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Questo articolo è stato pubblicato il 07 settembre 2014 alle ore 08:14.

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Bene fa il Premier a preferire Brescia



A Villa d'Este ci sono certamente personaggi di rilievo (ad esempio Peres) e alcuni economisti seri, ma ci anche personaggi non proprio esemplari. La maggioranza degli economisti, che oggi giudicano e pontificano, sono quelli che nulla hanno previsto riguardo la devastazione economica operata dalla finanza internazionale. Per una mancanza di modelli econometrici adeguati, si giustificano loro, ma in realtà per una diffusa complicità con il mondo finanziario! Quanto agli imprenditori, parteciperà al meeting sicuramente qualcuno del "salotto buono" (ad esempio Profumo, Passera ...) che vide la (tanto invocata) privatizzazione della Telecom solo un'occasione per "fare cassa" e non come una prova di responsabilità verso il Paese. Spero che non ci sia anche qualche "capitano coraggioso" tipo Roberto Colaninno, l'amico di D'Alema! Bene fa il Presidente Renzi a recarsi invece a Brescia, presso un'azienda che opera nella "economia reale".
Daniele De Antoni Migliorati
Riavviare il turnover occupazionale
Sul tema della occupazione, specie quella giovanile, si stanno impegnando politici, economisti e imprenditori nonché i sindacati. L'unica questione certa sono le percentuali dei disoccupati o non occupati in aumento. A ogni uscita di un dato peggiorativo, si eleva il grado di attenzione sul cosa fare e come farlo. Il governo italiano con il pacchetto del Jobs Act in discussione in Senato sta intraprendendo una strada normativa e legislativa che richiederà, visti i noti tempi del percorso bi-camerale, ancora alcuni mesi e non c'è la certezza che sia risolutivo della questione. È mio parere, peraltro, che le molte proposte emergenti, anche non governative, per incrementare l'occupazione non tengano in considerazione una adeguata percentuale di assunti con il turnover. Analizzando gli ultimi cinque anni, tutti immersi nella crisi economico-finanziaria, si rileva che aziende "sane" – private e pubbliche – hanno adottato sia nelle iniziative di esodo del personale ante diritto pensionistico maturato, che in occasione della maturazione di tale diritto, criteri di alleggerimento degli occupati per decine di migliaia di teste, senza peraltro ricercare un adeguato ricambio generazionale.
Giacomo Zanella
Padova
Stipendi polizia e scorte
A Roma per la notte si chiudono 20 commissariati, ne rimangono aperti solo dieci. Gli stipendi delle forze dell'ordine rimangono ancora bloccati. Non ci sono soldi. Sorge spontanea una domanda: ma tutti gli uomini delle forze dell'ordine che fanno la scorta a politici e personalità importanti, e sono migliaia, sono trattati nella stessa maniera? E se si concretizzerà lo sciopero questi politici e queste personalità rimarranno senza scorta? Perché allora non si eliminano le scorte e si fanno funzionare i commissariati di notte con quegli stessi uomini?
Lettera firmata
Le lungaggini della giustizia
Per quanto concerne la durata dei processi della giustizia civile in Europa, stupisce che persino la Lituania e l'Ungheria hanno tempi di conclusione dei processi molto più brevi dei nostri. Tuttavia, una constatazione viene spontanea: la Giustizia in Italia è l'unica Istituzione pubblica dove l'elemento umano (stranamente) non entra mai in gioco, mi spiego : se i nostri ragazzi escono dalla Scuola pubblica e dall'Università impreparati, la responsabilità è dei professori; se vi sono lunghe attese per le visite nel Ssn la colpa è dei medici; se i servizi pubblici sono poco efficienti, la colpa è dei dipendenti pubblici che lavorano poco!. Domanda: se la Giustizia funziona così com'è, di chi sono le responsabilità ? Risposta: sempre e solo degli stanziamenti e della carenza di personale? Allora, anche gli altri settori pubblici potrebbero giungere alle stesse conclusioni!
Dario Menna
Napoli

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