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L’evoluzione dell’obbligazionario in ESG

L’evoluzione dell’obbligazionario in ESG

Samuel Mary, Analista ESG, e Lorenzo Brunelli, ESG product strategist, di PIMCO

Il mercato globale delle obbligazioni sostenibili è cresciuto e si è evoluto in modo sostanziale negli ultimi anni. PIMCO riconosce gli effetti che il cambiamento climatico avrà sull’economia globale e offre agli investitori, per il tramite delle loro allocazioni obbligazionarie, strumenti e soluzioni d’investimento per gestire i rischi legati al clima e trarre benefici dalle opportunità associate alla transizione a un’economia con zero emissioni di gas serra nette.

Un trend particolarmente importante è quello della crescita delle emissioni obbligazionarie certificate ESG che si stanno diffondendo nei diversi settori e nelle varie aree geografiche; questo trend favorisce la transizione a un’economia più sostenibile ma anche lo sviluppo da parte di case di gestione come PIMCO di portafogli più diversificati e robusti.

I green bond, i social bond, i sustainability bond e i sustainability-linked bond fanno tutti parte dell’universo delle obbligazioni certificate ESG ma con importanti differenze. I green, social e sustainability bond sono obbligazioni con destinazione dei proventi, ossia i cui proventi sono impiegati per lo sviluppo di specifici progetti tra cui energia rinnovabile, edifici green, infrastrutture di base o iniziative per la salute e la sicurezza. Uno dei principali benefici delle obbligazioni con destinazione dei proventi, dalla prospettiva dell’investitore, è la maggiore informativa fornita dall’emittente; quest’ultimo, a suo turno, ottiene il capitale necessario per lo sviluppo della propria strategia di sostenibilità.

I sustainability-linked bond sono un’evoluzione più recente che sta rapidamente guadagnando interesse, con emissioni totali che sono decuplicate nel 2021 rispetto all’anno precedente; un mercato che verosimilmente si svilupperà ulteriormente negli anni a venire. Questo nuovo tipo di obbligazioni non sono specificatamente dedicate a facilitare progetti ambientali e/o sociali bensì sono strumenti dotati di caratteristiche finanziare (e strutturali) che possono variare a seconda del raggiungimento di obiettivi di sostenibilità predefiniti. I sustainability-linked bond sostanzialmente rafforzano l’impegno degli emittenti per la sostenibilità legandolo a specifiche condizioni finanziarie (come ad esempio l’aumento del coupon nel caso di mancato raggiungimento di – predeterminati – obiettivi di sostenibilità).

PIMCO reputa cruciale che una strategia sostenibile ben articolata non si limiti solo al debito certificato ESG. Se così fosse non sarebbe ottimale, secondo PIMCO, in quanto si perderebbero interessanti opportunità offerte sui mercati obbligazionari, soprattutto da parte di quegli emittenti che non sono attualmente nella posizione di emettere strumenti dedicati. Questi sono ad esempio emittenti di “green bonds senza certificazione”; ovvero emissioni di società che fanno parte di settori strutturalmente caratterizzati da basse emissioni di CO2 (e.g. società che fabbricano pannelli solari o che si occupano di trasporto ferroviario passeggeri elettrificato). Si tratta di società pure play o pressoché pure play, e sebbene possano non emettere obbligazioni verdi certificate, le loro attività sono tuttavia importanti per sostenere la transizione a un’economia a basse emissioni di gas serra. Un’altra categoria particolarmente importante è quella dei “climate leaders”, ovvero emittenti che riteniamo essere all’avanguardia nella transizione verso l’azzeramento delle emissioni nette di anidride carbonica.

Per qualsiasi di questi tipi di obbligazioni è cruciale un’approfondita e completa valutazione. Avere una certificazione non sempre significa alta qualità. Serve un gran lavoro di analisi, compito del team di analisti ESG dedicato di PIMCO, per conoscere a fondo le caratteristiche ESG di ogni singolo emittente e di ogni singola emissione obbligazionaria.

