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Social network e fund raising, come cambia la politica

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A Catania il festival della geopolitica

Social network e fund raising, come cambia la politica

Si interroga sulle grandi sfide globali e sul rapporto tra politica e social network (dal caso Cambridge Analitics in poi) la seconda edizione del Festival della Geopolitica che si aprirà a Catania domani, venerdì, per iniziativa di Eastwest European Institute (EWEI). In diversi panel e workshop protagonisti del mondo della politica italiana ed europea cercheranno di mettere a fuoco le criticità del rapporto tra elettori e rappresentanti nelle istituzioni e tra politica e macchina burocratica.

Regista dell’operazione Giuseppe Scognamiglio, alle spalle un'importante carriera diplomatica, una lunga esperienza nel mondo del credito (vicepresidente di Unicredit), una candidatura nelle liste di Più Europa con Emma Bonino, ora imprenditore nel settore dell’editoria e della formazione come presidente di Eastewest European Institute. «L’anno scorso – ricorda Scognamiglio – il primo Festival della Geopolitica si è tenuto in concomitanza con il G7 a presidenza italiana di Taormina e ha visto la partecipazione di 2mila studenti che interagivano con l’ex presidente della Commissione Ue, Romano Prodi e con l’ex Alto rappresentante della Politica estera e di difesa Ue, Javier Solana». Quest’anno, spiega sempre il presidente di EWEI, «indagheremo le relazioni tra mondo della politica e burocrazia con l’ex premier, Enrico Letta collegato da Parigi ed Enrico Giovannini, già capo economista dell'Ocse e presidente dell'Istat prima di diventare ministro del Lavoro del Governo Monti; lo stesso faremo con Sylvie Goullard, già ministro della difesa e ora vicegovernatore della Banca centrale francese».

Un capitolo a parte non meno rilevante riguarda i meccanismi della raccolta del consenso e come i social network possono favorire questo o quel candidato. Cercheremo di capire – aggiunge Scognamiglio – a partire dal caso Cambridge Analitics come si sta sviluppando il rapporto tra rappresentati e rappresentanti e se il ruolo delle nuove tecnologie e dei social sia solo un episodio o sia invece destinato a modificare in modo strutturale le regole della politica; di questo parleremo con Riccardo Magi, eletto alla Camera nella lista uninominale di Più Europa con Enrico Letta e Christiane Dargnat, il fund raiser di Emanuel Macron».

Dargnat, osserva sempre il presidente di EWEI, ci racconterà anche come è stato possibile sconfiggere in Francia il populismo del Front national della Le Pen proprio con l'aiuto dei social network. «Sempre Dargnat – dice Scognamiglio- spiegherà come è riuscito in soli tre mesi a reperire finanziamenti per 16 milioni per la campagna di Macron quando il secondo candidato che ha raccolto più fondi, Fillon, ne ha ottenuti nello stesso periodo solo 2 milioni».

Un altro capitolo del Festival della Geopolitica riguarda la formazione, tema molto caro a EWEI che ha vari programmi per i giovani a cominciare dal Change the World Model United Nations, laboratorio formativo attraverso il quale viene riprodotto fedelmente il funzionamento degli organi delle Nazioni Unite che ogni anno si tiene a New York, Roma, Abu Dhabi e Barcellona. «Cerchiamo di formare i giovani - ricorda Scognamiglio – non solo per prepararli alle carriere internazionali, ma anche per dare loro gli strumenti da utilizzare nei negoziati economici con simulazioni nei board delle grandi aziende per le trattative e la gestione manageriale».

Tra i vari capitoli delle sfide globali non manca lo sport. «Ne discuteranno – preannuncia Scognamiglio – il direttore sportivo dell'Inter, Walter Sabbatini con due giornalisti sportivi per affrontare i rapporti tra calcio europeo e mondo finanziario globale (Cina, paesi del Golfo, Russia) ma soprattutto le carenze nel sistema di regole internazionali come si è evidenziato bene nella vicenda del giocatore brasiliano Neymar che è stato fatto acquistare come testimonial dal Comitato organizzatore dei mondiali di calcio del Qatar del 2020-2022 e poi prestato al Paris St Germain per aggirare le norme attuali». Un luogo, il Festival della Geopolitica, dove si cerca, dice alla fine Scognamiglio, di «allenare i giovani a interfacciarsi con le istituzioni, nella speranza di costruire le classi dirigenti del futuro». Ma sempre con il sorriso. Per quello ci sarà anche la “Geopolitica dei vignettisti”.

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