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Dossier Detenuti assunti per lavorare in carcere

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    Detenuti assunti per lavorare in carcere

    Filippo Callipo
    Filippo Callipo

    Un occhio ai conti e uno al sociale in quella che ormai è diventata la tradizione della casa. Una casa con 105 anni di storia, quella del gruppo Callipo di Pizzo Calabro in provincia di Vibo Valentia. Un gruppo da 320 dipendenti cui fanno capo le attività della famiglia Callipo (agroalimentare, turismo, sport) e guidato da oltre trent’anni da Filippo Callipo (per tutti Pippo), oggi affiancato dal figlio Giacinto, che si distingue sempre di più per la sua attività e il suo impegno nel sociale. Il gruppo Callipo - che nel 2017 ha registrato un fatturato superiore ai 52 milioni, in crescita del 9% rispetto al 2016 - è protagonista in Calabria di interventi nel sociale in almeno due direzioni: nei confronti dei dipendenti e nei confronti dei detenuti del penitenziario di Vibo Valentia.

    Alla fine dell’anno scorso Callipo (per il terzo anno consecutivo) ha riconosciuto un premio di produzione di 500 euro a ciascun lavoratore della Giacinto Callipo Conserve alimentari e premi aggiuntivi di 500 euro ai “senatori”, ovvero a quei dipendenti così chiamati perché hanno compiuto 25 anni di servizio: un esborso di 160mila euro, a riconferma di una visione di impresa che fa della politica di welfare un punto fermo della strategia aziendale.

    Merita attenzione poi un’iniziativa che sta molto a cuore a Pippo Callipo, noto per le sue battaglie contro la ’ndrangheta e per una regione, la Calabria, libera dal malaffare: quella legata alla convenzione con il penitenziario di Vibo Valentia che ha consentito, in occasione della campagna natalizia, l’assunzione di un gruppo di detenuti. In questa circostanza sette di loro sono stati contrattualizzati per due mesi con il compito di preparare, all’interno del carcere, 10mila confezioni regalo contenenti i prodotti Callipo: confezioni che sono state poi vendute in occasione delle festività natalizie.

    «Crediamo molto in questo progetto di formazione e lavoro - spiega Pippo Callipo -. Un progetto che è stato accolto con entusiasmo e che abbiamo deciso di replicare. Vogliamo trasmettere un messaggio di speranza e di fiducia in un futuro migliore per i detenuti in un’ottica di reinserimento sociale. Ci auguriamo che questo possa diventare una catena virtuosa con il contributo di altre aziende del territorio che come noi credono nella collaborazione sociale». I detenuti-lavoratori sono stati formati in carcere dal personale del gruppo Callipo con l’obiettivo di trasferire loro le tecniche di confezionamento, ma anche i «valori e le linee guida cui tutti i lavoratori devono attenersi».

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