Tutti gli investimenti comportano rischi e possono subire perdite di valore. L’investimento nel mercato obbligazionario è soggetto a taluni rischi, tra cui il rischio di mercato, di tasso d’interesse, di emittente, di credito, di inflazione e di liquidità. Il valore della maggior parte delle obbligazioni e delle strategie obbligazionarie varia in funzione delle fluttuazioni dei tassi d’interesse. Le obbligazioni e le strategie obbligazionarie con duration più lunga tendono a evidenziare una maggiore sensibilità e volatilità rispetto a quelle con duration più breve. Di norma, i prezzi delle obbligazioni diminuiscono in caso di aumento dei tassi d’interesse e i contesti di bassi tassi d’interesse fanno aumentare tale rischio. Le riduzioni di capacità delle controparti obbligazionarie possono contribuire al calo della liquidità del mercato e all’aumento della volatilità dei prezzi. Al momento del rimborso gli investimenti obbligazionari possono avere un valore superiore o inferiore al costo iniziale. Le obbligazioni indicizzate all’inflazione di emittenti governativi sono titoli a reddito fisso la cui quota capitale viene modificata periodicamente in funzione del tasso di inflazione; il valore di tali titoli diminuisce in caso di aumento dei tassi d’interesse reali. I TIPS sono obbligazioni indicizzate all’inflazione emesse dal governo statunitense. Le materie prime sono caratterizzate da un rischio maggiore, in termini di rischio di mercato, politico, regolamentare e connesso a eventi naturali e possono non essere idonee per tutti gli investitori. Il valore delle azioni può diminuire a causa delle condizioni di mercato, economiche e industriali sia reali che percepite. Il valore degli immobiliari e dei portafogli che investono nel settore immobiliare può variare a causa di perdite dovute a danni o espropriazioni, mutamenti delle condizioni economiche locali e generali, domanda e offerta, tassi d’interesse, aliquote d’imposta sugli immobili, limiti normativi ai canoni di affitto, leggi sulla zonizzazione e spese operative. L’investimento in titoli domiciliati all’estero e/o denominati in valute estere può comportare elevati rischi dovuti alle fluttuazioni valutarie, nonché rischi economici e politici che possono risultare più accentuati nei mercati emergenti. I tassi di cambio possono registrare fluttuazioni significative nel breve periodo e possono ridurre i rendimenti di un portafoglio. Il credito privato comporta l’investimento in titoli non scambiati in borsa che sono soggetti al rischio di illiquidità. I portafogli che investono nel credito privato possono essere in leva e comportare pratiche di investimento speculative che aumentano il rischio di perdita dell’investimento. La diversificazione non garantisce l’assenza di perdite. Con rischio di gestione si intende il rischio che le tecniche d’investimento e le analisi del rischio impiegate da PIMCO non producano i risultati desiderati e che alcune politiche o determinati sviluppi possano incidere sulle tecniche d’investimento a disposizione di PIMCO nella gestione della strategia.

Le affermazioni relative alle tendenze dei mercati finanziari o alle strategie di portafoglio sono basate sulle condizioni di mercato correnti, che sono soggette a variazioni. Non sussiste alcuna garanzia che le suddette strategie di investimento si rivelino efficaci in tutte le condizioni di mercato o che siano idonee a tutti gli investitori. Ciascun investitore è tenuto a valutare la propria capacità di investimento a lungo termine, in particolare nei periodi di flessione del mercato Si consiglia agli investitori di rivolgersi al proprio professionista degli investimenti prima di prendere qualsiasi decisione di investimento. Le prospettive e le strategie possono variare senza preavviso.

Le previsioni, le stime e talune informazioni contenute nel presente documento sono basate su ricerche proprietarie e non devono essere considerate alla stregua di una consulenza di investimento o di una raccomandazione in favore di particolari titoli, strategie o prodotti di investimento. Non viene fornita alcuna garanzia in merito al conseguimento dei risultati.

