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Marocco, deserti da Oscar

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Marocco, deserti da Oscar

Un Tuareg e i suoi figli attraversano l'area di Erg Chebbi nel deserto del Sahara (foto Martin Harvey / Alamy / Milestone Media)
Un Tuareg e i suoi figli attraversano l'area di Erg Chebbi nel deserto del Sahara (foto Martin Harvey / Alamy / Milestone Media)

Sfondo esotico per ambientare thriller e commedie, il Marocco ha saputo ispirare registi di mezzo mondo. Grazie in parte al fascino del deserto, in parte all'atmosfera creata dal mix Europa - Africa. E a quei vicoli che, da soli, sono già una storia. Ecco alcune delle pellicole più celebri.

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CASABLANCA
Di Michael Curtiz,1942. Il film con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman creò il mito della città marocchina, anche se girato in Usa e infarcito di approssimazioni (l'attore Claude Rains, che interpreta il Capitano Louis Renault, esclama «siamo nel deserto!»). Si aggiudicò 3 Oscar, in Italia furono censurati alcuni segnali antifascisti.

L'UOMO CHE SAPEVA TROPPO
Di Alfred Hitchcock,1956. Con i magistrali James Stewart e Doris Day, il capolavoro di Alfred Hitchcock segue le peripezie nella Medina di Marrakech di una coppia inglese testimone di un omicidio che si vede rapire il figlio da sicari decisi ad assassinare un ambasciatore straniero nella
londinese Royal Albert Hall.

IL TÈ NEL DESERTO
Di Bernardo Bertolucci, 1990. Non poteva che iniziare a Tangeri questo film drammatico ispirato a un romanzo di Paul Bowles, scrittore americano che ha legato buona parte della vita a questo luogo. Con John Malkovich e Debra Winger, è la storia di una coppia di ricchi americani in crisi che puntano verso il Sahara. Quando lui muore, lei parte insieme con un gruppo di tuareg verso il Niger.

MAROCCO
Di Josef von Sternberg,1930. I nomi di Gary Cooper e Marlene Dietrich bastano a giustificare la fama di questo film americano su una cantante di cabaret che arriva nel Marocco spagnolo e si innamora di un legionario.

MARRAKECH EXPRESS
Di Gabriele Salvatores, 1989. Ha consacrato Gabriele Salvatores e una nuova generazione di attori (Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio, Giuseppe Cederna). Sorta di road movie fra Italia e Marocco, racconta di quattro giovani che si mettono in viaggio verso Marrakech per aiutare un loro amico di scorribande sessantottine incarcerato per possesso di droga. Ma non tutto è come sembra e il percorso prenderà pieghe inaspettate, dando modo ai protagonisti di ritrovare rapporti che negli anni si erano appannati.

I DUE LEGIONARI
Di James W. Horne, 1931. Uno dei gioielli del ciclo dell'inglese Stan Laurel e dell'americano Oliver Hardy. Stanlio e Ollio si arruolano nella Legione Straniera a causa di pene d'amore. La coppia si accorge pian piano che tutti gli arruolati sono lì per dimenticare la stessa donna, perfino il comandante. Numerose le allusioni al Marocco.

BABEL
Di Alejandro González Iñárritu, 2006. Si dipana tra le strade dell'Atlante l'episodio chiave dell'ultimo film di Iñárritu. Premiato a Cannes e ai Golden Globes. Una tata messicana, un ricco giapponese, una coppia yankee in crisi. Storie lontane che si incrociano quando un bambino marocchino prova su un pullman di turisti il mirino del fucile di papà.

IL VENTO E IL LEONE
Di John Milius, 1975. Con Sean Connery, Candice Bergen e Brian Keith. Ambientato in Marocco nel 1904: un famoso capo berbero del Rif (regione prevalentemente montuosa nel nord del Marocco), Mulay Ahmad al-Raysuni (detto anche "il Raisuli"), rapisce una vedova statunitense con i suoi figli e chiede come riscatto la libertà dal colonialismo franco-spagnolo. Per tentare di liberare la donna e la sua prole, intervengono allora i Marines inviati dal presidente Theodore Roosevelt.

24 aprile 2012

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