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Questo articolo è stato pubblicato il 15 ottobre 2014 alle ore 14:18.

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(Corbis)(Corbis)

BERKELEY – Una quota crescente dell’attività economica mondiale comporta flussi transfrontalieri. Ma quanto è interconnessa l’economia globale? Come cambiano i flussi transfrontalieri tra attività, settori e paesi? Come si classificano le economie nazionali in termini di flussi transfrontalieri o di interconnessioni? E quali sono le implicazioni per le imprese e i responsabili politici?
Un nuovo del McKinsey Global Institute affronta queste domande analizzando i flussi in entrata e in uscita di beni, servizi, prodotti finanziari, persone, dati e comunicazioni per 195 paesi negli ultimi 20 anni.

Sia i dati aggregati che i micro esempi confermano che il mondo è diventato più strettamente interconnesso, con flussi transfrontalieri crescenti per portata e complessità – e capaci di coinvolgere al loro interno un numero sempre maggiore di paesi e partecipanti. Nonostante una significativa contrazione dal 2007 al 2009, derivante dalla profonda recessione globale, nel 2012 il valore combinato di flussi finanziari e commercio di beni e servizi ha raggiunto il 36% del PIL mondiale - 1.5 volte superiore rispetto al 1980.

Il rapporto conferma inoltre che la maggiore disponibilità riguardo ai flussi globali ha costituito una fonte significativa di crescita economica sia per i singoli paesi che per il mondo intero. Nel complesso, la ricerca stima che i flussi totali hanno contribuito ogni anno tra il 15 e il 25% della crescita globale, evidenziando che i paesi più interconnessi si avvantaggiano dei benefici della crescita del 40% in più rispetto a quelli meno interconnessi. Ciò è coerente con la teoria economica: l’interconnessione favorisce la crescita attraverso incrementi di produttività dovuti a fattori di specializzazione, scala, concorrenza e innovazione.

Il flusso transfrontaliero di merci, inclusi i prodotti agricoli e le materie prime, continua ad essere la categoria più estesa, in crescita del 11% all’anno negli ultimi dieci anni, e che nel 2012 ha superato il picco raggiunto prima della recessione. Oggi, oltre il 35% delle merci attraversa i confini nazionali.
Anche i flussi transfrontalieri di servizi hanno recuperato i livelli precedenti la recessione e dal 2002 sono andati crescendo rapidamente del 10% all’anno. Tuttavia, anche se i servizi rappresentano circa i due terzi del PIL mondiale, i flussi transfrontalieri sono inferiori di un quarto rispetto a quelli delle merci.

I flussi di prodotti finanziari sono ancora al di sotto del 70% rispetto al picco raggiunto prima della recessione, ma anche agli attuali livelli di depressione rappresentano oltre un terzo di tutto il sistema finanziario globale. Al contrario, il flusso transfrontaliero di persone, misurato dalla percentuale di coloro che vivono fuori dal loro paese di nascita, è di piccole dimensioni, dal 1980 si aggira intorno al 2.7%. Ma i movimenti transfrontalieri di persone per scopi a breve termine - per esempio turismo, viaggi di lavoro, e istruzione - sono aumentati del 3.5-4.8% all’anno negli ultimi dieci anni.

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