L’investimento ESG è di natura qualitativa e soggettiva e non vi è alcuna garanzia che i fattori utilizzati da PIMCO o qualsiasi giudizio esercitato da PIMCO riflettano le opinioni di un particolare investitore e i fattori utilizzati da PIMCO possono differire dai fattori che ogni particolare investitore ritiene rilevanti nella valutazione delle pratiche ESG di un emittente. Nella valutazione di un emittente, PIMCO dipende dalle informazioni e dai dati ottenuti tramite segnalazioni volontarie o di terze parti che potrebbero essere incomplete, imprecise o non disponibili o presentare informazioni e dati contrastanti rispetto a un emittente, che in ogni caso potrebbero causare a PIMCO un’errata valutare le pratiche commerciali di un emittente rispetto alle sue pratiche ESG. Le norme socialmente responsabili variano in base alla regione e le pratiche ESG di un emittente o la valutazione di PIMCO delle pratiche ESG di un emittente possono cambiare nel tempo. Non vi è alcuna garanzia che la strategia o le tecniche di investimento ESG impiegate avranno successo.

PIMCO in generale fornisce servizi a investitori istituzionali, intermediari finanziari e istituzioni qualificate. Si consiglia agli investitori individuali di rivolgersi al proprio consulente finanziario per valutare le opzioni d’investimento più adeguate alla propria situazione finanziaria. Il presente documento riporta le opinioni del gestore, che possono essere soggette a variazioni senza preavviso. Questo materiale viene distribuito unicamente a scopo informativo e non deve essere considerato alla stregua di una consulenza d’investimento o di una raccomandazione in favore di particolari titoli, strategie o prodotti d’investimento. Le informazioni contenute nel presente materiale sono state ottenute da fonti ritenute attendibili, ma non si rilascia alcuna garanzia in merito. Nessuna parte del presente materiale può essere riprodotta in alcuna forma o citata in altre pubblicazioni senza espressa autorizzazione scritta.

PIMCO Europe GmbH (società n. 192083, Seidlstr.24-24a, 80335 Monaco, Germania) e la filiale italiana di PIMCO Europe GmbH (società n. 10005170963) sono autorizzate e regolamentate dall’Autorità di vigilanza finanziaria federale tedesca (BaFin) (Marie-Curie-Str. 24-28, 60439 Francoforte sul Meno) in Germania dall’Autorità di vigilanza finanziaria federale tedesca (BaFin) (Marie-Curie-Str. 24-28, 60439 Francoforte sul Meno) ai sensi dell’articolo 15 della Legge tedesca in materia di intermediari finanziari (WpIG). La filiale italiana è inoltre soggetta alla supervisione della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB) ai sensi del Testo Unico della Finanza italiano e della relativa normativa di attuazione. PIMCO Europe GmbH non fornisce servizi di investimento direttamente a clienti al dettaglio. PIMCO è un marchio depositato di Allianz Asset Management of America L.P. negli Stati Uniti e nel resto del mondo. 2022, PIMCO.

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Investimenti, il Secular Outlook PIMCO: meglio puntare sulla resilienza che sui rendimenti

Investimenti, il Secular Outlook PIMCO: meglio puntare sulla resilienza che sui rendimenti

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha accelerato i già veloci mutamenti nello scenario macroeconomico, aggiungendo tensioni e incertezze. E con una possibile nuova recessione nel medio termine e attese contenute nell’orizzonte secolare, è necessario valutare le nuove opportunità e ripensare alle strategie

Transizione ecologica, digitalizzazione e tensioni e mutamenti sociali sono ormai divenuti temi centrali di un mondo in rapidissima evoluzione, nel quale i già incerti scenari macroeconomici legati alla ripresa e alla ripartenza post-pandemia hanno subito un nuovo e imprevisto sconvolgimento con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Che oltre ad aver provocato un terremoto sui mercati mondiali a causa dei timori legati a possibili ripercussioni dal punto di vista delle forniture energetiche e alimentari, ha avuto riflessi anche per quanto riguarda la massiccia applicazione delle sanzioni economiche da parte dell’Occidente nei confronti di Mosca, che hanno però inciso anche sui rapporti internazionali non solo con il Cremlino ma anche con la Cina, che da anni lavora incessantemente per guadagnare un posto di primo piano nel panorama geopolitico. E che potrebbero velocizzare la frattura già in atto e il passaggio da un mondo ormai sostanzialmente unipolarmente legato agli Stati Uniti a un bipolarismo – se non addirittura a un multipolarismo – dal punto di vista politico, economico e sociale.

