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Camere ferme in attesa delle commissioni: dimezzate le proposte di legge

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impasse in parlamento

Camere ferme in attesa delle commissioni: dimezzate le proposte di legge

Chiusa la partita dei sottosegretari e dei viceministri si apre adesso quella delle presidenze delle commissioni parlamentari. L’aver riempito le caselle del governo con il giuramento dei viceministri e sottosegretari consente ora di formare le Commissioni permanenti di Camera e Senato, e far partire l’attività legislativa. Un blocco di fatto andato avanti per quasi novanta giorni e che ha portato anche a un crollo delle proposte di legge presentate dai parlamentari: 1.180, quasi la metà delle 1.986 presentate nei primi 90 giorni della scorsa legislatura.

Commissioni, si parte la settimana prossima
Il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha fissato il termine di lunedì prossimo, alle 20, per la designazione dei componenti delle Commissioni da parte dei gruppi. I gruppi, infatti, hanno già ricevuto le “preferenze” dei rispettivi parlamentari. E ora dovranno effettuare le “limature” e gli eventuali spostamenti a seconda dell’importanza delle commissioni e degli equilibri tra maggioranza e opposizione.

Il risiko delle presidenze
Per la guida della commissione Bilancio al Senato, secondo quanto viene riferito da fonti parlamentari, viene dato in pole il 5S Daniele Pesco mentre alla Camera a presiederla potrebbe essere Claudio Borghi della Lega. In una logica di alternanza fra i due partiti di governo, la commissione Finanze della Camera potrebbe essere presieduta dalla deputata pentastellata Carla Ruocco mentre il leghista Alberto Bagnai potrebbe diventare il presidente a Palazzo Madama.

Fi e Pd superano il M5S e Lega
Delle 1.180 proposte di legge presentate, bisogna poi considerare che circa 400 sono in sostanza delle “fotocopie” di analoghe iniziative già presentate nella scorsa legislatura senza successo. I partiti finora più attivi nella presentazione sono stati Forza Italia (173 al Senato e 140 alla Camera) e Pd (173 alla Camera e 106 al Senato), che hanno superato i gruppo di maggioranza, numericamente più consistenti: M5S (12 al Senato e 102 alla Camera) e Lega (32 al Senato e 95 alla Camera).

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