In Italia continuano a diminuire gli sbarchi di migranti ma sale la quota di persone irregolari. Al primo gennaio del 2018 risultano 533mila stranieri privi di un valido permesso di soggiorno (l’8,7% dei presenti a fronte dell’8,2% dello scorso anno). E su 36mila espulsi nel 2017, solo 7.045 hanno lasciato l’Italia. È quanto emerge dal XXIV Rapporto Ismu sulle migrazioni 2018, presentato oggi a Milano. Un’indagine che consente di farsi un’idea del fenomeno migrazione in Italia, tema d’attualità, a partire dal “decreto sicurezza”.
È stata superata la soglia, simbolica, di uno straniero ogni dieci abitanti. Dopo la “crescita zero” del 2015, nell’anno scolastico 2016/17 gli alunni stranieri sono tornati ad aumentare e hanno raggiunto il numero di 826.000 (+11mila rispetto all'anno precedente), pari al 9,4% del totale della popolazione scolastica. È continuato, invece, il declino numerico degli italiani, che sono scesi sotto gli 8 milioni di iscritti.
Crescono gli immigrati in Italia, soprattutto la componente irregolare
Al primo gennaio 2018 gli stranieri presenti in Italia sarebbero 6 milioni e 108mila su una popolazione di 60 milioni e 484mila
residenti. Rispetto alla stessa data del 2017, l’incremento della popolazione straniera è stato del 2,5%, dovuto soprattutto
alla componente irregolare (+8,6%) alimentata dagli sbarchi sulle coste italiane.
(Fonte: stime ISMU su dati Istat)

Continua il calo degli sbarchi
Allo stesso tempo, nei primi sette mesi del 2018 è continuato il rallentamento degli sbarchi iniziato nella seconda metà del
2017 e che aveva portato alla fine dello scorso anno a un bilancio annuo dei nuovi arrivi di 119mila persone (-34% rispetto
al 2016). Mentre nel triennio 2014-2016 i beneficiari del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar)
erano raddoppiati e il numero di immigrati nelle strutture di accoglienza triplicato, nel corso del 2017 il loro incremento
è stato assai più contenuto: al 31 dicembre i presenti erano poco più di 180mila (a fronte dei 177mila alla fine del 2016),
la maggior parte dei quali nei Centri di accoglienza straordinaria (Cas).
533mila stranieri privi di un valido permesso di soggiorno
Al 1° gennaio 2018 in Italia si stima che vi siano 533mila stranieri privi di un valido permesso di soggiorno (l’8,7% dei
presenti a fronte dell’8,2% dello scorso anno). È una componente, rileva il report Ismu, la cui crescita è iniziata nel 2013,
quando si sono esauriti gli effetti dell’ultima sanatoria attivata l’anno prima dal Governo Monti. A rilanciare questa crescita
sono stati il consistente flusso di ingressi non autorizzati via mare intensificatosi a partire dal 2014, la frequente assenza
di una formale richiesta di protezione internazionale e i molteplici casi di diniego. Nel 2017 sono state esaminate oltre
80mila domande (10mila meno del 2016) e per sei migranti su dieci è stato negato il riconoscimento di uno status legale. Nel
complesso, non è stata riconosciuta alcuna forma di protezione a 47.839 persone (compresi gli irreperibili).
Ridimensionata la protezione sussidiaria
E se è vero che è cresciuto il numero di chi ha ottenuto lo status di rifugiato (l’8,5% nel 2017, contro il 5,5% dell'anno
precedente), è anche vero che si è fortemente ridimensionata la protezione sussidiaria: nel 2016 era stata concessa a oltre
11mila migranti e nel 2017 a poco meno di 6mila.
Dal Marocco più di un quarto di chi ha ricevuto un decreto di espulsione
Il numero di persone a cui è stato chiesto di lasciare il paese è rimasto contenuto, e ancora di più quello di coloro che
effettivamente l’hanno lasciato. Nel 2017 le prime sono state poco più di 36mila, la maggior parte maschi (94%): un dato che
colloca l’Italia al quinto posto tra i membri dell'Unione Europea, dopo Germania (97mila), Francia (85mila), Regno Unito (55mila)
e Grecia (46mila). Tra chi ha ricevuto un decreto di espulsione, più di un quarto dei maschi erano marocchini (28%), seguiti
da tunisini (20%), albanesi e algerini (entrambi oltre il 6%). Quanto alle donne, oltre un quarto erano nigeriane (26%), seguite
da cinesi (10%) e ucraine (9%). I cittadini di Paesi Terzi effettivamente rimpatriati sono stati solo 7.045 (19,4%), di cui
4.935 in modo forzato. Tra i rimpatriati, due terzi sono stati tunisini (2.070 casi, per il 94% rimpatri forzati), seguiti
da albanesi (1.230, per il 62% forzati), marocchini (1.005, per il 66% forzati) ed egiziani (400, per il 76% forzati). Nel
2017, i cittadini di paesi terzi rimpatriati rispetto agli intimati sono stati il 19,4%: più del 18,5% della Francia, ma meno
di Spagna (39,4%), Germania (48,6%) e Regno Unito (71,0%).
In migliaia. (Fonte: stime ISMU su dati Istat)

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