Temi e mutamenti, questi, intensamente dibattuti durante il recente Secular Forum annuale di PIMCO alla presenza dei professionisti degli investimenti, dei relatori ospiti e del Global Advisory Board della società. La conclusione della tre giorni di studi è stata che in questo momento storico, in cui gli scenari geopolitici globali, l’estrema volatilità dei mercati e il mutato scenario per quanto riguarda l’inflazione contribuiscono ad aumentare le tensioni, le strategie d’investimento dovrebbero essere orientate non tanto alla corsa ai rendimenti quanto alla resilienza dei portafogli, che dovranno essere opportunamente diversificati.

Con i rischi reali di conflitti non più relegati nelle regioni più remote del pianeta, secondo le conclusioni del Secular Outlook di PIMCO, i governi e le imprese tenderanno sempre maggiormente a investire in sicurezza e nella capacità di far fronte agli imprevisti. Da un lato, dal punto di vista governativo (soprattutto in Europa, ma non solo), incrementando le spese per la Difesa e investendo nella disponibilità energetica e in quella alimentare. Dall’altro, per quanto riguarda le imprese, nello sviluppo di filiere produttive meno soggette agli sbalzi del quadro geopolitico: in parte ricollocando la produzione dai Paesi in via di sviluppo ad aree più vicine al mercato domestico e meno esposte a eventuali crisi, e dall’altro attraverso una diversificazione globale della produzione.

Ciononostante, le conclusioni del Secular Outlook di PIMCO rilevano nei prossimi due anni un elevato rischio di recessione a causa delle turbolenze geopolitiche e della crescita dell’inflazione che erode il reddito reale disponibile per le famiglie, ai quali si aggiungono gli interventi delle banche centrali sui tassi. In questo scenario, qualora dovesse concretizzarsi una nuova fase recessiva (che gli analisti della società ritengono non sarà comunque profonda come quella del 2008 o improvvisa come quella del 2020), la previsione è che la risposta monetaria sarà più contenuta e meno immediata, e per questo la recessione potrebbe essere più prolungata e la ripresa meno intensa.

Secondo PIMCO, tutti questi fattori inducono ad attese di rendimenti contenuti degli investimenti nell’orizzonte secolare, motivo per cui bisognerebbe privilegiare, rispetto alla corsa agli investimenti, la costruzione di portafogli con allocazioni più robuste e capaci di maggior resilienza di fronte alle incertezze sia sul versante macroeconomico e di mercato, sia per quanto riguarda il sostegno da parte delle banche centrali.

Le conclusioni del Secular Outlook di PIMCO rilevano quindi che in questo scenario gli investimenti obbligazionari “dovrebbero svolgere un ruolo importante nel conferire resilienza in portafogli diversificati”, mentre le strategie di credito privato potrebbero essere “un interessante complemento alle allocazioni nel credito sui mercati pubblici”, puntando “a offrire liquidità, anziché domandarla, in periodi di tensione sui mercati del credito”. E se i mercati azionari offriranno verosimilmente minori rendimenti in prospettiva rispetto a quelli del periodo post-crisi, “i titoli del Tesoro americano indicizzati all’inflazione (TIPS), le materie prime e investimenti globali selezionati indicizzati all’inflazione” potranno offrire una valida alternativa, così come il settore immobiliare “soprattutto nei segmenti del multifamiliare e del self-storage”. Valide opportunità, conclude il documento, potrebbero però essere offerte anche dai mercati emergenti, ma “sottolineiamo l’importanza della selezione attiva capace di distinguere i probabili vincitori dai perdenti in contesti d’investimento difficili”.

