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Commercio estero: il boom della meccanica rilancia il made in Italy

di Michele De Gaspari

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2 aprile 2008

Il 2007 è stato un anno brillante per le esportazioni italiane. E anche il 2008 sembra essere partito bene, ma lo scenario internazionale è oggi meno favorevole

Anche nel 2007 le esportazioni sono risultate la componente più dinamica (+5% nei valori reali i beni e servizi) del Pil e della domanda, così come era avvenuto un anno prima (+6,2% nel 2006). Le importazioni, a loro volta, hanno confermato il vivace andamento dell'anno precedente, a un ritmo solo di poco inferiore a quello dell'export (+4,4%), rendendo pressoché neutrale (+0,1% appena) il contributo alla crescita del Pil (+1,5%) proveniente dalla domanda estera netta. Se dai dati di contabilità nazionale si passa alla statistiche doganali dell'interscambio delle sole merci, il quadro appare altrettanto favorevole: il deficit della bilancia commerciale si è, infatti, più che dimezzato nel 2007, da un saldo negativo di 20,5 miliardi a 9,5 miliardi, quale effetto dell'aumento a valori correnti delle esportazioni pari all'8%, a fronte del 4,4% delle importazioni. Il miglioramento del disavanzo si ripartisce equamente, inoltre, tra la crescita dei prezzi e quella dei volumi (+4,9% e +3,1% l'export, +2,6% e +1,9% l'import), con un moderato progresso nelle ragioni di scambio, pari a circa due punti percentuali. Le vendite nei paesi dell'Unione europea, in particolare, sono aumentate del 6,1% e contribuiscono al 60% dell'export complessivo, mentre nel resto del mondo la crescita è stata più sostenuta (+11,1%). Questa evoluzione, che vede premiati i mercati extraeuropei, sembra poi confermata dai parziali risultati del commercio estero nel primo scorcio del 2008.

Il brillante andamento delle esportazioni, che ha sostenuto l'attività manifatturiera nel corso del 2007, evitandone un nuovo declino a causa della debolezza della domanda interna, ha continuato a riflettere le eccellenti performance dei beni di investimento (+14%) e, in misura inferiore, di quelli intermedi (+9%), mentre dovrebbero essere in via di superamento le passate difficoltà sul fronte dei beni di consumo (+5%) - tessile-abbigliamento, prodotti in cuoio e calzature, mobili e articoli per la casa - da qualche tempo in buon recupero, dopo le pesanti flessioni registrate nel periodo 2001-2005. Lo scenario della congiuntura internazionale in peggioramento sembra, tuttavia, destinato a pesare sulla dinamica dell'interscambio con l'estero nel 2008. Se nei primi due mesi di quest'anno le esportazioni hanno continuato a correre, il rallentamento della domanda mondiale (non solo negli Stati Uniti, ma anche nei maggiori paesi europei) e l'ulteriore apprezzamento dell'euro lasciano intravedere un'evoluzione più moderata nei prossimi trimestri, inducendo a una certa cautela nelle previsioni: il tasso di crescita dell'export potrebbe essere dimezzato nella media 2008 rispetto al biennio precedente. Gli ultimi dati sulle esportazioni indicano che l'industria manifatturiera italiana ha recuperato competitività, mettendo a segno sui mercati esteri performance abbastanza in linea con i suoi più agguerriti concorrenti (a cominciare dalle imprese tedesche).

La quota del made in Italy sul commercio internazionale è tornata così a risalire, sia pure leggermente, nelle statistiche espresse in valore, intorno al 3,6-3,7%, dopo alcuni anni di declino (dal 2001) che sembrava inarrestabile. Nel 2007 il saldo commerciale con l'estero, se calcolato al netto della bolletta energetica di 46,5 miliardi, è stato in surplus per 37 miliardi, che arrivano a ben 50 miliardi per i prodotti dell'industria manifatturiera, tra cui è oggi grande protagonista la meccanica, con i suoi 48 miliardi di attivo, nuovo record per il settore (era pari a 28 miliardi dieci anni prima). Più contenuto è il saldo positivo dei tradizionali comparti del made in Italy - tessile-abbigliamento, prodotti in cuoio e calzature, mobili e arredo - che si stabilizza intorno ai 24 miliardi; ma qui bisogna fare i conti con la forte concorrenza della Cina e dei paesi emergenti. Le produzioni di medio-alta qualità nel sistema moda e arredo-casa, insieme alla meccanica strumentale, si stanno ormai consolidando anche nei mercati in rapido sviluppo, dall'Est Europa alla Russia e al Medio Oriente, a conferma del miglioramento nei fattori di competitività diversi dal prezzo.

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