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Mediterraneo, 30 isole top: Corsica

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Mediterraneo, 30 isole top: Corsica

La spiaggia di Santa Giulia (foto Alamy/Milestone Media)
La spiaggia di Santa Giulia (foto Alamy/Milestone Media)

Ai tavoli del Le Pirate di Pierre Toussaint – sulla collina che scivola verso la sabbia fine e l'acqua cristallo di Capo Feno, a nord di Ajaccio – è facile avvistare le celebrities che passano l'estate in Corsica. Gente come Isabelle Adjani o Vincent Cassel, che viene qui per le bio-insalate, i formaggi di capra e l'aragosta di Cap Corse, per il tramonto su uno dei lidi più scenografici del sud dell'isola, dove il mare ha i colori da Caribe. E poi perché le paillote come questa – vecchi capanni da pesca divenuti ristorantini sulla sabbia, spartani o reinterpretati con tocchi di design e consolle per il dj – sono il vero emblema della nuova estate corsa: chic e informale.

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DA AJACCIO A ROCCAPINA
La costa dell'accidentata penisola tra il Golfo di Sagone e quello di Ajaccio, lambita dalla panoramica Route des Îles Sanguinaires, spezzata da cascate di roccia rossa e baie di rena dorata, è famosa per i migliori ristoranti sulla sabbia del sud corso. Alcuni offrono solo pochi tavoli di legno sotto tettoie di paglia sul mare, altri gazebo chic che grandi teli bianchi riparano da sguardi indiscreti. I più mondani organizzano feste e dj session, i più riservati chiedono agli ospiti di abbandonare per una sera i cellulari. Il più modaiolo è l'Ariadne (vai al sito), con il suo menu fusion di insalate vietnamite e wok di crostacei e i celebri dopocena tra musica live, balli da bagnasciuga e degustazioni nella nuova rhumerie con 32 etichette diverse. I tavoli più panoramici sono da Le Week-end (vai al sito), proprio di fronte alle piccole Îles Sanguinaires, quattro scogli oltre uno stretto braccio di mare dove la roccia di un rosso violento accoglie solo un faro e una torre genovese. Il menu è un trionfo di grigliate, tartare, aragoste alla brace. Più a sud, nel cuore dell'omonimo golfo, Ajaccio è la più francese delle città corse. Forse per la presenza un po' ingombrante del suo cittadino più celebre: Napoleone Bonaparte. A lui sono dedicati vie e piazze, mentre la casa natale, oggi Musée de la Maison Bonaparte, conserva mobili originali, armi, ritratti, e l'atto di battesimo del condottiero. Tappa d'obbligo al Museo Fesch, la più importante collezione di pittura italiana in Francia dopo quella del Louvre. Ajaccio è perfetta anche per lo shopping. La charcuterie corsa si trova da U Stazzu, che la produce in proprio con la carne dei maiali di famiglia, nutriti con ghiande e castagne di montagna. Da Délices et Santé si acquistano invece delicatessen bio. La boutique La Table de Valérie propone mobili, tovaglie e accessori firmati Flamant, Alessi, Sonia Rykiel o Mariage. Coltelli artigianali – nei classici modelli dei pastori corsi o dalle moderne linee di design – si trovano alla Coutellerie de La Gravona. Gli indirizzi migliori per dormire sono invece fuori dalle vie eleganti di Ajaccio, nei tanti paesini dell'entroterra. Come Châtelet de Campo (vai al sito), maison d'hôtes ricavata da un'antica casa in pietra a Campo, il più piccolo comune còrso, qualche chilometro a sudest. Da prenotare la Suite & Loggia, una grande camera con parquet, mobili d'antan, camino e un assolato terrazzino. O il Carpe Diem Palazzu (vai al sito), raffinata dimora d'epoca a Suarella, verso est, trasformata in hotel di charme: appena sei suite restaurate con grande cura: tende di taffetà, antiche imposte divenute testiere da letto e finestre-specchiera. Più a sud la costa offre lidi solitari, come la Baia di Cupabia con la sua grande spiaggia chiusa dalla macchia, amata dai velisti perché protetta dai venti. Ma anche paradisi per sub come le "cattedrali" di Porto Pollo, pinnacoli di roccia che si toccano già a dieci metri di profondità. Dopo Campomoro – classica cittadina corsa con la sua torre genovese e il piccolo porto – si allarga Baia di Valinco. Qui c'è uno degli indirizzi più chic dell'isola, l'Hôtel Marinca (vai al sito). I proprietari, William Laurent e la figlia Géraldine Floriani, hanno voluto le camere come un viaggio tra Paesi lontani. C'è il riad marocchino, stanze in stile africano, altre dedicate al design e una suite con la jacuzzi con cromoterapia in terrazza. Sempre nel golfo, tra Capo di Muro e Capo Nero, a Cala d'Orzu, la paillote Chez Eric prepara solo pesce in arrivo dai pescherecci locali. Ancora più a sud ci s'imbatte nella spiaggia di Roccapina, una lama di sabbia in un teatro di pareti calcaree e rocce zoomorfe.

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DA BONIFACIO A PONTE VECCHIO
Le falesie più spettacolari stanno qualche chilometro più giù. Dove, davanti al mare che la separa dalla Sardegna, la Corsica si fa maestosa e inaccessibile. Le scogliere alte e bianche precipitano in mare e la cittadina medievale di Bonifacio, sull'orlo del salto, veglia come una vedetta. Si arriva all'acqua su una scala di pietra. Il molo è una galleria di locali e ristorantini. Per i gourmet, tappa a Le Voiler, con cucina del territorio reinterpretata tra carré di dentice alla provenzale e crème brûlée al basilico. Sulla spiaggia di Maora, Le Gregale ha un menu tutto mare secondo il pescato del giorno. Poco lontano, U Capo Biancu (vai al sito) è un raffinato hotel di charme con una spiaggia privata e una scenografica piscina tra le rocce. Le camere dai nomi di donna (Josephine, Stella, Aurore…) hanno arredi eclettici, mix di pezzi etnici, oggetti di recupero come i vecchi stipiti usati per cabine armadio e testiere, legno lavorato dal mare e vasche da bagno vintage. Risalendo la costa, lungo il versante occidentale, si raggiunge il golfo di Sant'Amanza, il tratto di litorale che custodisce le spiagge più scenografiche di tutta la Corsica. Sono rocce di candido calcare levigato dalle onde e sabbia bianca e finissima che esalta tutti i toni del blu; dal turchese al cobalto, dal celeste all'indaco. Colori che hanno guadagnato a questo litorale la nomea di Polinesia del Mediterraneo. La spiaggia di Rondinara è un ferro di cavallo lambito da un mare turchese, Santa Giulia una laguna chiusa da cordoni di sabbia candida. E a Palombaggia la rena d'un bianco abbagliante dialoga con rocce rosse e mare cobalto. Sorge tra i pini il design hotel Casadelmar (con ristorante gourmet, vai al sito) e il Belvédère, dove assaggiare pesce e crostacei alla griglia. Appena a nord, quasi a Porto Vecchio, le Cabanon Bleu (vai al sito), su un lido selvaggio, offre sul deck tartara di tonno con avocado, sorbetto al wasabi e wok di cappesante con pâté di legumi. In pratica, la nuova, perfetta paillote.

18 luglio 2012

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