Tutti gli investimenti comportano rischi e possono subire perdite di valore. L’investimento nel mercato obbligazionario è soggetto a taluni rischi, tra cui il rischio di mercato, di tasso d’interesse, di emittente, di credito, di inflazione e di liquidità. Il valore della maggior parte delle obbligazioni e delle strategie obbligazionarie varia in funzione delle fluttuazioni dei tassi d’interesse. Le obbligazioni e le strategie obbligazionarie con duration più lunga tendono a evidenziare una maggiore sensibilità e volatilità rispetto a quelle con duration più breve. Di norma, i prezzi delle obbligazioni diminuiscono in caso di aumento dei tassi d’interesse e i contesti di bassi tassi d’interesse fanno aumentare tale rischio. Le riduzioni di capacità delle controparti obbligazionarie possono contribuire al calo della liquidità del mercato e all’aumento della volatilità dei prezzi. Al momento del rimborso gli investimenti obbligazionari possono avere un valore superiore o inferiore al costo iniziale. Le obbligazioni indicizzate all’inflazione di emittenti governativi sono titoli a reddito fisso la cui quota capitale viene modificata periodicamente in funzione del tasso di inflazione; il valore di tali titoli diminuisce in caso di aumento dei tassi d’interesse reali. I TIPS sono obbligazioni indicizzate all’inflazione emesse dal governo statunitense. Le materie prime sono caratterizzate da un rischio maggiore, in termini di rischio di mercato, politico, regolamentare e connesso a eventi naturali e possono non essere idonee per tutti gli investitori. Il valore delle azioni può diminuire a causa delle condizioni di mercato, economiche e industriali sia reali che percepite. Il valore degli immobiliari e dei portafogli che investono nel settore immobiliare può variare a causa di perdite dovute a danni o espropriazioni, mutamenti delle condizioni economiche locali e generali, domanda e offerta, tassi d’interesse, aliquote d’imposta sugli immobili, limiti normativi ai canoni di affitto, leggi sulla zonizzazione e spese operative. L’investimento in titoli domiciliati all’estero e/o denominati in valute estere può comportare elevati rischi dovuti alle fluttuazioni valutarie, nonché rischi economici e politici che possono risultare più accentuati nei mercati emergenti. I tassi di cambio possono registrare fluttuazioni significative nel breve periodo e possono ridurre i rendimenti di un portafoglio. Il credito privato comporta l’investimento in titoli non scambiati in borsa che sono soggetti al rischio di illiquidità. I portafogli che investono nel credito privato possono essere in leva e comportare pratiche di investimento speculative che aumentano il rischio di perdita dell’investimento. La diversificazione non garantisce l’assenza di perdite. Con rischio di gestione si intende il rischio che le tecniche d’investimento e le analisi del rischio impiegate da PIMCO non producano i risultati desiderati e che alcune politiche o determinati sviluppi possano incidere sulle tecniche d’investimento a disposizione di PIMCO nella gestione della strategia.

Le affermazioni relative alle tendenze dei mercati finanziari o alle strategie di portafoglio sono basate sulle condizioni di mercato correnti, che sono soggette a variazioni. Non sussiste alcuna garanzia che le suddette strategie di investimento si rivelino efficaci in tutte le condizioni di mercato o che siano idonee a tutti gli investitori. Ciascun investitore è tenuto a valutare la propria capacità di investimento a lungo termine, in particolare nei periodi di flessione del mercato Si consiglia agli investitori di rivolgersi al proprio professionista degli investimenti prima di prendere qualsiasi decisione di investimento. Le prospettive e le strategie possono variare senza preavviso.

Le previsioni, le stime e talune informazioni contenute nel presente documento sono basate su ricerche proprietarie e non devono essere considerate alla stregua di una consulenza di investimento o di una raccomandazione in favore di particolari titoli, strategie o prodotti di investimento. Non viene fornita alcuna garanzia in merito al conseguimento dei risultati.

PIMCO in generale fornisce servizi a investitori istituzionali, intermediari finanziari e istituzioni qualificate. Si consiglia agli investitori individuali di rivolgersi al proprio consulente finanziario per valutare le opzioni d’investimento più adeguate alla propria situazione finanziaria. Il presente documento riporta le opinioni del gestore, che possono essere soggette a variazioni senza preavviso. Questo materiale viene distribuito unicamente a scopo informativo e non deve essere considerato alla stregua di una consulenza d’investimento o di una raccomandazione in favore di particolari titoli, strategie o prodotti d’investimento. Le informazioni contenute nel presente materiale sono state ottenute da fonti ritenute attendibili, ma non si rilascia alcuna garanzia in merito. Nessuna parte del presente materiale può essere riprodotta in alcuna forma o citata in altre pubblicazioni senza espressa autorizzazione scritta.

