danni a cose e animali, ricettazione, appropriazione indebita e truffa. Al momento, questo tipo di reato tiene dietro le sbarre 32.336 persone: 9.222 stranieri e 23.114 italiani. Nel 2015 i numeri non erano molto diversi: 8.192 stranieri e 21.721 italiani, cifre che indicano una crescita in due anni leggermente più marcata dei non italiani (+1.393) sui nostri connazionali (+1.030).

Reati legati alla droga
La seconda categoria, per consistenza, è quella che raggruppa i reati collegati alla violazione del Testo Unico sugli stupefacenti. Parliamo quindi di importazione, esportazione, acquisto, ricezione e detenzione di droghe e sostanze psicotrope - comportamenti criminosi spesso basati sulla manovalanza straniera - ma anche di violazioni alla legge sulle armi e del 416bis del Codice penale (associazioni di tipo mafioso anche straniere), e di reati contro la persona o contro il patrimonio connessi al traffico e al commercio di droga. Sotto questo profilo, i detenuti stranieri a fine 2017 erano pari a 7.430 unità, 12.363 gli italiani. A fine 2015 il Dap registrava in questa categoria di reati 6.266 detenuti stranieri e 11.410 italiani. L'incremento in due anni è stato quindi rispettivamente di 1.164 e 953 unità.

Reati contro la persona
Il terzo raggruppamento di atti criminali per i quali è in carcere un numero consistente di stranieri è quello dei reati contro la persona, tra cui percosse e lesioni personali, violenze sessuali, omicidio volontario, colposo e preterintenzionale, e violenza privata. Qui si è passati dai 6.599 detenuti del 2015 ai 7.151 del 2017, con una crescita in termini assoluti di 516 unità. Gli italiani nello stesso periodo sono passati da 14.869 a 15.849, +980 unità. Per tutti e tre i raggruppamenti di reati dunque la crescita c'è, ma in qualche modo fisiologica, senza un progresso esponenziale, e soprattutto la crescita procede di pari passo a quella dei detenuti italiani.

In carcere soprattutto africani ed europei
Non bisogna poi dimenticare che la voce “stranieri” è molto più composita e articolata di quello che tendiamo a credere. Sotto questo profilo, un altro dato interessante fornito dalle statistiche del ministero della Giustizia ed elaborate da Open Migration (un progetto per l’informazione di qualità sul fenomeno delle migrazioni promossa dalla Coalizione italiana libertà e diritti civili) riguarda il numero complessivo degli stranieri ospiti delle patrie galere: 19.745 su 57.608 detenuti totali in Italia al 31 dicembre 2017. Il dato - ed è un altro elemento rilevante - somma sia gli stranieri provenienti da altri paesi europei (7.287 in tutto, di cui 3.387 di altri Stati Ue, e in particolare la Romania, e 2.598 dell'Albania) sia quelli provenienti da Africa (9.797, in particolare Marocco, 3.703, e Tunisia 2.112), Asia (1.357) e America (1.096). A fine 2015, il numero complessivo degli stranieri in carcere era invece di 17.340 su 52.0164 detenuti: in due anni, la crescita è stata di 2.405 unità.

Stranieri sovrarappresentati
Tornando ai 19mila detenuti stranieri registrati lo scorso anno, rileva ancora Open Migration «i cittadini non italiani, pur essendo soltanto il 9% circa della popolazione libera in Italia» rappresentano il 34% del totale dei detenuti: «Dieci anni fa erano di più, il 37%, ma si tratta sempre di una proporzione considerevole». La crescita della popolazione straniera detenuta in Italia negli ultimi quattro anni riguarda comunque «più i numeri assoluti, legata com'è a un trend in risalita di tutti i numeri della popolazione reclusa, compresa quella italiana. Una crescita che nulla ha a che fare con gli indici generali di delittuosità».

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