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Questo articolo è stato pubblicato il 21 luglio 2014 alle ore 08:15.
L'ultima modifica è del 21 luglio 2014 alle ore 08:24.
La qualità, com'è noto, non ha prezzo. Però ha un valore in busta paga: 10mila euro l'anno in più, se così deciderà Il Sole 24 Ore. È quanto si pensa di fare a Bergamo, dove il nuovo contratto del neo-direttore generale del Comune, Michele Bertola, sarà legato al miglioramento della città nella classifica della Qualità della vita, la graduatoria che ogni anno mette in fila i territori italiani valutandone la vivibilità sulla base di 36 indicatori: dal reddito alla disoccupazione, dalle infrastrutture alla formazione, dai reati agli svaghi. Certo, si obietterà, difficile incidere sul clima, sul tasso di divorzi o sull'importo della pensione, ma su altri parametri l'impegno potrebbe dare buoni frutti.
Ad esempio, il prezzo della casa lo fa anche l'appeal intorno, la presenza imprenditoriale è favorita dalla dotazione di servizi, il buon voto in ambiente si ottiene con l'educazione dei cittadini, il controllo della sicurezza dipende pure dalla fiducia nelle istituzioni, la diffusione del volontariato è alta dove maggiore è la coesione sociale. Insomma, ci sono parecchi fronti sui quali è possibile concentrarsi per migliorare il benessere collettivo, non solo in senso economico. E anche se occorre ricordare che la classifica del Sole 24 Ora è ricavata su dati provinciali, è innegabile che, di solito, è il Comune capoluogo a tirare la volata o a trascinare in coda il resto del gruppo. «Legare i compensi del management locale ai risultati reali ottenuti è uno dei principi base contenuti nei 44 punti del progetto di riforma della Pubblica amministrazione», osserva il diretto interessato, Michele Bertola, city manager di Bergamo dal 15 luglio scorso.
«Non ritengo che il Pil basti a misurare la vivibilità, ci sono altri indicatori che riescono a completare il quadro. Anche se quelli della ricerca del Sole 24 Ore sono dati provinciali, da qualche parte bisogna pure cominciare per impegnarsi concretamente e verificare le performance, senza rimandare oltre l'attuazione delle buone intenzioni indicate dal Governo. Quando altre fonti costruiranno rilevazioni in grado di misurare nel dettaglio comunale o più compiutamente il trend di un territorio non esiteremo a utilizzarle come strumento di riferimento». Intanto il neo-direttore generale si è preso il rischio di giocarsi il 50% della parte variabile (in totale 20mila euro di bonus, mentre il fisso lordo ammonta a 120mila euro) dello stipendio ai gradini in più che la città riuscirà a salire nella tradizionale ricerca sulla Qualità della vita. Bergamo peraltro non è mal posizionata: già lo scorso anno aveva guadagnato quattro gradini. E nel 2003 era addirittura tredicesima.
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