PIMCO Europe GmbH (società n. 192083, Seidlstr.24-24a, 80335 Monaco, Germania) e la filiale italiana di PIMCO Europe GmbH (società n. 10005170963) sono autorizzate e regolamentate dall’Autorità di vigilanza finanziaria federale tedesca (BaFin) (Marie-Curie-Str. 24-28, 60439 Francoforte sul Meno) in Germania dall’Autorità di vigilanza finanziaria federale tedesca (BaFin) (Marie-Curie-Str. 24-28, 60439 Francoforte sul Meno) ai sensi dell’articolo 15 della Legge tedesca in materia di intermediari finanziari (WpIG). La filiale italiana è inoltre soggetta alla supervisione della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB) ai sensi del Testo Unico della Finanza italiano e della relativa normativa di attuazione. PIMCO Europe GmbH non fornisce servizi di investimento direttamente a clienti al dettaglio. PIMCO è un marchio depositato di Allianz Asset Management of America L.P. negli Stati Uniti e nel resto del mondo. 2022, PIMCO.

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Principali conclusioni del nuovo Outlook di PIMCO: Raggiungere la resilienza

Principali conclusioni del nuovo Outlook di PIMCO: Raggiungere la resilienza

Di JOACHIM FELS, Managing Director e Consulente Economico Globale, ANDREW BALLS Managing Director e CIO delle strategie obbligazionariegGlobali, DANIEL J. IVASCYN, Global CIO di PIMCO.

Crediamo che cicli economici più brevi, elevata volatilità e risposte più flebili da parte delle autorità richiedano di focalizzarsi sulla resilienza dei portafogli anziché fare la corsa ai rendimenti.

Il mondo si sta frammentando. La fratturazione era già in corso con l’ascesa della Cina al ruolo di primario soggetto economico e geopolitico e l’atteggiamento scettico nei suoi confronti da parte dei governi occidentali. La guerra in Ucraina e le misure adottate per rispondervi stanno ampliando le fratture geopolitiche e potrebbero accelerare il passaggio da un mondo unipolare a uno bipolare o multipolare.

Nel nostro Outlook trattiamo di questa e di altre fondamentali tendenze che interessano l’economia, i mercati nonché la politica monetaria e fiscale a livello globale e si riflettono nelle nostre previsioni sulle prospettive nell’orizzonte a cinque anni che indirizzano il nostro posizionamento di portafoglio. Di seguito riportiamo una sintesi delle nostre view.

Medio termine: rischi di recessione elevati

Ravvisiamo un elevato rischio di recessione nell’orizzonte dei prossimi due anni alla luce del maggior potenziale di turbolenze sul versante geopolitico, dell’inflazione ostinatamente alta che riduce il reddito reale disponibile delle famiglie e della determinazione delle banche centrali a concentrarsi prima di tutto sulla lotta all’inflazione, che in aggiunta al netto inasprimento delle condizioni finanziarie già osservato aumenta il rischio di incidenti finanziari.

Inoltre, quando arriverà l’eventuale prossima recessione ci aspettiamo che la risposta monetaria e fiscale sarà più contenuta e ritardata in confronto alle ultime recessioni, quando l’inflazione non era una preoccupazione e i debiti pubblici e i bilanci delle banche centrali erano meno ingrossati.

Sebbene per molte ragioni riteniamo improbabile che sarà profonda come la Grande Recessione del 2008 o un repentino stop come la crisi del COVID nel 2020, la prossima recessione potrebbe però essere più prolungata e/o la successiva ripresa potrebbe essere più fiacca per una risposta meno vigorosa da parte di banche centrali e governi.

Tema secolare: Raggiungere la resilienza

In un mondo più diviso, crediamo che governi e imprese punteranno sempre più alla sicurezza e alla resilienza:

Con il rischio di conflitto militare divenuto più reale dopo l’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina, molti governi – soprattutto in Europa ma anche altrove – hanno annunciato piani di aumento delle spese per la difesa e degli investimenti negli ambiti della sicurezza sia energetica che alimentare.

Molte imprese si adoperano per sviluppare filiere produttive più resilienti attraverso la diversificazione globale, il ricollocamento degli impianti in aree più vicine al mercato domestico e in paesi amici. Iniziative di questo tipo erano già in corso a seguito delle tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina e dopo che la pandemia di COVID ha dimostrato la fragilità di catene del valore tortuose, ed è probabile che si intensificheranno dato il contesto geopolitico di maggiore insicurezza.

Inoltre, in risposta ai rischi legati al clima e alla crisi del COVID, la maggior parte dei governi e molte imprese hanno già incrementato le iniziative di mitigazione e adattamento al riscaldamento globale e quelle volte a migliorare la sicurezza sanitaria di cittadini e dipendenti.

Temi d’investimento

Guardando al futuro, anziché fare la corsa ai rendimenti crediamo che nella costruzione dei portafogli gli investitori si adopereranno per ottenere allocazioni più robuste e rafforzare la resilienza a fronte di un contesto di maggiore incertezza per la volatilità macroeconomica e di mercato, nonché più incerto sul versante del sostegno da parte delle banche centrali. Da parte nostra, punteremo a potenziare la resilienza dei portafogli che gestiamo per conto dei clienti e a trarre benefici nelle fasi di volatilità dei mercati.

Le valutazioni di partenza – anche dopo la debolezza osservata sui mercati degli attivi nei recenti mesi – e le nostre previsioni di un contesto macroeconomico e di mercato più volatile inducono ad attese realistiche di rendimenti contenuti sui mercati degli attivi nell’orizzonte secolare.

Ciò detto, i rendimenti degli indici di riferimento delle obbligazioni core si sono ripresi dai minimi dell’epoca COVID e nel nostro scenario di base riteniamo che i mercati a termine scontino già quello che verosimilmente sarà il valore massimo dei tassi ufficiali per i diversi paesi nell’orizzonte secolare, o valori prossimi ad esso.

Prevediamo rendimenti positivi per la maggior parte degli indici di riferimento obbligazionari nell’orizzonte secolare e gli investimenti in obbligazioni, a livelli di rendimento più elevato, dovrebbero svolgere un ruolo importante nel conferire resilienza in portafogli diversificati.

Crediamo che le strategie di credito privato possano essere un interessante complemento alle allocazioni nel credito sui mercati pubblici, benché osserviamo degli eccessi in alcuni di questi spazi. Intendiamo privilegiare il credito societario di qualità superiore e punteremo a offrire liquidità, anziché domandarla, in periodi di tensione sui mercati del credito.

A fronte di maggiori pressioni inflazionistiche, riteniamo che i titoli del Tesoro americano indicizzati all’inflazione (TIPS), le materie prime e investimenti globali selezionati indicizzati all’inflazione offrano una copertura di prezzo ragionevole. Anche l’immobiliare può fungere da copertura dall’inflazione soprattutto nei segmenti del multifamiliare e del self-storage, in cui le locazioni sono in genere di durata inferiore all’anno.

Crediamo che verosimilmente i mercati azionari offriranno in prospettiva minori rendimenti per gli investitori rispetto a quelli del periodo successivo alla crisi finanziaria globale e questo avvalora la nostra focalizzazione sulla qualità e l’importanza di un’attenta selezione.

Ci aspettiamo che i mercati emergenti offrano valide opportunità ma sottolineiamo l’importanza della selezione attiva capace di distinguere i probabili vincitori dai perdenti in contesti d’investimento difficili.

Per saperne di più leggi l’Outlook completo qui.

Tutti gli investimenti comportano rischi e possono subire perdite di valore. L’investimento nel mercato obbligazionario è soggetto a taluni rischi, tra cui il rischio di mercato, di tasso d’interesse, di emittente, di credito, di inflazione e di liquidità. Il valore della maggior parte delle obbligazioni e delle strategie obbligazionarie varia in funzione delle fluttuazioni dei tassi d’interesse. Le obbligazioni e le strategie obbligazionarie con duration più lunga tendono a evidenziare una maggiore sensibilità e volatilità rispetto a quelle con duration più breve. Di norma, i prezzi delle obbligazioni diminuiscono in caso di aumento dei tassi d’interesse e i contesti di bassi tassi d’interesse fanno aumentare tale rischio. Le riduzioni di capacità delle controparti obbligazionarie possono contribuire al calo della liquidità del mercato e all’aumento della volatilità dei prezzi. Al momento del rimborso gli investimenti obbligazionari possono avere un valore superiore o inferiore al costo iniziale. Le obbligazioni indicizzate all’inflazione di emittenti governativi sono titoli a reddito fisso la cui quota capitale viene modificata periodicamente in funzione del tasso di inflazione; il valore di tali titoli diminuisce in caso di aumento dei tassi d’interesse reali. I TIPS sono obbligazioni indicizzate all’inflazione emesse dal governo statunitense. Le materie prime sono caratterizzate da un rischio maggiore, in termini di rischio di mercato, politico, regolamentare e connesso a eventi naturali e possono non essere idonee per tutti gli investitori. Il valore delle azioni può diminuire a causa delle condizioni di mercato, economiche e industriali sia reali che percepite. Il valore degli immobiliari e dei portafogli che investono nel settore immobiliare può variare a causa di perdite dovute a danni o espropriazioni, mutamenti delle condizioni economiche locali e generali, domanda e offerta, tassi d’interesse, aliquote d’imposta sugli immobili, limiti normativi ai canoni di affitto, leggi sulla zonizzazione e spese operative. L’investimento in titoli domiciliati all’estero e/o denominati in valute estere può comportare elevati rischi dovuti alle fluttuazioni valutarie, nonché rischi economici e politici che possono risultare più accentuati nei mercati emergenti. Il credito privato comporta l’investimento in titoli non scambiati in borsa che sono soggetti al rischio di illiquidità. I portafogli che investono nel credito privato possono essere in leva e comportare pratiche di investimento speculative che aumentano il rischio di perdita dell’investimento. La diversificazione non garantisce l’assenza di perdite.

Le affermazioni relative alle tendenze dei mercati finanziari o alle strategie di portafoglio sono basate sulle condizioni di mercato correnti, che sono soggette a variazioni. Non sussiste alcuna garanzia che le suddette strategie di investimento si rivelino efficaci in tutte le condizioni di mercato o che siano idonee a tutti gli investitori. Ciascun investitore è tenuto a valutare la propria capacità di investimento a lungo termine, in particolare nei periodi di flessione del mercato Si consiglia agli investitori di rivolgersi al proprio professionista degli investimenti prima di prendere qualsiasi decisione di investimento. Le prospettive e le strategie possono variare senza preavviso.

PIMCO in generale fornisce servizi solo a istituzioni, investitori qualificati, intermediari finanziari e investitori istituzionali. Gli investitori individuali devono contattare il loro consulente per gli investimenti per definire le opzioni di investimento più appropriate alla loro situazione finanziaria. Questa non è un’offerta a qualsiasi persona in qualsiasi giurisdizione in cui sia illegale o non autorizzato. PIMCO Europe GmbH (società n. 192083, Seidlstr.24-24a, 80335 Monaco, Germania) e la filiale italiana di PIMCO Europe GmbH (società n. 10005170963) sono autorizzate e regolamentate dall’Autorità di vigilanza finanziaria federale tedesca (BaFin) (Marie-Curie-Str. 24-28, 60439 Francoforte sul Meno) in Germania ai sensi della Sezione 32 della Legge bancaria tedesca (KWG). La filiale italiana è inoltre soggetta alla supervisione della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB) ai sensi del Testo Unico della Finanza italiano e della relativa normativa di attuazione. PIMCO Europe GmbH non fornisce servizi di investimento direttamente a clienti al dettaglio.

Il presente documento riporta le opinioni del gestore, che possono essere soggette a variazioni senza preavviso. Questo materiale viene distribuito unicamente a scopo informativo e non deve essere considerato alla stregua di una consulenza d’investimento o di una raccomandazione in favore di particolari titoli, strategie o prodotti d’investimento. Le informazioni contenute nel presente materiale sono state ottenute da fonti ritenute attendibili, ma non si rilascia alcuna garanzia in merito. Nessuna parte del presente materiale può essere riprodotta in alcuna forma o citata in altre pubblicazioni senza espressa autorizzazione scritta. PIMCO è un marchio depositato di Allianz Asset Management of America L.P. negli Stati Uniti e nel resto del mondo. ©2022, PIMCO.